lunedì 1 Marzo 2021
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    La chiusura per Covid e la voglia di migliorare: il Circolo Semifonte si è dato un volto tutto nuovo

    In questo periodo di chiusura i volontari non sono certo rimasti con le mani in mano: e in questo luogo, auto gestito dal 1993, si è lavorato duro per rinnovare e ristrutturare

    BARBERINO VAL D’ELSA (BARBERINO TAVARNELLE) – Il Circolo Semifonte è chiuso dallo scorso ottobre. E, quando riaprirà (si spera il prima possibile), avrà un volto tutto nuovo.

    In questo periodo di chiusura (dovuto all’emergenza Covid-19), i volontari che gestiscono il Circolo e che ne sono l’anima, non sono stati con le mani in mano.

    Anzi, hanno colto l’occasione per fare dei lavori di ristrutturazione. Hanno rintonacato, riverniciato e rifatto la sala bar. Tutto da soli.

    Il “Circolino” (in tanti lo chiamano così) è un circolo autogestito dai ragazzi sin dal 1993, quando fu aperto. Un luogo di condivisione e di partecipazione attiva in cui tutti possono esprimere la propria opinione.

    “E’ il nostro orgoglio”, ci dicono i membri dell’attuale direttivo. Ovvero il presidente Massimo Pietroni, Massimiliano Rinaldi e Giuseppe Scandale (che sono… la “vecchia guardia”), la segretaria Zoe Bucciarelli, Margherita Cioppi, David Radassao (acquisto in corsa dell’ultima stagione) e la new entry Gemma Galgani.

    Il Circolino… nel 1993

    Ragazzi giovani, tutti di Barberino Tavarnelle (tranne il presidente). Pieni di passione e di entusiasmo. Con in mente tanti bellissimi progetti.

    “Stiamo cercando di svecchiare l’immagine di un posto che in passato è stato selettivo – a parlare è il gruppo di volontari – L’idea politica di un circolo Arci è innegabile, ma il nostro motto è: “Benvenuto a chiunque, purché venga in pace”. Vogliamo gente che non abbia pregiudizi nei confronti di nessuno”.

    “Il Circolo ci ha salvati da questo periodo in cui eravamo tutti fermi – sostengono – a seconda delle zone, in alcuni periodi si sono potuti incontrare personalmente, mentre in altri “si sono visti” in videochiamata o sentiti in chat. Ci ha aiutato a crescere anche a livello di gruppo”.

    “Facendo parte della categoria dei circoli Arci – spiegano – per il momento non possiamo riaprire. Stiamo stringendo i denti, con la speranza di ripartire il prima possibile”.

    “Se il meteo e il Covid-19 ce lo permettono, cioè se… i pianeti si allineano – dicono, sorridendo – la nostra idea è quella di riaprire a fine aprile. In modo tale da stare all’esterno, visto che lo spazio interno è ridotto”.

    “La stagione (che arriverà indicativamente fino ad ottobre) è tutta in fase di programmazione – ci rivelano – Saremo aperti tre o quattro giorni alla settimana. Per eventi di informazione, concerti, dibattiti (quello prima del referendum sul taglio dei parlamentari, l’anno scorso, è stato molto partecipato dai giovani), tornei di briscola, cinema all’aperto, mostre fotografiche. O semplicemente per fare due chiacchiere”.

    I lavori di ristrutturazione dell’estate scorsa

    “Stiamo pensando di fare anche dei corsi di formazione professionale – aggiungono – Persone che conosciamo e che reputiamo adatte a far trasparire la loro passione potrebbero tenere degli incontri informali, ma molto belli e (aperiamo) utili”.

    Intanto il Circolo aderisce all’iniziativa nazionale “L’ultimo concerto?”. Il 27 febbraio 2020 i palchi di tutta Italia hanno spento i loro riflettori.

    E, un anno di distanza, sabato 27 febbraio, oltre 130 live club italiani regaleranno uno show in streaming, gratuito.

    Il Circolo riaprirà le porte ai “Diva”, una talentuosa band locale. Che, dalle 18.30, suonerà live su Novaradio Città Futura e in streaming sulle pagine Facebook “Arci Firenze” e “Circolo Semifonte”.

    “Rispolvereremo il palco – dicono con orgoglio – per dare valore ad una classe di lavoratori che è stata non dimenticata, di più. E che è legata ai nostri ricordi più belli”.

    “Cogliamo l’occasione per fare una “chiamata alle armi” – chiunque volesse rispondere può scrivere a [email protected] – Siamo in pochi e abbiamo tutti impegni lavorativi. Senza lo sforzo dei singoli il Circolo non esiste e, se lo sforzo è diviso tra tanti, si riduce. E poi… due teste pensano meglio di una”.

    “La nostra idea è di incentivare la fascia di pubblico tra i 15 e i 25 anni – concludono i ragazzi – Il Circolo è un posto dove possono sentirsi come a casa. Un luogo di incontro, dove sono liberi di poter organizzare eventi (sempre nel rispetto delle normative anti contagio)”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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