“Da Life Energy toni e affermazioni inaccettabili nei confronti di cittadini e istituzioni”

BARBERINO VAL D'ELSA – Molto attento ormai da tempo alla questione del progetto di estrazione di anidride carbonica (CO2) in località San Polo, nel comune di Certaldo, il gruppo della lista civica Obiettivo Comune di Barberino Val d'Elsa ha partecipato, nei giorni scorsi (ad Ulignano) a una serata organizzata dal locale circolo Pd. In cui venivano illustrate le ragioni per dire no a quel progetto.

 

"Poche ore prima – dicono il presidente della lista civica Paolo Tacconi e la capogruppo in consiglio comunale Elisa Anselmi – di quella assemblea era stato diffuso un comunicato stampa della Life Energy srl (l'azienda che intende estrarre e sfruttare la CO2) dai contenuti molto duri e con minacce di richieste di risarcimento danni per milioni di euro".

 

"Il comunicato – dicono – contiene toni ed affermazioni nei confronti dei cittadini e delle istituzioni a nostro avviso inaccettabili. Abbiamo atteso e sperato che le amministrazioni comunali interessate, le Province di Siena e Firenze, la Regione Toscana rispondessero, ma ad oggi abbiamo potuto leggere soltanto la replica del comitato. Come movimento civico e gruppo consiliare ci sentiamo in dovere di ribadire alcuni concetti che non possono essere messi in discussione".

 

"Da parte di un soggetto privato come la Life Energy – dicono – che ha tutto il diritto a perseguire i propri interessi economici, l'aver presentato una richiesta alle autorità competenti non configura alcun "diritto acquisito" ad ottenere una risposta favorevole. Altrimenti, se tutto fosse così scontato, non ci sarebbe bisogno di pareri, esami e valutazioni di impatto ambientale varie". 

 

"Su materie tecniche così delicate – proseguono – non possiamo certo affidarci alle rassicurazioni di chi propone il progetto, ma serve la più ampia e non preconcetta analisi possibile. Non sarebbe la prima volta che dando ascolto ai toni tranquillizzanti di chi ci deve guadagnare ci siamo poi trovati davanti a disastri e tragedie. I rischi ci sono e devono essere analizzati tutti ed in maniera indipendente". 

 

"Sul piano generale – continuano – le comunità locali hanno tutto il diritto di scegliere il modello di sviluppo del loro territorio, privilegiando certe risorse ad attività e scoraggiando quelle che ritengono incompatibili o dannose. Si tratta della prima e più importante attività di pianificazione che viene richiesta ai rappresentanti politici ed è qui che si giudica la loro lungimiranza e la loro capacità di visione del mondo".

 

"Ed in queste scelte – rilanciano – il primo "bene pubblico" che deve essere tutelato è la salute dei cittadini e la salubrità dell'ambiente in cui vivono perchè solo in presenza di questi due elementi ci può essere un futuro per un territorio, una regione, un Paese.  Ogni territorio ha le sue vocazioni ed i suoi limiti: dopo aver edificato negli alvei dei fiumi, aver costruito industrie in zone agricole, aver cementificato gli angoli più belli del nostro Paese dobbiamo avere il coraggio di dire che non si può fare tutto dappertutto, dobbiamo avere il coraggio di dire che ci sono zone in cui determinati interventi non si possono fare, punto e basta".

 

"La Valdelsa – sottolineano Anselmi e Tacconi – è una delle regioni con maggiori potenzialità in termini agricoli, turistico-ricettivi, enogastronomici, naturalistici, ambientali, artistici, paesaggistici, di artigianato di qualità e che si presta alla presenza di attività creative, di ricerca, ad alto contenuto tecnologico e basso impatto ambientale. La trasformazione di 40 ettari di potenziale parco fluviale dell'Elsa in area estrattiva va in senso diametralmente opposto ai principi appena illustrati. Va contro al comune sentire dei cittadini che ci vivono e lavorano. Va contro ad una visione più generale di rispetto per l'ambiente che impone di ridurre la "nuova" CO2 immessa in atmosfera cercando piuttosto di recuperare quella scartata da altri processi".

 

Ma non solo: "Espone ad inutili, ma concreti, rischi le popolazioni di queste zone già gravate da annose problematiche ambientali. Non siamo in presenza di un'opera di rilevanza strategica per la nazione e, se vogliamo essere venali, non porta nulla all'economia locale, anzi danneggia quella basata sul turismo e sull'agricoltura". 

 

"E quindi – concludono – bene fanno le forze politiche locali ad opporsi a questo progetto e non devono avere paura di farlo sia opponendosi nel caso specifico, sia correggendo gli strumenti di pianificazione. Questo è quello che i cittadini chiedono alla politica: trasparenza e coraggio".

di Redazione

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