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sabato 18 Settembre 2021
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    Ai Giochi di Melbourne del ’56 nuotò con Bud Spencer: il ricordo del direttore del Gazzettino del Chianti

    TAVARNELLE – Quando si dice questione di stile. Paolo Galletti lo aveva trovato nel nuoto come liberista e pallanotista a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, rappresentando l’Italia sul podio olimpico due volte, a Melbourne nel 1956 (in squadra insieme a un certo Carlo Pedersoli che poi sarebbe diventato famoso al cinema come Bud Spencer).

     

    E a Roma nel 1960, con una medaglia d’argento conquistata con la staffetta 4×200 e un bronzo ottenuto nei 400 stile libero in occasione degli Europei di Budapest nel 1958 dove tra l’altro si classificò quinto nei 1500 metri stile libero.

     

    Un stile, sempre libero quello del campione, che divise con un’altra sua grande passione, l’estro trasferito sulla tela, la pittura geometrica che fece di lui un artista quotato, innamorato del "bello" ellenistico, con opere esposte a Parigi, Bologna Firenze, Milano e Torino.

     

    Un campione della vita che visse i suoi talenti con modestia, umiltà, semplicità e un pizzico di fantasia, umorismo e sagacia, condivisa da parenti e amici.

     

    E’ così che il sindaco David Baroncelli, la giunta comunale, le associazioni sportive e l’intera comunità di Tavarnelle ricordano Paolo Galletti, scomparso prematuramente a 78 anni ieri a Tavarnelle a causa di un malore.

     

    “Era uno spirito libero con le grandi capacità dello sportivo e la leggerezza e il sorriso di chi ama rappresentare la realtà attraverso il linguaggio espressivo della pittura – dice il sindaco – una somma di qualità racchiuse nella semplicità di Paolo, per noi è un simbolo della passione per lo sport e la vita in generale, ci uniamo al dolore della famiglia esprimendo il nostro profondo cordoglio”.

     

    Dalle prime nuotate a 13 anni nelle acque dell’Arno, nella sua città natale dove nacque il 7 marzo 1937, ai prestigiosi risultati olimpici e agli undici titoli collezionati, successi ottenuti al fianco di grandi allenatori tra cui Enzo Zamberoni, Paolo Costoli, Celio Brunelleschi e celebri atleti come Fritz Dennerlein, Angelo Romani, Paolo Pucci.

     

    Addolorato per la scomparsa di Paolo Galletti tutto il mondo sportivo di Tavarnelle. A dedicargli un abbraccio particolare sono Mauro Maioli, presidente della Polisportiva, Gabriele Corti, presidente della San Donato Tavarnelle Calcio, Ennio Frullano per la Pallamano Tavarnelle e Silvia Baldesi, presidente della Pallavolo Tavarnelle.

     

    “Lo ricordiamo tutti – commentano – come un uomo allegro, sereno, una personalità forte e colorata che traeva vigore tutti i giorni anche da quello che aveva rappresentato negli anni ’60, un pezzo di Italia del nuoto stileliberista”.

     

    I funerali si terranno domani lunedì 27 a Tavarnelle, nella Pieve di San Piero in Bossolo, ai quali l’amministrazione comunale parteciperà in forma ufficiale.

     

    IL RICORDO

     

    Ho un ricordo molto affettuoso di Paolo Galletti, e il motivo è presto detto. E' stato il protagonista, nel 2002, del mio secondo… articolo.

     

    Tredici anni fa iniziai a scrivere facendo dei ritratti di personaggi chiantigiani con storie particolari da raccontare: il primo fu l'arbitro sancascianese Giulio Ciacci. Il secondo, appunto, Paolo Galletti.

     

    Perché non intervisti Paolo? Mi dissero a Tavarnelle. Avrai a che fare con un personaggio davvero particolare.

     

    In tredici anni ho incontrato tante persone, ho fatto tante interviste, ma appena ho saputo della morte di Paolo Galletti mi è subito tornata alla memoria quella bellissima chiacchierata con lui.

     

    Perché? Semplice, perché mi è rimasta impressa nella memoria. Era proprio vero, Paolo Galletti era un personaggio: mi raccontò della spedizione con la nazionale italiana di nuoto alle Olimpiadi di Melbourne del 1956.

     

    Del viaggio di quasi 30 ore fra scali, cambi e aerei scomodissimi. Del suo compagno di squadra e amico Carlo Pedersoli, che poi sarebbe diventato famoso fuori dalle piscine con il nome d'arte di Bud Spencer.

     

    Mi parlò della sua grande passione per la Grecia, per i suoi colori, per le sue forme, che erano diventate la linfa vitale del suo lavoro artistico.

     

    Me li mostrò i suoi quadri, irradiavano luce e calore. Parlava senza staccarsi da una inseparabile sigaretta, che lo aveva accompagnato anche negli anni delle piscine, mi spiegava il suo modo di essere uomo, artista, ex sportivo.

     

    In poche parole, come mi avevano detto a Tavarnelle, un personaggio. Di quelli che ti rimangono impressi nella memoria.

     

    Matteo Pucci, direttore del Gazzettino del Chianti

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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