TAVARNELLE – È stato un pomeriggio molto intenso quello trascorso sabato, 30 novembre, presso il Cinema Olimpia di Tavarnelle. Una serata veramente speciale: attimi commoventi si sono alternati a sorrisi e il ricordo del passato si è costantemente affiancato al pensiero per il presente e il futuro.
Il fatto che l’evento fosse molto sentito è stato dimostrato dal notevole afflusso di persone, accorse tutte quante per assistere alla prima presentazione pubblica del libro “Mai dire mai. Memorie di una maestra di campagna” (2013, Nencini Editore).
L’autrice è Anna Cetica, una maestra elementare che ha insegnato, tra le altre, nelle scuole di Noce e di Morrocco, entrambe frazioni di Tavarnelle, negli anni Sessanta. Una maestra che, per la capacità di trasmettere la propria determinazione e il proprio ottimismo, è portata nel cuore da ciascuno dei suoi allievi.
A presentare il libro ovviamente l'autrice, Anna Cetica, il sindaco di Tavarnelle Sestilio Dirindelli, l’ex sindaco e attuale consigliere provinciale Stefano Fusi, il vicesindaco David Baroncelli, gli amministratori comunali, il professor Gioacchino Bratti di Longarone (insignito, domenica 1 dicembre, insieme alla stessa maestra Cetica e ai "bambini di Longarone" della cittadinanza onoraria), la responsabile della revisione del testo Gabriella Congedo, il direttore del Gazzettino del Chianti Matteo Pucci. E ovviamente gli ex alunni e gli amici di Longarone.
Le tematiche affrontate nel libro non si limitano al racconto di una vita (parte iniziale e davvero splendida fra l'altro…), ma spaziano in ambiti molto più ampi, quali per esempio la società, l’istruzione e la solidarietà.
Proprio il valore della solidarietà, che si esprime nella capacità di andare oltre la realtà locale e di sostenere abitanti di luoghi che sembrano lontanissimi, è stato trasmesso in modo concreto dalla maestra ai suoi allievi.
Anna Cetica infatti, subito dopo la tragedia del Vajont, ha avviato un rapporto di amicizia tra i comuni di Tavarnelle e Longarone. Tutto è iniziato con delle lettere. Poi i bambini di Tavarnelle si sono recati in visita da quelli di Longarone e l’anno successivo l’ospitalità è stata ricambiata.
Recentemente, per volontà della maestra e grazie all’impegno dell'ex assessore alla pubblica istruzione Giampiero Galgani, l’amicizia è stata recuperata e sancita formalmente da un patto di amicizia tra i due comuni, che riguarda anche le rispettive scuole.
A tal proposito, particolarmente toccante è stato il discorso di Gastone Amadio, uno degli amici di Longarone. Uno di quelli che, bambini, vennero a Tavarnelle: “Sebbene siano passati cinquant’anni, il ricordo è ancora vivo – inizia con le lacrime agli occhi – Il 9 ottobre del 1963, circa 460 bambini sono morti. Da trenta amici noi ci siamo ritrovati ad essere due o tre”.
“Avevamo bisogno di affetto – prosegue Gastone, dopo essersi interrotto più volte per la commozione e per gli applausi – e lo abbiamo trovato nei coetanei di Tavarnelle, che hanno iniziato ad inviarci delle letterine. A me scriveva un certo Simone Daddi”.
“Quando poi ci siamo recati a Tavarnelle – conclude – ci ha colpito lo splendido paesaggio: noi eravamo abituati alle montagne. Ma, ancor di più, ci ha colpito la calorosa accoglienza: appena arrivati abbiamo ricevuto un abbraccio infinito da parte delle persone di Tavarnelle. Non lo scorderò mai”.
di Noemi Bartalesi
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