BARBERINO TAVARNELLE – Gli oggetti, una volta esaurito il loro ruolo in una casa, possono riacquisire funzioni e utilità in un’altra abitazione, anziché diventare rifiuto da disperdere nell’ambiente.
E’ il punto cardine intorno al quale ruota la filosofia “waste less” radicata nel Comune di Barberino Tavarnelle che continua a mettere in atto pratiche virtuose con la partecipazione attiva della comunità.
Una realtà che si organizza, dà il buon esempio e riempie uno degli spazi pubblici più frequentati, piazza Matteotti, di oggetti usati in buono stato cui dare una seconda chance.
Ancora una volta è il mercatino del libero scambio “Svuota la Soffitta”, promosso e realizzato dal Comune a tenere banco nel cuore storico e commerciale di Tavarnelle.
Da questa mattina ha preso forma la giornata di cultura sostenibile che andrà avanti fino al tardo pomeriggio con i quaranta espositori aderenti tra cui anche alcuni baby ricicloni.
E’ infatti questa la novità dell’edizione primaverile di “Svuota la soffitta” che ha permesso ai cittadini in erba (dai 6 ai 14 anni), accompagnati dai genitori, di partecipare alla manifestazione portando giocattoli, libri e oggetti tirati fuori dalle camerette e dalle soffitte.
“Anche quest’anno – dichiara il sindaco David Baroncelli – abbiamo registrato un grande successo di pubblico che ha arricchito l’occasione green e l’ha tradotta in un vivace bazar dove gli espositori possono vendere e scambiare gli oggetti”.
“Una domenica all’insegna della socialità – prosegue – che crede nel riutilizzo e nel riciclo delle cose che non servono più e testimonia l’attenzione collettiva alla responsabilità civica e al rispetto dell’ambiente. La cultura del riuso ha bisogno di azioni concrete per essere attuata e ognuno, in questo senso, può fare la propria parte”.
“La domenica dedicata al riciclo stimola curiosità e passioni e ispira l’ingegno del collezionista che contagia grandi e piccini – conclude – Senza contare il divertimento e il buon umore che scaturiscono dall’opportunità di trascorrere un pomeriggio in campagna e sbirciare tra gli angoli espositivi alla ricerca dell’oggetto vintage, della chincaglieria che fa per noi”.
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