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sabato 13 Agosto 2022
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    Questione Deta e impatto ambientale: “Un protocollo di intesa tra enti pubblici e azienda”

    "Il nuovo strumento di lavoro è stato proposto alla Regione Toscana dai Comuni di Barberino Tavarnelle, Poggibonsi, Certaldo e San Gimignano"

    BARBERINO TAVARNELLE – “Mitigazione e compensazione dell’impatto ambientale, miglioramento delle performances e del ciclo emissivo, partecipazione e conoscenza della comunità ai percorsi di sviluppo sostenibile della distilleria Deta”.

    Sono questi alcuni dei punti cardine, emersi dal confronto con la Regione Toscana, che i Comuni di Barberino Tavarnelle, Poggibonsi, Certaldo e San Gimignano hanno proposto di elaborare e inserire in un apposito protocollo di intesa, volto a definire gli aspetti ambientali ed economici legati alla presenza dello stabilimento nell’area industriale di Barberino Val d’Elsa. 

    “Sull’avvio di un accordo formale – si legge in una nota ufficiale – che coniughi, nell’interesse della collettività, salvaguardia ambientale, tutela della salute, lavoro e qualità delle produzioni locali, ha puntato una lente di ingrandimento il tavolo di confronto tenutosi alcuni giorni fa in modalità videocall, coordinato dalla presidenza della Regione Toscana”.

    L’incontro, richiesto dal sindaco David Baroncelli, dagli assessori Serena Fedi e Giacomo Trentanovi di Barberino Tavarnelle, e dai sindaci dei comuni limitrofi David Bussagli (Poggibonsi), Giacomo Cucini (Certaldo) e Andrea Marrucci (San Gimignano), si è svolto alla presenza virtuale dei funzionari e dei tecnici della Regione Toscana, dei rappresentanti di Invest in Tuscany, degli esperti Arpat e della dirigenza della Deta.

    “Siamo molto soddisfatti dell’incontro – dicono gli amministratori comunali – che ci ha permesso di affrontare in maniera ampia e trasversale la questione Deta spaziando dai temi della qualità ambientale e paesaggistica dell’area al valore occupazionale ed economico del territorio, abbiamo discusso dei cambiamenti produttivi e della necessità di perseguire obiettivi di qualità ed eccellenza in tutti i campi, sotto il profilo della sicurezza, ambientale, produttivo per l’intera area di Barberino Tavarnelle”.

    Dalla discussione che ha toccato più tematiche, “come – si ricorda – la necessità di lavorare attentamente sulla continua innovazione e sul necessario conseguimento di azioni ambientali mirate, è scaturita la proposta di introdurre e applicare un nuovo metodo di lavoro attraverso la stipula di un protocollo di intesa”.

    “Abbiamo avuto la possibilità di esporre le nostre riflessioni – aggiungono gli amministratori locali – abbiamo posto domande agli enti competenti, Arpat e uffici della Regione, che hanno la responsabilità del procedimento e hanno già individuato le necessarie prescrizioni”.

    “La riunione in Regione – fanno sapere dall’amministrazione comunale di Barberino Tavarnelle – è seguita all’incontro che avevamo precedentemente organizzato per confrontarsi con il Comitato per la tutela e la difesa della Valdelsa”.

    Un nuovo strumento di lavoro sulla questione Deta. La proposta del protocollo di intesa

    Alle richieste della distilleria, in merito alle autorizzazioni necessarie all’ampliamento e al consolidamento della presenza aziendale sul territorio, la rete delle amministrazioni comunali ha risposto quindi con la proposta di un documento che definisca e valuti l’inserimento dell’impianto e le necessarie soluzioni alle attuali problematiche ambientali.  

    “Abbiamo chiesto l’elaborazione di un protocollo – precisano gli amministratori – atto ad implementare le prestazioni e a ridurre l’impatto sull’ambiente circostante determinato dall’attività della distilleria, in un periodo in cui peraltro non sono mancate le criticità legate alle emissioni”.

    “Il nostro intento – puntualizzano – è quello di focalizzare l’attenzione sull’impegno dell’azienda, per noi amministratori il continuo miglioramento delle prestazioni ambientali è un obiettivo irrinunciabile”.

    La richiesta di uno specifico accordo insomma, che metta nero su bianco gli obiettivi dei soggetti firmatari, nell’ambito di un piano condiviso di azioni strategiche a favore del territorio, è finalizzata ad altri due obiettivi.

    Da un lato, nel rispetto e nella valorizzazione del territorio, la promozione e il sostegno ad una filiera di approvvigionamento sostenibile proprio perché proveniente dal territorio, dall’altra l’attivazione di un percorso sperimentale di interazione con la cittadinanza.

    “Tutela ambientale e sviluppo del lavoro possono e devono convivere – concludono gli amministratori – anche grazie al ruolo attivo della cittadinanza, lo strumento che intendiamo realizzare si propone di far leva sul tema della partecipazione della comunità locale e sulle esperienze di eccellenza scientifica che abbiamo sul territorio. La condivisione di valori e strategie, pur nella diversità dei ruoli, è un elemento essenziale che porta ad affrontare con maggiore responsabilità e consapevolezza il futuro. Crediamo che l’unità di intenti, alla base di una comunità che nel dialogo trova la sua più virtuosa espressione, sia la strada giusta per la crescita sostenibile del nostro territorio”.   

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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