spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
lunedì 27 Giugno 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Linari, borgo abbandonato da salvare. Il Comune finanzia il recupero della chiesa medievale

    L'amministrazione comunale inizia ad investire sul borgo abbandonato con l'intervento di restauro e messa in sicurezza dell'antica Chiesa di Santa Maria a Linari

    LINARI (BARBERINO TAVARNELLE) – Linari tornerà a vivere. Con il progetto di riqualificazione del Comune di Barberino Tavarnelle che ha deciso di investire una prima tranche di risorse pubbliche, pari a 250mila euro, per il restauro della chiesa di Santa Maria a Linari.

    E con l’affetto della comunità e degli ex abitanti che lo vivono come un tesoro da non disperdere, un patrimonio identitario da valorizzare, promuovere e tornare a condividere.

    Dall’alto dei suoi innumerevoli secoli di vita il borgo medievale di Linari, antica fortificazione immersa tra le colline della Valdelsa di cui si ha memoria dal 1071, traccia contenuta nei documenti di Badia a Passignano, ha davanti a sé una nuova pagina di storia contemporanea da condividere con il territorio e la comunità.

    L’INVESTIMENTO: IL RECUPERO DELLA CHIESA CON RISORSE COMUNALI

    “Un significativo e atteso punto di partenza – afferma il sindaco David Baroncelli – per una nuova stagione di vita del borgo che si appresta a diventare realtà. Abbiamo deciso di intraprendere un percorso di recupero e valorizzazione destinando un importo complessivo pari a mezzo milione di euro, articolato in due annualità”.

    La prima tranche, del valore di 250mila euro è la somma già stanziata, che sarà replicata il prossimo anno.

    L’obiettivo dell’intervento è quello di progettare, ristrutturare e mettere in sicurezza la chiesa di Santa Maria a Linari.

    “Riteniamo che nella creazione di un percorso storico-culturale comune e collettivo – spiega il primo cittadino – attraverso il recupero di un bene così importante e prestigioso come l’antico luogo di fede di Linari, ci sia la chiave per il rinnovamento strutturale e architettonico di questa importante testimonianza del passato del nostro territorio”.

    LA PARTECIPAZIONE AL BANDO PNRR PER I BORGHI ABBANDONATI

    L’altra significativa novità, che attesta l’impegno e l’attività intensa dell’amministrazione comunale nel reperire fondi e risorse pubbliche che possano rappresentare la chiave di volta ai fini della rinascita complessiva del borgo, è la proposta di candidatura, appena inoltrata dal Comune alla Regione Toscana, per accedere alle risorse del Piano Nazionale Borghi previsto dal PNRR. 

    “Abbiamo partecipato al bando con la speranza di conseguire il contributo previsto dalle linee finanziarie del Ministero per salvare il nostro borgo abbandonato – auspica l’assessore alla cultura Giacomo Trentanovi – e permettere al sito storico di Linari, un tempo luogo vitale e dinamico, vissuto da decine di famiglie, di rinascere e uscire dalle condizioni di incuria e abbandono nel quale versa da decenni”.

    “Considerata la sfida complessa di ripopolamento – rilancia in un appello l’assessore Trentanovi – il nostro intento è anche quello di stimolare l’interesse di privati ad investire su uno dei centri più belli della Valdelsa, un luogo inserito in uno straordinario contesto paesaggistico dalle svariate potenzialità culturali e sociali”.

    Per la partecipazione al bando Il Comune si è messo all’opera e ha elaborato un progetto con il quale si è candidato formalmente all’ottenimento delle risorse del PNRR.

    L’idea della giunta Baroncelli è quella di ripopolare e rivitalizzare Linari creando un borgo ecologico e solidale.

    Qualora i finanziamenti fossero assegnati l’intento dell’amministrazione comunale è quello di acquistare tutti gli immobili e i terreni abbandonati per la realizzazione un intervento di cohousing pubblico green.

    “Vorremmo rendere Linari una comunità energetica, un luogo CO2 free – anticipa il sindaco – in grado di autoprodurre il proprio fabbisogno energetico, mediante impianti di geotermia e fotovoltaico. Questo ci permetterebbe di poter agire in maniera efficace per risolvere il problema dell’abbandono, rendendo funzionale e sostenibile l’abitabilità del luogo”.

    “Vorremmo inoltre incrementare l’offerta culturale e turistica – specifica – aprire nuove attività produttive di tipo turistico, agricolo e commerciale e generare un impatto occupazionale sui residenti nel borgo e sulla fascia più giovane della popolazione”.

    LA COLLABORAZIONE CON LA SOPRINTENDENZA

    Il Comune ha avviato inoltre un percorso di collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato al fine di verificare la possibilità di rientrare in possesso di alcuni affreschi, staccati qualche decennio fa, che arricchivano le pareti interne della chiesa di Santa Maria a Linari.

    LA COMUNITA’ RESIDENTE

    Il borgo è stato interessato da un graduale ma crescente abbandono a partire dall’ultimo dopoguerra.

    Il fenomeno si è acuito con l’abbandono delle fattorie e dei terreni agricoli. Negli ultimi dieci anni sono sorte alcune associazioni impegnate a promuovere e sostenere il patrimonio storico-culturale legato al luogo.

    Le associazioni sono la Pro Loco Barberino Val d’Elsa Gruppo Archeologico Achu che si occupa dei ritrovamenti archeologici, la Compagnia di Santa Maria Annunziata che gestisce la cappella nel centro storico.

    L’Associazione Amici di Linari che fino a qualche anno fa ha realizzato varie iniziative come la manifestazione culturale Linari Vive.

    IL BORGO DI LINARI, CITATO DA LEONARDO DA VINCI

    Il borgo conserva tracce del suo glorioso passato a partire dall’età etrusca. Del Castello di Linari, posto, come suggerisce l’origine latina del toponimo Linearis, sul margine del contado fiorentino, dirimpettaio di Colle Val d’Elsa e San Gimignano, si ha notizia dalle prime testimonianze che risalgono al 1070, contenute negli archivi e nei documenti della vicina Abbazia di Badia a Passignano.

    I Cadolingi di Fucecchio furono i primi proprietari del castello, ma la forte personalità, vocata all’autonomia e all’indipendenza istituzionale, si fece avanti e divenne scrittura ufficiale nel 1270, quando Linari, gestito da modesti proprietari e lavoratori della terra, con 1500 abitanti all’attivo, si costituì comune libero.

    Come terra contesa dai regimi feudali prima e comunali poi, parallela alla via Francigena, non mancano a Linari momenti di celebrità.

    Il genio Leonardo da Vinci la cita a proposito della riconquista di Niccolò da Tolentino, di cui conosciamo l’audacia e la forza militare nelle opere più celebri di Andrea del Castagno e Paolo Uccello.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...