Lo sfidante Silvano Bandinelli: “Una pura imposizione dei gruppi dirigenti”

BARBERINO VAL D'ELSA – Se a Barberino Val d''Elsa il 9 marzo si svolgeranno le primarie di centrosinistra per la scelte del candidato sindaco, è merito anche della costanza e della passione di Silvano Bandinelli.

 

Per mesi infatti l'assessore (socialista) allo sviluppo economico ha chiesto a gran voce che si andasse alle urne. E, una volta ufficializzata la candidatura di Giacomo Trentanovi, il percorso è stato intrapreso.

 

Bandinelli si appresta quindi a giocarsi le sue carte con lealtà e coraggio. Non senza però togliersi prima qualche sassolino dalle scarpe: "La candidatura alla primarie di coalizione di Giacomo Trentanovi – dice – rappresenta un preciso disegno di una classe politica che intende da sempre imporre la propria scelta ai cittadini anziché ascoltarne le istanze".

 

"La preparazione di un programma elettorale relativo alle elezioni amministrative comunali – prosegue – costituisce un momento importante, un momento significativo relativo alla volontà di una persona di spendersi per la propria comunità". 

 

"Il mio progetto per Barberino Val d’Elsa – sottolinea – cercherò di chiarirlo a coloro che mi vorranno onorare della loro attenzione e mi daranno la loro fiducia. Mi preme ringraziare Giacomo Trentanovi per gli auguri  che ricambio,di un confronto sereno e leale". 

 

Poi però torna a "picconare" il percporso che ha portato alla scelta di Trentanovi: "E’  una scelta precisa di individuare un candidato e costruire su di lui un progetto. Il punto non è tanto scegliere alle primarie fra Bandinelli e Trentanovi, il punto è scegliere fra due modi di concepire la politica e l’impegno politico esattamente opposti e antitetici". 

 

"Credo sia giunto il momento – rilancia – di rompere il meccanismo in base al quale si seleziona la classe dirigente di un paese selezionandola non in base a criteri meritocratici ma legandola alla sua interconnessione coi meccanismi del potere vigente: è ora di guardare al candidato che si intende votare misurandone la capacità di amministrare il proprio comune, pretendendo da quel candidato un coinvolgimento diretto nelle azioni amministrative che lo portano ogni giorno a confrontarsi con le imprese del proprio territorio, con le aziende di quel territorio, con le maestranze di quel territorio".

 

Non ci va giù leggero Bandinelli: "Credo sia giusto guardare alla competenza, all’esperienza alla professionalità invece che alla “appartenenza”  ad un gruppo più o meno allargato di forze politiche. La mia idea di progetto nasce su basi di centrosinistra, non potrebbe essere altrimenti, sono dichiaratamente un tesserato (non un simpatizzante come qualcun altro…) di una forza politica della coalizione".

 

"Tuttavia – tiena a evidenziare – il mio obiettivo è fare capire ai barberinesi che la figura di sindaco è qualcosa che travalica il sistema politico tal quale, credo che anche quelle persone che alle elezioni politiche fossero orientate a votare organizzazioni politiche non di centro sinistra possano e debbano dare il loro contributo nella scelta della figura che più da vicino è a contatto con il loro tessuto produttivo, con le loro realtà familiari".

 

"Scegliere una persona – rincara – non tanto per la tessera di partito ma per la faccia che  porta, per un progetto che trasversalmente mira a elaborare una strategia che ha a cuore l’interesse della comunità tutta di Barberino. In questo riconosco nella figura di  Matteo Renzi  l’idea di un progetto politico completamente nuovo che sbaraglia presunte certezze, che abbatte steccati che si ritenevano capisaldi, che porta la gente a riavvicinarsi alla politica buona, la politica del proprio territorio della quale tutti facciamo volenti o nolenti parte integrante".

 

E' una lunga riflessione pre-campagna delle primarie quella di Bandinelli. Meditata, pensata, sofferta nell'arco di questi ultimi lunghi mesi.

 

"Quando vedrete i programmi a confronto dei candidati alle primarie – dice rivolto ai cittadini barberinesi – prima di leggerli dovete fare attenzione non tanto alle persone che ve li propongono ma a quello che rappresentano. Da un parte ci sono io che da oltre un anno ho deciso di scendere in campo per candidarmi alle primarie. Non l’ho fatto spinto da qualcuno, non ho avuto necessità di stimoli esterni per manifestare la mia volontà di essere della partita".

 

"Ho parlato di temi importanti – ricorda – come la fusione con Tavarnelle da sottoporre a consultazione referendaria, tema che anche i sindaci attuali Dirindelli e Semplici hanno di recente dichiarato di condividere. Dall’altra parte invece c’è una persona che ha fatto dei continui dietro front e successivi passi in avanti, che  solo di recente espresso il suo desiderio di confronto alla primarie, motivando questa scelta con presunte manifestazioni di interesse avute da “molte parti” senza specificare meglio quali fossero".

 

"Mi chiedo – ormai Bandinelli è un fiume in piena – cosa avrebbe fatto Trentanovi se queste "molte parti" non lo avessero chiesto, se sarebbe ugualmente sceso in competizione o sarebbe stato a guardare.  Oltretutto una cosa che Giacomo Trentanovi non ha detto è che è stato Sel a proporre la sua candidatura: secondo me era corretto farlo presente, io appartengo al Psi e non ne ho mai fatto mistero. Né ho avuto bisogno di stimoli o di avere la “curva” che mi esortava a entrare in campo. Lo stimolo più importante l’ho avvertito dentro di me, quello di essere al servizio della comunità dove vivo e che amo, al servizio delle imprese e delle aziende, al servizio di quei cittadini con i quali in questi cinque anni ho condiviso scelte, dei quali ho ascoltato le esigenze, con i quali mi sono confrontato, non nelle stanze sempre più buie e polverose delle sezioni di partito dove rimangono nostalgici ricordi di una politica morta e sepolta".

 

"La mia sezione è stata la strada – dice l'assessore – i “compagni” sono stati i cittadini con i quali mi sono confrontato, ho discusso, ho interloquito. Una nota a margine riguarda l’atteggiamento del Partito democratico barberinese che ha dichiarato di sostenere entrambi i candidati alle primarie. Lo ritengo corretto, anche se mi era sembrato di capire che volessero attendere il vincitore delle primarie per definire quale dovesse essere il candidato da sostenere, almeno questo avevano dichiarato da diversi mesi". 

 

"Spero – conclude Bandinelli – per l’importanza che questa importante forza politica rappresenta, di avere  a beneficio di entrambi i candidati una cassa di risonanza adeguata per la pubblicizzazione dello strumento delle primarie; sarebbe un flop avere messo in piedi questa competizione se poi si presentassero a votare poche decine di persone, la riterrei  una sconfitta per tutti e non solo per i  due candidati". 

di Matteo Pucci

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