Tavarnellina doc, inserita dal portale winenews.it fra le tre migliori comunicatrici del vino

TAVARNELLE – E' stata inserita da uno dei maggiori portali italiani (forse il maggiore), www.winenews.it, nella "top 3" delle migliori comunicatrici italiane del vino.

 

Giulia Dirindelli, tavarnellina doc, racconta al gazzettino del Chianti cosa vuol dire comunicare uno dei nostri prodotti d'eccellenza nel mondo.

 

Giulia, sei fra le migliori comunicatrici del vino sulla base della tua attività presso la Cecchi di Castellina in Chianti: innanzi tutto cosa vuol dire… comunicare il vino?

"Vuol dire molte cose e variegate. significa Prendersi cura di tutto ciò che in linguaggio pubblicitario si chiama "above" e "below the line". Ovvero tutto cio' che è visibile (e non) di un marchio. Comprese naturalmente le pubbliche relazioni che sono molto importanti".

 

Quanto e in che modo è importante, secondo te, la comunicazione per la commercializzazione di un vino? Quali le modalità per farlo?

"E' importante tanto quanto venderlo in quanto la comunicazione è uno strumento per la vendita. Non a caso nelle grandi multinazionali la gerarchia è la seguente: il responsabile comunicazione riporta al reponsabile marketing, che a sua volta riporta al responsabile commerciale. I mezzi di comunicazione nuovi e tradizionali vanno benissimo per comunicare il vino. Tranne la tv che non è un mezzo valido e qualificante per il nostro settore".

 

Insomma, dacci qualche dritta…

"Importante per comunicare il vino (e non solo il vino)  è: conoscere il vino e il territorio (cosa non scontata); curare il rapporto con giornalisti ed opinion leaders; curare il rapporto con la ristorazione;  creare eventi che diano visibilità e appeal al prodotto e al marchio; avere una buona riconoscibilità e storie da raccontare (questo è molto importante per i social media e il web); avere un'immagine coordinata univoca, chiara e inconfondibile".

 

Vieni da un territorio, Tavarnelle, in cui si producono grandi etichette: quale la tua "geografia" enologica del nostro Paese? Come si colloca il Chianti Classico in una clssifica virtuale?

"Se mi chiedete un giudizio personale il Chianti Classico si colloca al primo posto a pari merito con il Piemonte. Dopodiché Trentino Alto Adige, Veneto, Abruzzo, Sicilia".

 

E quale infine la differenza fra il modo di comunicare il vino in Italia e all'estero? Anche qui dobbiamo inseguire o siamo un'eccellenza?

"Non sono molto ferrata con l'estero anche se di giornalisti, venditori, ristoratori ed anche produttori internazionali ne ho conosciuti molti. Credo che all'estero ha ancor più valore la comunicazione sull'etichetta rispetto all'Italia. Essendoci una cultura inferiore rispetto al vino (nella maggior parte dei casi) il gioco si fa al 90% sullo scaffale, dove l'etichetta deve essere accattivante, esplicativa e contemporanea".

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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