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sabato 1 Ottobre 2022
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    Sei stata per una vita il sorriso in piazza a Tavarnelle: addio Stefanella, quanto amore lasci dietro di te…

    A 66 anni scompare Stefanella Neri: insieme ai suoi familiari raccontiamo la storia di una grande donna, che ha vissuto una vita piena e unica. E che mancherà a tutti

    BARBERINO TAVARNELLE – Sono passati già più di dieci giorni da quando Stefanella Neri, a soli 66 anni, è venuta a mancare. E ancora i tavarnellini devono metabolizzare la perdita di quella che era una vera e propria istituzione per il paese.

    Stefanella, per la famiglia e gli amici semplicemente “la Lella”, era il volto dello storico alimentari in piazza Matteotti “Stefanella e Franco”, che da lei – che, ben trentasei anni fa, lo aprì – prendeva il nome.

    Era un vulcano. Una donna estremamente positiva, anche nei momenti più difficili; e di momenti difficili ne ha passati davvero tanti. Ma, nonostante questo, non si è mai arresa ed è andata avanti con tenacia e determinazione.

    Grazie anche al supporto costante della sua famiglia: i suoi genitori, le sue sorelle, suo marito Franco, i loro figli Giulia e Giacomo. Una famiglia unita, che per lei significava tutto e che amava incondizionatamente.

    Ogni persona per lei era un’entità da rispettare, e questa sua attitudine faceva sì che entrasse in empatia con chiunque varcasse la porta della bottega.

    Rendendola perfetta per stare a contatto con i clienti, di cui con estrema gentilezza cercava di assecondare ogni esigenza.

    Stefanella era nata a Magliano il 21 aprile del 1956, “giorno in cui nevicava”, come spesso raccontava la sua mamma durante i pranzi in famiglia.

    Era la più grande di quattro sorelle e per questo per Paola, Francesca e Lucia è sempre stata un punto di riferimento.

    Finita la scuola, fece la cravattaia e lavorò per delle ditte di abbigliamento: “Cuciva benissimo – ricorda Paola – Ha cucito tutti i vestiti da ballo di Giulia e Giacomo”.

    Passione – quella del ballo – che proprio Stefanella aveva trasmesso ai suoi figli. E che lei a sua volta aveva ereditato dalla mamma e dal babbo, che da giovani andavano spesso nelle balere insieme agli amici.

    Tornando al lavoro, una volta fatta un po’ di esperienza, in lei fremeva la volontà di aprire un’attività tutta sua. Così, partendo da zero, alla fine del 1986 acquistò la bottega della Loretta e di Gigi “di Cartine”: “L’hanno sempre aiutata e coccolata, era come una figlia per loro”, dice Paola.

    Con Stefanella si mise in società Lucia, trasportata dall’enfasi della sorella maggiore: infatti, come molti tavarnellini ricorderanno, inizialmente il negozio si chiamava “Stefanella e Lucia”.

    Così il sogno della “Lella” si era realizzato e tutto andava a gonfie vele, finché il destino, all’improvviso, si abbatté sulla sua famiglia.

    “Il 4 settembre del 1989 era un lunedì – racconta Paola, con la voce rotta – Stefanella riaprì il negozio dopo le ferie. Lucia si sarebbe aggregata nella mattinata, perché era di ritorno dalle vacanze trascorse a Cuba con suo marito Paolo e una coppia di amici”.

    Ma purtroppo Lucia non fece mai ritorno a casa. Poco dopo il decollo, l’aereo su cui viaggiava precipitò sulla periferia dell’Avana e in quel terribile incidente 150 persone persero la vita, inclusa l’amata sorella di Stefanella.

    “Ci siamo dovute riunire sotto lo stesso grande dolore della perdita – ci confida Paola – Questa disgrazia ci ha proprio legate, nel vero senso della parola”.

    Una sofferenza enorme, che i Neri hanno affrontato con forza e dignità: “Per qualche tempo tutti noi abbiamo dato una mano a Stefanella. Finché Franco, che fino ad allora aveva fatto il falegname, entrò in società con lei. E Francesca incominciò a lavorare lì, dove tuttora lavora”.

    Stefanella è stata una vita intera dietro il bancone, sempre con il sorriso. E ha fatto questo lavoro, ogni giorno, con una passione immensa: “Insieme a Franco andava in tutta Italia per cercare prodotti particolari da mettere in negozio”, commenta Paola.

    E’ stata una decisione obbligata per lei ritirarsi dalla bottega, quando qualche anno fa incominciò a non stare bene. E con lei anche Franco la lasciò, per stare il più possibile vicino a sua moglie.

    “In questi tre anni di malattia non si è mai lamentata, non ha mai chiesto perché tutto questo questo fosse successo proprio a lei – la voce della sorella si rompe – Ha sempre lottato per cercare di andare avanti nel migliore dei modi”.

    Adesso il negozio continua a vivere grazie al figlio Giacomo, che lo ha rilevato, e alla sua compagna Barbara. E siamo certi che Stefanella ne sia fiera e felice.

    “Ci teniamo a ringraziare di cuore tutti quanti per non averci mai fatto sentire soli – conclude Paola, a nome di tutta la famiglia – Questa manifestazione di affetto nei nostri confronti ci ha dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, di quanto lei contasse per tutti”.

    “E’ stata una mamma e una nonna eccezionale – la figlia Giulia Lotti le dà il suo ultimo saluto – Ci ha sempre dimostrato il suo affetto e la sua disponibilità. I miei due figli erano innamorati di lei e lei per loro avrebbe fatto qualsiasi cosa”.

    Stefanella amava tantissimo i suoi nipoti: Matteo e Tommaso, i figli di Giulia, e Vittoria e Costanza, le bambine di Giacomo.

    “Ad aprile mi confidò che aveva paura di non farcela a veder nascere l’ultima nipotina – si commuove – Invece, giusto in tempo, c’è riuscita: ha visto nascere la piccolina e dopo pochi giorni se n’è andata, serena e appagata di questo nuovo arrivo”.

    “Arriveranno sicuramente anche i momenti dei ricordi e della nostalgia – Giulia dice addio alla sua meravigliosa mamma – Ma noi ce la ricorderemo sempre con il suo grande sorriso”.

    Magari dietro il bancone dello storico alimentari di Tavarnelle, a fianco della sorella. Che ci piace pensare abbia rincontrato lassù e abbia riformato con lei la mitica coppia “Stefanella e Lucia”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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