Adriano Bimbi, capolavori a San Pietro in Bossolo tra “colli rugosi e case sospese”

La mostra del maestro livornese alla Pieve fino al 1° dicembre grazie all'Associazione Amici del Museo di Arte Sacra

TAVARNELLE BARBERINO – Quando il visitatore arriva davanti alla Pieve di San Pietro in Bossolo a Tavarnelle, lo sguardo spazia sul grande piazzale metà verde e metà in terra battuta ed è impossibile non fermare lo sguardo su quella figura femminile posta tra la verde erba con dietro lo sfondo della campagna, con i suoi borghi, le case coloniche e i lunghi cipressi a guardia della Pieve.

 

Quella figura femminile in bronzo Lacrimosa, è una delle tante opere di Adriano Bimbi che si trovano esposte all’esterno e all’interno della Pieve, esattamente nella canonica e nel Museo di Arte Sacra, visitabili fino al prossimo 1° Dicembre.

 

Tema della mostra "Colli Rugosi e Case Sospese. Le impervie vedute di Adriano Bimbi", a cura di Antonio Natali.

 

Una delle opere esposte

 

A organizzare questa bellissima mostra di altissimo livello, è stato l’impegno di Piero Bianchini dell’Associazione Amici del Museo di Arte Sacra Pieve di San Pietro in Bossolo, un’associazione molto attiva che periodicamente organizza con la Pro Loco eventi culturali di rilievo. 

 

"Il tutto è frutto dai colloqui con gli artisti contemporanei – ci spiega Piero Bianchini affiancato da don Franco Del Grosso autore di libri di storia locale – e grazie a questo siamo stati in grado di creare e permette di offrire gratuitamente ai cittadini oltre che una scelta culturale di qualità e al contempo di arricchire il patrimonio artistico della Pieve. Patrimonio che come quello del Museo, viene poi messo a disposizione di tutti sempre gratuitamente. In altri termini siamo viva testimonianza di quella Provincia vitale, di cui spesso parla Antonio Natali, grande amico del nostro piccolo Museo".

 

"Le sculture di Bimbi sono sacre, ma non devozionali – scrive Tiberio Corsi presidente della Pro Loco di Tavarnelle Val di Pesa – Anche il bellissimo Cristo che si staglia sopra i ‘paesaggi’ della sacrestia è crocifisso non su una tradizionale croce, ma su una gruccia, che lo decontestualizza senza dissacrarlo".

 

La mostra ha il patrocinio dell’Unione Comunale del Chianti fiorentino e la collaborazione del Sistema Museale del Chianti e del Valdarno fiorentino di cui è sponsor ChiantiBanca.

 

Impossibile non soffermarsi su queste opere in bronzo dove si trovano gli elementi dell’acqua, i cipressi, le scale, le nuvole leggere, dorate, le case piccole tutte con le porte aperte nell’accoglienza.

 

Particolare l’opera intitolata Piccolo crocifisso che viene da uno studio del crocifisso attribuito a Donatello del Bosco ai Frati nel Mugello. 

 

Altra opera bellissima è collocata nel locale dove è esposto il “ricamo di Tavarnelle” e oggetti della cultura contadina, Maria come l’enfanta Margherita allo specchio, oltre  ad opere dello stesso autore che riguardano il mare: La barca in mezzo al mare, oppure Il mare e il cielo, o Alla deriva, che non sono ispirate alla situazione del mediterraneo, ma al contesto dove nel 1952 il maestro Adriano Bimbi è nato, a Bibbona, tra la costa e la campagna livornese.

 

Salendo nella parte superiore del Museo altre opere si amalgamano benissimo con le magnificenze che le circondano, grazie anche a un attento studio di luci che vanno a evidenziare le opere di Bambi. Tante sono le persone che fino ad oggi hanno visitato la mostra che terminerà il 1° dicembre.

 

Gli orari di apertura della Pieve di San Pietro in Bossolo, Strada della Pieve, 19 Tavarnelle Barberino venerdì, sabato e domenica  15.30 – 18.30 /domenica anche 11.00 – 12.30. Ingresso libero.

di ANTONIO TADDEI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...