Incendio a Sambuca: presa di posizione del gruppo in Provincia di Rifondazione comunista

SAMBUCA (TAVARNELLE) – Del rogo al colorificio "Belle Arti" (conosciuto anche come colorificio Di Volo) nella zona industriale della Sambuca, che nella notte fra giovedì 19 e venerdì 20 settembre ha distrutto una buona parte dell'azienda, si occupano anche i consiglieri provinciali di Rifondazione comunista, Lorenzo Verdi e Andrea Calò.

 

"Sono in corso indagini e perizie – sottolineano i due consiglieri provinciali – ma i danni sono ingenti. Secondo i vigili del fuoco, il rogo si è sviluppato nel cortile esterno dell'azienda propagandosi ai locali interni. Sul posto è stato effettuato un sopralluogo dei tecnici Arpat. Arpat ha predisposto tutte le attività di coordinamento con Publiacqua per verificare l’arrivo di acque contaminate dai residui di incendio ed altri prodotti trascinati dalle acque di spegnimento, facendo sì che l’acqua contaminata   fosse deviato rispetto al corso del fiume Pesa, che scorre nelle immediate vicinanze, per evitare forme di inquinamento".

 

"L'azienda – sottolineano – è un'azienda di primo piano, che produce colori, vernici e smalti. Molto rinomata anche all’estero i cui prodotti per pittura sono utilizzati ancheda importanti artisti contemporanei. Occupa otto lavoratori e l’imponente rogo che ha reso inagibile lo stabilimento ha aperto subito un problema sociale quale la salvaguardia occupazionale e soprattutto l’attivazione di tutti gli strumenti di sostegno e tutela agli operatori".

 

"La Cgil  – proseguono – informa che sono stati attivati gli ammortizzatori sociali di prassi in queste circostanze (cassa integrazione ordinaria) per i dipendenti, che potranno contare su un "ponte" salariale in attesa che possa riprendere l'attività. Cosa che la dirigenza aziendale ha assicurato al sindacato avverrà quanto prima".

 

"Sta di fatto – tengono a precisare Verdi e Calò – che nonostante la cassa integrazione ordinaria, in azienda permane una forte preoccupazione da parte dei lavoratori e del sindacato proprio sul versante lavoro, occupazione e salari, data la pesante recessione in atto e l’insostenibilità sociale di questa crisi che sta mettendo a dura prova i ceti sociali più deboli".

 

Oltre ad espreiemere "la piena solidarietà ai lavoratori del colorificio gravemente danneggiato" chiedono all’assessore competente "di riferire sulla vicenda in merito alle dinamiche del rogo, ai danni che il medesimo ha causato allo stabilmento, alla produzione, al lavoro, agli operatori  e allo stesso territorio".

 

"Chiediamo di sapere – proseguono – se l’amministrazione provinciale, per quanto di sua competenza è stata interessata  dal sindacato e dal Comune di Tavarnelle per l’attivazione degli strumenti di sostegno ai lavoratori e per gli aspetti legati alla difesa del suolo".

 

Infine, "chiediamo di sapere i risultati delle indagini di Arpat nonché se la Provincia di Firenze, unitamente al Comune di Tavarnelle sarà interessata alla gestione e lo smaltimento dei materiali di risulta dell’incendio ed altri eventuali provvedimenti che saranno ritenuti necessari con il procedere degli accertamenti e soprattutto cosa intendono fare concretamente i due enti per tutelare – in termini di salari e redditi – gli otto lavoratori del colorificio".

di Matteo Pucci

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