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domenica 2 Ottobre 2022
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    Il Comune di Barberino Tavarnelle riapre lo scavo archeologico nell’area di San Pietro in Bossolo

    Un sito misterioso tutto da scoprire: nelle campagne, alla luce le fondazioni di una fortificazione ed un consistente quantitativo di frammenti di ceramica di epoca antica e medievale

    BARBERINO TAVARNELLE – Il Comune di Barberino Tavarnelle continua ad investire in cultura e nella storia della sua comunità.

    Riparte il progetto archeologico, giunto quest’anno alla terza campagna di scavi, che permetterà all’amministrazione comunale di indagare sulle origini del territorio e valorizzare il patrimonio culturale arricchendolo di nuove occasioni di conoscenza.

    Il team di archeologi professionisti, altamente qualificati della Società Cooperativa Laboratori Archeologici San Gallo di Firenze, coordinati e guidati dalla direttrice, l’archeologa Chiara Marcotulli, è tornato a scavare nell’area di San Pietro in Bossolo, adiacente alla pieve millenaria che domina le colline chiantigiane.

    Dove dalle due campagne precedenti, realizzate nel 2020 e nel 2021, erano emerse parti di strutture murarie identificate come fondazioni di una fortificazione ed un consistente quantitativo di frammenti di ceramica di epoca antica e medievale che indicano la presenza di un sito archeologico la cui conoscenza è da approfondire.

    Le indagini di scavo stratigrafiche dunque proseguono per approfondire e stabilire l’identità e la consistenza delle strutture e dei depositi archeologici.

    Il piano di interventi esteso e intensivo, che sarà effettuato per alcune settimane, metterà in campo una campagna di prospezioni georadar allo scopo di sondare l’esistenza, di eventuali nuove strutture nel sottosuolo.

    Per gli archeologi l’utilizzo dello strumento di investigazione conoscitiva e diagnostica permetterà di valutare se estendere ulteriormente l’area di indagine, conoscere e arricchire di ulteriori elementi la zona attualmente oggetto di scavo stratigrafico.

    “Il lavoro – dichiara Chiara Marcotulli – che quest’anno avrà uno anche scopo formativo avvalendosi del supporto di alcuni studenti universitari della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Firenze, si pone l’obiettivo di ricostruire le principali fasi di vissuto di ciò che sta affiorando”.

    “I primi dati delle due campagne di scavo, già realizzate – fa sapere ancora Marcotulli –  saranno pubblicati a breve negli atti del Convegno della Società degli Archeologi Medievisti Italiani, che si terrà ad Alghero i primi di ottobre”.

    L’indagine archeologica è promossa e finanziata dal Comune di Barberino Tavarnelle, ottenuta in concessione dal Ministero per i Beni Culturali.

    Il sindaco David Baroncelli tiene a ribadire “l’importanza dell’investimento culturale, volto a ricostruire e conoscere fasi fondamentali e complesse della storia del territorio, realizzare interventi che favoriscano la conoscenza e la formazione culturale del territorio e la creazione di significative opportunità di valorizzazione e promozione del territorio di Barberino Tavarnelle”.

    Le fonti documentarie, ereditate dal passato, attestano la presenza di due castelli nell’area della Pieve di San Pietro in Bossolo costruiti fra l’XI e il XIII secolo.

    I castelli sono quelli di San Pietro in Bossolo e di San Giovanni; quest’ultimo prende nome dal battistero antistante la Pieve di San Giovanni, ritrovato durante la prima campagna di scavi avvenuta nel 1967 il cui fonte battesimale è stato ricollocato all’interno della Pieve.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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