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martedì 28 Giugno 2022
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    VIDEO / Quel ponte (a Badia a Passignano) che diventa luogo di passaggio per splendidi animali

    Le riprese (e il racconto) del mercatalino Pietro Bartoli. E delle sue fototrappole disseminate nei boschi chiantigiani...

    BARBERINO TAVARNELLE – Ci sono luoghi, a pochi passi dalle nostre case, dove (soprattutto la notte) gli animali selvatici ripercorrono i sentieri battuti dall’essere umano.

    Ci hanno colpito in particolare le riprese fatte con le fototrappole dal mercatalino Pietro Bartoli, su un antico ponte immerso del bosco sotto Badia a Passignano, nel comune di Barberino Tavarnelle. Dove animali bellissimi attraversano il lastricato.

    Oltre a concederci di poter pubblicare il bellissimo filmato (lo trovate in basso), abbiamo incontrato Pietro Bartoli in compagnia dei suoi due splendidi cani.

    Pietro, com’è nata questa passione nel riprendere gli “invisibili” nel bosco?

    “Fin da piccolo sono stato un amante degli animali e della natura. Crescendo ho preso la consapevolezza di osservarla e viverla, esplorando tutte le dinamiche di vita nel bosco. Per avvicinarmi a tutto ciò mi sono appassionato alla fotografia naturalistica. Per poi, nel tempo, scoprire le foto trappole. Tutto questo grazie all’amico Tommaso Nuti, che definisco il mio maestro, che mi ha fatto muovere i primi passi in questo mondo”.

    Abitando nel Chianti è facile imbattersi con gli ungulati lungo le strade, ma quanti altri animali ci sono che non riusciamo a vedere?

    “In effetti c’è un mondo nascosto e molto più vicino a noi, alle nostre case, che non ci immaginiamo. La bellezza del Chianti, oltre al buon cibo e al buon vino, è l’esistenza di una natura selvaggia che solo con le fototrappole si scopre: in quanti conoscono per esempio la martora?”.

    Come funzionano le fototrappole?

    “Sono come macchine fotografiche, facilmente mimetizzabili. Specializzate soprattutto per la visione notturna. Si dividono tra quelle che hanno gli infrarossi visibili o quelle più soft, con il led invisibile sia agli occhi di un animale che ai nostri. Per esempio per riprendere il lupo, che è un “fantasma” dei nostri boschi e che si accorge di tutto, gli infrarossi al led invisibile sono ideali”.

    Appunto, gli animali non si insospettiscono davanti alle apparecchiature, sebbene siano mimetizzate?

    “Molti animali se ne accorgono solo quando passando davanti alle fototrappole, perché parte la registrazione facendo un rumore impercettibile per l’uomo ma non per loro, complice anche il silenzio del bosco. E ogni animale ha la sua suscettibilità. C’è a chi non importa nulla e c’è chi, invece, scappa e sparisce”.

    Le posizioni giuste per mettere le apparecchiature?

    “Si deve conoscere il posto, fare prima dei sopralluoghi, vedere se ci sono delle impronte, la direzione in cui vanno, il tipo di animale che passa. E’ fondamentale questo lavoro prima che si dispongano le fototrappole. E poi ci vuole anche tanta fortuna”.

    Le riprese fatte sul ponte di Badia a Passignano: quanto tempo c’è voluto per avere il successo che possiamo ammirare?

    “Ci sono volute circa tre settimane di ripresa per un video di un minuto e cinquanta secondi. C’è molto lavoro prima. Ma anche dopo, per montare il video”.

    E’ mai successo che ti abbiano rubato le apparecchiature?

    “Purtroppo sì. E il danno è notevole: non tanto per le fototrappole, che si acquistano a partire da 40 euro, ma per le reflex, che costano più di 1.000 euro”.

    Chi le ruba le può riutilizzare?

    “No, perché c’è una password che le rende inutilizzabili”.

    Che cosa possiamo dire a chi si imbatte in una di queste?

    “Non toccare niente, al massimo fare un saluto. Questo sì, è gradito”.

    Tra i tanti animali ce n’è uno in particolare che prediligi?

    “Il lupo, per me è il simbolo di libertà assoluta. Sono i fantasmi dei nostri boschi!”.

    E un animale che desideri più di tutti immortalare e ancora non ci sei riuscito?

    “Il gatto selvatico, il Felis silvestris”.

    Hai mai pensato di far conoscere questo mondo ai giovani? Magari portando dei filmati nelle scuole…

    “Sì, sarebbe interessante e sicuramente i ragazzi lo apprezzerebbero. Tra l’altro sto prendendo il brevetto di guida ambientale ed escursionistica: magari sarebbe bello anche fare delle serate a tema, in occasione di feste e sagre di paese”.

    Chi desidera vedere i tuoi filmati, seguire la tua attività, come può fare?

    “Mi può seguire sul mio profilo Instagram chianti_wildnature o sulla mia pagina facebook Pietro Bartoli“. 

    Pietro Bartoli

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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