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domenica 2 Ottobre 2022
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    Prezzo del gas, la riflessione del Pd Barberino Tavarnelle: “Ecco quello che chiediamo a Enrico Letta”

    "Vietare la conclusione di contratti future sulle materie prime alle aziende che non sono direttamente coinvolte nell'utilizzo della materia prima stessa"

    BARBERINO TAVARNELLE – A proposito del prezzo del gas, che sta impattando in modo drammatico sulla vita di famiglie e imprese, riceviamo e pubblichiamo la riflessione del Partito democratico di Barberino Tavarnelle.

    Quando leggiamo gli aggiornamenti sul prezzo del gas, non ci viene comunicato il reale prezzo della materia prima, quanto piuttosto il prezzo del future quotato alla borsa di Amsterdam.

    Cosa è un future? E perché la Borsa di Amsterdam?

    Il future è un contratto derivato con cui due parti fissano in anticipo il prezzo di un bene che sarà venduto in futuro.

    Il future è un contratto utilizzato da molti produttori, ad esempio, di pasta, che necessitano di stabilire con certezza il prezzo del grano (coprendosi dal rischio di oscillazione dei prezzi) così da poter programmare con dovuto anticipo il prezzo finale della pasta che troviamo sugli scaffali.

    Pertanto, possiamo dire che i future hanno una loro ragione d’essere all’interno della filiera industriale.

    Il mercato più importante in cui vengono scambiati i future sul gas è la borsa di Amsterdam, dove si forma il Title Transfer Facility , l’indice di riferimento del gas europeo.

     Secondo Arera (Autorità di Regolamentazione per Energia Reti e Ambiente) circa il 70 per cento dei contratti di fornitura italiani prevedono un aggiornamento al Ttf, che dunque incide sui prezzi di vendita.

    Anche lo stesso prezzo della materia prima nel mercato tutelato è stato fino a ora legato direttamente ai valori scambiati nella borsa di Amsterdam.

    I dati in nostro possesso però ci dicono che ben il 68% delle transazioni aventi ad oggetto il gas vengono concluse da operatori che non sono coinvolti nell’utilizzo della materia prima (produzione di energia piuttosto che vendita diretta), quanto invece da semplici trader finanziari che speculano sull’andamento del prezzo della materia prima semplicemente per guadagnare.

    In questo contesto di grande incertezza sul mercato del gas legato allo scoppio della guerra fra Russia ed Ucraina e alle crescenti tensioni internazionali che ne sono derivate, il prezzo del gas è già di per sé molto volatile.

    La grande speculazione finanziaria ha amplificato le oscillazioni del prezzo, sia in incremento che in discesa.

    Gli aumenti registrati negli ultimi mesi sono senza precedenti e, a detta di molti analisti, del tutto ingiustificati se rapportati all’effettivo utilizzo della materia prima, così come sono ingiustificati gli incredibili crolli registrati a seguito dell’annuncio da parte dell’UE dell’avvio dei lavori per l’introduzione di un tetto a prezzo del gas.

    Questo è quello che fa la finanza speculativa: amplifica le tendenze del mercato sfruttandone le tensioni, andando , da ultimo, a colpire il cittadino e consumatore finale.

    Come forza politica riteniamo che questa speculazione debba essere fermata.

    Apprezziamo l’impegno del Partito democratico, che all’interno del suo programma propone di ridurre il cuneo fiscale per proteggere le imprese ed il potere di acquisto dei cittadini fino a dare una mensilità in più di stipendio ai redditi più bassi.

    Ma dall’altro lato, dobbiamo anche constatare che limitandoci a questo ci troveremmo a finanziare con la fiscalità generale le speculazioni dei grandi trader della Borsa Mondiale ed Europea.

    Pertanto, considerata l’elevata percentuale di transazioni concluse dai trader finanziari ma anche l’effettiva utilità dei contratti future per le aziende coinvolte nell’utilizzo delle materie prime, chiediamo ad Enrico Letta e al Partito democratico di portare in tutte le sedi, italiane ed europee, la proposta di vietare la conclusione di contratti future sulle materie prime alle aziende che non sono direttamente coinvolte nell’utilizzo della materia prima stessa (gas, grano ed altre commodities come zucchero, cotone, caffè) e nella produzione di beni ad essi collegati (energia, pasta).

    Vogliamo proteggere il potere d’acquisto degli stipendi delle famiglie e garantire la sopravvivenza delle imprese agendo direttamente sulle principali cause alla base degli aumenti del costo dell’energia registrati sul mercato negli ultimi mesi, che hanno generato extra profitti per le grandi compagnie di Borsa e le aziende energetiche, salvaguardando al tempo stesso la corretta operatività delle imprese che producono beni primari nel settore alimentare ed energetico.

    Partito democratico Barberino Tavarnelle

    Giovani Democratici

    Donne Democratiche

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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