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domenica 14 Luglio 2024
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    Il Crocifisso torna nella chiesa della Romita: e il “popolo” della frazione torna a riunirsi

    Ricollocati anche una Madonna in cartapesta, una in terracotta, i segni della Via Crucis: i ricordi di come era un tempo questo gruppo di case

    ROMITA (BARBERINO TAVARNELLE) – Il “popolo” della frazione della Romita è tornato a riunirsi nella sua chiesa (venerdì 2 giugno) per festeggiare il ritorno di alcuni arredi sacri.

    In primis il bellissimo Crocifisso della chiesa di San Gimignano a Petroio. Ma anche una Madonna in cartapesta, una in terracotta, i segni della Via Crucis.

    Tutto questo è stato possibile grazie all’interessamento della Pro Loco della Romita, con in testa il presidente Guido Parrini, e del Comune di Barberino Tavarnelle.

    Alla Santa Messa, officiata da don Franco Del Grosso, parroco di Tavarnelle, erano presenti (fra gli altri) il sindaco David Baroncelli, il vicesindaco Roberto Fontani, il comandante della Stazione carabinieri di Barberino Tavarnelle luogotenente Giuseppe Cantarero, rappresentanti del Lions Club Barberino Tavarnelle.

    Alla fine, don Franco Del Grosso ha ricordato quante persone negli anni passati hanno vissuto in questa campagna, frequentando anche la chiesa della Romita.

    “Le persone si conoscevano più per soprannome che per nome e cognome – ha raccontato – C’erano Piripone, o Primavera. Si faceva parte alla vita attiva del paese; e quando il giovedì c’era la mostra dei bovi, i contadini facevano a gara a chi aveva quello più bello”.

    “Tanto che Primavera – è stato l’aneddoto raccontato dal sacerdote – l’aveva fatto talmente ingrassare per fare una bella figura, che quando arrivò il momento di portarlo via dalla stalla per esporlo, non riuscirono a farlo passare dalla porta. Dovettero togliere le soglie per farlo uscire. Oggi quella civiltà è completamente scomparsa, non si può tornare indietro e bisogna vivere il presente guardando quello che il signore ci ha dato”.

    Un piccolo passo nel passato anche quello fatto insieme a Ivo Barbetti, nato in una colonica dietro la chiesa: qui nel 1958 è passato a comunione; e qui ha suonato l’armonium in varie solennità.

    “Ricordo molto bene anche il parroco di allora – ci dice Ivo – don Metello Masini. Ma anche don Elio Pierattoni, un prete di campagna che all’epoca aveva il brevetto di pilota, organista del Duomo di Firenze e maestro del coro. Aveva ricamato perfino la tovaglia d’altare, sapeva fare di tutto. Nel 1964 fu nominato rettore della chiesa di San Giovanni Battista, la chiesa dell’Autostrada del Sole”.

    Guido Parrini presidente della Pro Loco della Romita, ci fa presente che il Crocifisso fu spostato da questa chiesa a quella di Santa Maria al Pignone, a Firenze: “Devo ringraziare don Giuliano Landini, presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, che ci ha permesso di riprenderlo e riportarlo quassù”.

    “Si può notare anche un particolare – sottolinea guardando al Crocifisso – Ai piedi della croce si nota che sono dipinti San Giovanni Gualberto e Papa Celestino III. Tra l’altro si dice che San Giovanni Gualberto è nato in una casa colonica poco distante da qui”.

    La Madonna posta al lato dell’altare invece, non faceva parte di questa chiesa: “No – conferma Parrini – questa proviene dalla chiesa di San Filippo a Ponzano, dopo Barberino Val d’Elsa, oggi sconsacrata. Fu l’assessore Roberto Fonatni a suggerirci di andare a prenderla dopo che i ladri avevano rubato altri arredi. L’abbiamo ripulita e ora fa parte di questa chiesa. E’ di scuola pugliese”:

    Al termine della cerimonia, nello stanzone che un tempo fungeva da teatrino, è stato allestito un ricco buffet offerto dalla Pro Loco della Romita. 

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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