Luciano Santandrea saluta l’azienda: va in pensione uno dei fondatori della Atop

I dipendenti e gli ex dipendenti hanno organizzato una bellissima festa a sorpresa: "Quando ho visto tutte quelle persone al cancello - sorride - pensavo stessero scioperando"

BARBERINO TAVARNELLE – Un evento molto importante per il nostro territorio quello che si è verificato il 30 giugno, quando è terminato il rapporto tra Atop Spa e il suo fondatore Luciano Santandrea.

Anche se – non c’è dubbio – l’amore dell’ex presidente per la sua azienda non finirà mai.

Dopo aver venduto (nel 2018) la maggioranza ad Ima (azienda di Bologna), qualche giorno fa – appunto – Santandrea è andato in pensione.

Al momento è il vicepresidente, “ma andrò in ufficio solo su chiamata”, precisa. E tra circa un anno cederà ad Ima le quote rimanenti.

Per l’occasione tutti i dipendenti e gli ex dipendenti hanno organizzato una bellissima festa a sorpresa al loro storico titolare: “Non me lo sarei sarei mai aspettato – sorride – pensavo che tutta quella gente fuori dal cancello stesse… scioperando. Poi ho visto lo striscione con su scritto “Grazie Luciano”: allora ho capito e mi sono emozionato”, ci racconta.

Ci descrive tutto: la torta, il brindisi e il regalo, molto apprezzato da Santandrea. Una caricatura realizzata da un dipendente, pittore, con accanto le firme di tutti coloro che hanno partecipato.

Classe 1944, originario di Faenza, Luciano Santandrea si è fatto da zero, da solo.

“Arrivai in Toscana nel 1967 – ricorda – Venivo da una ditta faentina che produceva incellophanatrici. Risposi all’annuncio di un’azienda di Firenze, ma non mi piacevano le macchine di cui si occupava”.

“Un mio amico mi disse che a Tavarnelle c’era una ditta appena nata: era l’Axis”: lì Santandrea ha fatto carriera, partendo da responsabile ufficio tecnico fino a diventare direttore generale.

“E’ stata una grande fortuna per me: quando entri in un’azienda al momento della sua fondazione, hai un vantaggio”, commenta con la sua grande umiltà Santandrea.

Dopo venticinque anni in Axis, a causa di alcuni contrasti con la proprietà, lasciò la ditta: stette per qualche mese a Milano a fare il consulente, ma intanto pensava a come realizzare il suo sogno.

Che presto, grazie al suo impegno e alla sua forza di volontà, divenne realtà: “Tornai a Tavarnelle e nel 1993 fondai Atop, insieme ai miei due soci Fabrizio Cresti e Massimo Ponzio”, racconta.

Oltre al presidente del consiglio di amministrazione (Santandrea) e ai due consiglieri (Cresti e Ponzio), Atop partì con due o tre dipendenti. Mentre adesso ne vanta… 250.

Ed è una delle pochissime aziende al mondo nel suo settore (quello delle macchine per la produzione di motori elettrici): “Quando i clienti mi chiedevano come eravamo rispetto al mercato, rispondevo: “Non siamo i primi, ma se qualcuno mi dice che siamo i secondi mi arrabbio””, viene fuori la bonaria ironia romagnola di Santandrea.

Risultati che il fondatore di Atop attribuisce anche e soprattutto a chi ha lavorato con lui: “Le aziende si fanno con le persone: fra tutti i miei dipendenti non ce n’era uno di cui avrei fatto a meno”, afferma con orgoglio.

Non sono certo mancati i sacrifici e le difficoltà: “Inizialmente venivano mia foglia Monica e mia moglie a fare le pulizie, perché non potevamo permetterci di pagare qualcuno”, ci dice con una naturalezza che ci colpisce.

Ma la passione e la determinazione hanno prevalso. Sempre.

E’ a Tavarnelle che Santandrea, oltre alla brillante carriera, ha costruito la sua bellissima famiglia: qui è tornato ad abitare, qui si è sposato e ha avuto tre figli (Marco, Monica e Matteo), che gli hanno regalato cinque splendidi nipoti.

“Il mio è un lavoro di piena soddisfazione: dopo cinquant’anni ancora non mi sono stancato”, ci dice tutto d’un fiato.

Ma adesso per Luciano Santandrea è arrivato il momento del (meritato) riposo: “Non vedo l’ora di dedicarmi alla mia famiglia: presto andrò al mare con il mio nipotino”, ci confida salutandoci. 

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...