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lunedì 5 Dicembre 2022
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    Uno scheletro nello scavo archeologico a San Pietro in Bossolo: potrebbe essere la traccia di vita più antica

    Il sindaco David Baroncelli: "Questo ritrovamento, dei tanti frammenti di ceramica di epoca almeno tardo antica e l'estensione del sito fanno intuire la presenza di una struttura monumentale"

    BARBERINO TAVARNELLE – Ancora un viaggio nel tempo per il Chianti fiorentino, terra ricca di storia da far riaffiorare attraverso gli strumenti, i progetti e gli interventi di archeologia pubblica che indagano tra le colline di Barberino Tavarnelle.

    Il team di archeologi impegnato nello scavo di Tavarnelle, aperto da qualche settimana, porta alla luce una sepoltura che potrebbe essere fra le tracce di vita più antiche del sito.

    L’attività si inserisce nel terzo anno della campagna di scavi, promossa e finanziata dal Comune di Barberino Tavarnelle, ottenuta in concessione dal Ministero per i Beni Culturali, nell’area adiacente alla Pieve di San Pietro in Bossolo.

    “Fra i dati più interessanti di questa campagna – dichiara l’archeologa Chiara Marcotulli – che provengono dagli strati attualmente più profondi, possiamo considerare il ritrovamento di una sepoltura, non ancora messa completamente in luce, e di alcuni frammenti di ceramica di epoca almeno tardo antica, insieme a laterizi dello stesso periodo, che si trovano in livelli di crollo o riempimento”.

    “La sepoltura dimostra di essere, stratigraficamente, precedente ad alcuni dei setti murari messi in luce già dai primi anni – spiega – e potrebbe, quindi, essere fra le tracce di vita più antiche di questo sito. Al punto in cui siamo, non è ancora possibile definire sesso ed età, al momento della morte, di questo nostro antenato, perché le ossa dovranno essere studiate con estrema attenzione in laboratorio”.

    Le strutture messe in luce nel corso dei tre anni di scavo mostrano varie tecniche murarie che testimoniano fasi di vita (e molto probabilmente epoche costruttive) diverse.

    Ancora non è possibile chiarire se queste siano riferibili ai due castelli citati dalle fonti scritte, XI e XIII secolo, in relazione alla Pieve di San Pietro in Bossolo o, addirittura, a edifici di epoca più antica.

    Benché molte siano ancora le domande cui dare risposta, i dati attualmente a disposizione degli archeologi della Società Cooperativa Laboratori Archeologici San Gallo di Firenze dimostrano ormai chiaramente le potenzialità del sito di San Pietro in Bossolo quale eccezionale fonte di conoscenza delle dinamiche insediative del territorio nel lungo periodo, dall’epoca romana al Medioevo.

    “Il ritrovamento dello scheletro umano è un elemento di grande interesse di questa terza sessione di scavi ma non è l’unico – precisa il sindaco David Baroncelli – la campagna sta dando ottimi risultati, a partire dall’estensione del sito, della struttura di cui proprio alcuni giorni fa è venuto alla luce un nuovo segmento murario attraverso l’indagine stratigrafica che fa intuire la monumentalità dell’edificio posto in quest’area della campagna di Tavarnelle”. 

    Il progetto culturale messo in campo dal Comune, incentrato sulla realizzazione di un intervento di archeologia pubblica, vuole essere anche un’attività da condividere con la comunità.

    L’amministrazione comunale ha organizzato per mercoledì 28 settembre una visita allo scavo in corso, aperta al pubblico e articolata in due turni pomeridiani alle ore 17 e alle ore 17.45, alla quale saranno presenti il team di professionisti dei Laboratori archeologici San Gallo e il sindaco David Baroncelli.

    L’iniziativa è ad ingresso gratuito. E’ consigliabile un abbigliamento comodo. Per partecipare occorre prenotarsi: cultura@barberinotavarnelle.it.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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