spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
martedì 28 Giugno 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Castellina: alla riscoperta della storia locale con il libro sulle fortificazioni curate dal Brunelleschi

    Un viaggio nella storia rinascimentale del territorio. Appuntamento sabato 18 luglio alle ore 17.30 in via delle Volte

    CASTELLINA IN CHIANTI – Sarà un viaggio nella storia rinascimentale del territorio quello che accompagnerà la presentazione del libro “Castellina in Chianti e le sue fortificazioni brunelleschiane”, in programma sabato 18 luglio, alle ore 17.30, nella Sala espositiva in via delle Volte.

    L’appuntamento si aprirà con i saluti di Marcelllo Bonechi, sindaco di Castellina in Chianti, e continuerà con gli interventi dell’autore, Massimo Ricci, dell’editore, Luca Betti, e del presidente del Gruppo archeologico Salingolpe, Vito De Meo.

    Il libro riprende un tema sviluppato alcuni anni fa in un’iniziativa promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme al Gruppo archeologico Salingolpe ed è dedicato alle indagini storiche e scientifiche curate da Massimo Ricci, esperto docente universitario e architetto, che hanno portato a individuare ampi tratti delle mura di Castellina in Chianti attribuibili al genio architettonico del Brunelleschi.

    Secondo gli studi effettuati, durante la riedificazione fortificata di Castellina in Chianti, voluta da Firenze fin dal 1400 per rendere più sicuro il paese chiantigiano come principale avamposto contro Siena, il Brunelleschi non si limitò a una generica supervisione, ma curò la parte fondamentale di tutto l’impianto fortificato.

    L’attuale Via delle Volte, fra le eccellenze storiche e architettoniche di Castellina in Chianti, rappresenta il primo esempio di percorso di guardia interrato della storia e una conseguenza dell’intervento di fortificazione curato dal Brunelleschi, dovuto a un successivo sviluppo edilizio con il progressivo addossarsi delle case sulle mura perimetrali.

    Pertanto, Castellina in Chianti può essere considerata un centro fortificato in tutto e per tutto dall’opera del celebre architetto fiorentino.

    L’autore, Massimo Ricci, è nato a Firenze nel 1946. E’ uno dei maggiori studiosi del Brunelleschi conosciuto a livello internazionale.

    La sua attività professionale è iniziata nel 1971 occupandosi di progettazione, restauro e consolidamento dei monumenti e ancora oggi è considerato colui che ha decifrato, in modo definitivo, il “segreto” e la tecnica costruttiva del Brunelleschi utilizzata per l’impresa tecnologica della Cupola del Duomo di Firenze.

    Dal 1983 ha insegnato in corsi di perfezionamento e di specializzazione sul restauro dei monumenti e sulla tecnologia dell’architettura ed è stato docente presso la facoltà di architettura di Firenze tenendo i corsi di tecnologia dell’architettura e di materiali speciali dell’edilizia.

    Dal 1994 al 2008 è stato responsabile tecnico della Fabbriceria della Chiesa Cattedrale di Pienza e dal 1997 ha collaborato con la Harvard University in qualità di esperto della Cupola di Brunelleschi e della sua tecnologia.

    Dal 2001 svolge attività di consulenza di tecnologia dell’architettura antica applicata al restauro dei monumenti presso l’Università Politecnica di Valencia e dal 2002 è membro del Forum Unesco – University and Heritage.

    Oggi è presidente dell’associazione fiorentina “Filippo di Ser Brunellesco”, dedita allo studio dei problemi di conservazione del patrimonio monumentale italiano e collabora con la National Geographic Society in qualità di esperto di tecnologia dell’architettura antica.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...