TAVARNELLE – Proteste a Tavarnelle per il nuovo sistema di conferimento rifiuti, con la calotta volumetrica (e la chiavetta per aprirla). Molte le lamentele: si va da chi non ha ricevuto la chiavetta a chi contesta l'intero sistema.
Fra questi c'è Lorenzo Ignazio Bargagli Stoffi, esponente del MoVimento 5 Stelle di Tavarnelle e Barberino Val d'Elsa, che esprime "lo sdegno che come cittadini proviamo per quello che in queste settimane sta succedendo con la gestione dei residui municipali a Tavarnelle".
"Da quando è stato introdotto il nuovo, e palesemente inefficiente sistema di raccolta differenziata – sottolinea – basato nelle calotte a controllo volumetrico, Tavarnelle sta assomigliando sempre di piú a un quartiere della piú becera periferia napoletana, con mucchi di spazzatura che si ammucchiano intorno ai cassonetti".
"Ormai appare evidente – prosegue – dalle pubblicazioni da me fatte nelle settimane scorse sulla pagina Facebook del M5S di Tavarnelle, che questo sistema implementato a tutti i costi, è inefficiente e soprattutto provoca situazioni di degrado urbano, in piena stagione turistica. Ma quello che è incluso piú grave, è che tale iniziativa è stata implementata con una pianificazione che oserei definire terrificante".
"In primo luogo – spiega Bargagli Stolfi – la scelta di implementare questo sistema in estate, risulta essere stato un errore, in quanto i volontari che dovevano andare a distribuire le chiavette, e a spiegare dettagliatamente come funziona il nuovo sistema, non hanno potuto consegnarle a quei nostri concittadini che nel frattempo erano andati in ferie. Risulta quindi che alcuni nostri concittadini non avevano ancora ricevuto la chiavetta quando sono stati introdotti i nuovi cassonetti".
"A quelli che si sono lamentati in Comune per questo disagio – dice ancora – è stato detto che avrebbero provveduto a mandargliele per posta. E nel frattempo? Non sarebbe stato piú opportuno averle all'Urp? O questa è una cosa troppo intelligente per i nostri amministratori? Ma quello che è peggio è che so che ci sono dei cittadini, che non sono andati in ferie, ai quali non è stata consegnata la chiavetta dai volontari; quindi risulta evidente che anche l'organizzazione stessa del lavoro dei volontari deve avere avuto delle falle tremende. Questa situazione ha provocato e sta provocando il fatto, che spesso si trovano (come da me documentato varie volte) sacchetti della spazzatura anche piccoli intorno ai cassonetti con questa famigerata calotta".
"In secondo luogo – rincara l'esponente dei "grillini" tavarnellini – risulta che sono stati sostituiti anche i cassonetti del multimateriale, e che i nuovi cassonetti azzurri risultano essere piú piccoli di quelli a campana che avevamo prima. E come se non bastasse in alcuni casi è stato ridotto il loro numero, oltre al fatto che alcune aree di conferimento sono state soppresse, con il risultato che il volume totale di stoccaggio del multimateriale è di fatto diminuito. Ma dico io, non abbiamo implementato questo sistema con l'obbiettivo di aumentare le quantità di differenziata? Che senso ha allora diminuire il volume totale di stoccaggio del principale contenitore per la differenziata? Complimenti per la pianificazione".
"Qualcuno potrà rispondere – dice – che al tempo stesso si sono introdotte le nuove campane per il vetro, che ora non va messo più nel multimateriale. Ma risulta che il vetro rappresenta solo l'otto per cento di tutta la spazzatura generata mediamente da ogni italiano. Il risultato di questa pessima pianificazione è che adesso tali cassonetti sono tutti pieni e in alcuni casi I cittadini si vedono costretti a lasciare il multimateriale fuori dal cassonetto. Effettivamente la cosa risulta alquanto paradossale, perché infatti la maggior parte dei casi da me segnalati e osservati, non riguarda la spazzatura indifferenziata, ma quella differenziata. Tale cosa mette in evidenza una cosa molto significativa: Noi tavarnellini ricicliamo! E quindi abbiamo bisogno di una quantità maggiore di cassonetto del multimateriale. É successo inoltre che la gente è andata a conferire la spazzatura alla Romita, facendo nascere il fenomeno dei pendolari della monezza".
"Inoltre – rilancia ancora – tale cosa deve aver comportato delle spese addizionali a carico del Comune, e quindi in ultima istanza di noi contribuenti, in quanto vista la situazione il Comune è dovuto intervenire ordinando un intervento fuori programma per vuotare i cassonetti del multimateriale nelle zone piú conflittive, nella giornata di lunedì. Tale intervento ha riguardato i seguenti punti di conferimento: via La Pira, via Primo Maggio, viale Gagny, parcheggio dietro via Palazzolo. E tutto questo deve aver avuto un costo, in quanto, a cose normali, i cassonetti del multimateriale a Tavarnelle vengono svuotati il mercoledì".
"A questo punto – conclude – visto che anche molti cittadini che non sono vicini al M5S si lamentano della cosa, chiedo ed esigo spiegazioni al sindaco Dirindelli e all'assessore all'ambiente Baroncelli. Concretamente voglio sapere: che provvedimenti vogliono prendere per risolvere il problema? Quanto ci sta costando questa incompetenza nella pianificazione dell'implementazione di questo sistema?".
di Redazione
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