TAVARNELLE – Entro il 10 gennaio si saprà se il sindaco uscente di Tavarnelle, Sestilio Dirindelli, intende ri-candidarsi. E quindi sottoporsi alle inevitabili primarie, dal momento che anche il suo vice David Baroncelli ha tutte le intenzioni di giocarsi le sue carte.
Sono quindi in corso le dovute riflessioni all'interno del Partito democratico di Tavarnelle, che comprendono anche tuttala parte "renziana" uscita dal successo delle primarie.
Nel frattempo però il neo segretario comunale Gianni Mantelli non dimentica il contesto generale, e prepara un documento di ampie riflessioni. Che mette al centro due temi: lavoro ed Europa.
"Il nuovo corso del Pd è già iniziato – dice Mantelli – Stiamo finalmente rimettendo al centro della nostra agenda alcuni dei temi fondamentali per il futuro dell’Italia: il lavoro prima di tutto, le riforme, l’Europa. L’esercito dei disoccupati si allarga. E’ composto da giovani, donne, operai ed impiegati, persone di 50 anni che non riescono a ricollocarsi e da tantissimi piccoli imprenditori, artigiani, commercianti che hanno dovuto chiudere le loro attività. Il Pd li deve rappresentare tutti".
"Questa – dice Mantelli – è la nuova sfida nella quale tutto il partito si deve sentire impegnato. Non abbiamo molto tempo davanti a noi. La crisi economica si intreccia con il crescente disagio sociale, creando così le condizioni materiali della rivolta di massa. E’ accaduto le scorse settimane ed accadrà ancora, se la politica non riuscirà a dare risposte veloci e concrete alla disperazione di milioni di italiani che ormai vivono in condizioni di assoluta povertà".
Perché secondo Mantelli "per contrastare questa deriva e rilanciare l’economia, non è sufficiente pensare a qualche riduzione d’imposta, a qualche incentivo alle imprese che assumono oppure modificare le regole del mercato del lavoro. E’ invece necessario, a mio avviso, un piano del lavoro, una politica dello sviluppo innovativa e coraggiosa che consenta di creare occupazione partendo da presupposti molto diversi rispetto al passato. L’obiettivo è creare posti ad alta intensità di lavoro. E’ possibile".
Poi fa qualche esempio: "Pensiamo agli acquedotti che devono essere risistemati perché perdono metà dell’acqua che convogliano, ai beni culturali che cadono a pezzi in tutta Italia, a milioni di abitazioni costruite con criteri inadeguati rispetto alla necessità di risparmio di energia , alle scuole da mettere a norma per evitare tragedie alla prima scossa di terremoto, ai torrenti ai fiumi e ai boschi da sistemare per evitare che le piogge dell’autunno o della primavera producano i disastri che conosciamo".
"Penso – sottolinea Mantelli – in sintesi, che occorra spostare ampie masse di lavoratori dai tradizionali settori produttivi, dove il lavoro non c’è più e non ci sarà più, a settori produttivi diversi. Tutto questo significa creare milioni di posti di lavoro qualificati e meno qualificati, dal manovale all’ingegnere, dare lavoro a migliaia di piccole imprese, di artigiani, di professionisti".
"Naturalmente – ammette – per attuare un piano così articolato di rilancio dell’economia non si può prescindere dagli i investimenti pubblici. Dove reperire le risorse? Senza sfondare il vincolo del 3% del rapporto deficit/Pil (che comunque dovrà essere rivisto e l’Italia nel semestre di presidenza europea dovrebbe farsi portavoce di tale istanza) , si possono trovare alcuni miliardi recuperando qualche decimale rispetto al parametro del 2,5% previsto per il 2014".
"In questo modo – dice convinto – si inizierebbe veramente a chiudere la fase delle politiche di austerità che hanno portato l’Italia e buona parte dell’Europa sull’orlo dell’abisso. L’America di Obama ha scelto la strada degli investimenti pubblici per sostenere la crescita e rimettere in moto l’occupazione. E l’economia Usa è ripartita".
Per quanto riguarda l'Europa "il Pd – dice Mantelli – si deve impegnare per cambiare l’Europa. Negli ultimi anni si è determinata una frattura tra le istituzioni europee e i cittadini dei vari paesi europei. Mi auguro che il Pd riesca a rendere importante l’elezione dei deputati al Parlamento europeo. Se vogliamo mettere fine alla stagione del rigore e dell’austerità dobbiamo avere il coraggio di andare contro corrente. Fino ad oggi abbiamo considerato il pareggio di bilancio un vincolo indiscutibile, adesso è necessaria una inversione di tendenza".
Perché, sottolinea, "i trattati europei obbligano ad un rigore finanziario incompatibile con lo sviluppo economico. Il Pd si deve battere per assegnare al Parlamento europeo più poteri rispetto a quelli previsti dal Trattato di Lisbona. Dobbiamo creare le condizioni per consentire ai cittadini di riappropriarsi dell’Europa. Vogliamo un’unione vera, un'Europa della solidarietà, una vera federazione".
"Sono poi convinto – conclude – che l’Europa debba uscire da questa crisi con più welfare e non con meno protezioni sociali. E’ una questione che riguarda la democrazia in Europa. Non è un caso se in questi ultimi anni hanno preso forza movimenti eversivi come quello di Alba Dorata in Grecia. Meno Stato sociale significa più povertà. Se la povertà si allarga a vasti strati della popolazione, il pericolo di svolte autoritarie è più vicino, come la storia purtroppo ci ha insegnato".
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































