giovedì 24 Settembre 2020
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    Il sindaco Fabrizio Nepi e il gruppo consiliare Scelgo Castelnuovo B.ga per il No a referendum

    "La riforma appare ispirata da una logica “punitiva” nei confronti dei parlamentari, confondendo la qualità dei rappresentanti con il ruolo stesso dell’istituzione rappresentativa"

    CASTELNUOVO BERARDENGA – “La riduzione dei Parlamentari, senza una riforma seria, è una proposta populista e come tale va respinta. Se qualcuno crede che avere meno deputati e senatori ci farà vivere e stare meglio si accomodi pure, guardate come è finita per le Province”.

    Sono le parole del sindaco di Castelnuovo Berardenga Fabrizio Nepi, convintamente schierato al fianco del Comitato per il No al taglio dei parlamentari – CDC Siena.

    “La riforma – si legge in una nota firmata insieme al gruppo consiliare Scelgo Castelnuovo Berardenga – appare ispirata da una logica “punitiva” nei confronti dei parlamentari, confondendo la qualità dei rappresentanti con il ruolo stesso dell’istituzione rappresentativa”.

    “I cittadini chiedono infatti maggiore qualità della classe politica – si rilancia – ma non minore quantità a danno della rappresentanza dei territori e delle Regioni più piccole”.

    “I proponenti della riforma – prosegue la nota – affermano che in Italia ci sia il più alto numero di parlamentari rispetto a tutti gli altri Stati dell’Unione Europea. Ciò è del tutto falso! Con il numero attuale l’Italia è in linea con gli altri Paesi, mentre, con la nuova riforma, scivolerebbe all’ultimo posto per il rapporto tra numero di deputati e abitanti”.

    “Saranno colpite – aggiunge – le minoranze linguistiche, i partiti più piccoli, le forze di opposizione, le aree di montagna e dei territori interni come quello della nostra Provincia, allontanando di fatto la politica dai territori”.

    “Affermano – si rilancia ancora – che con la riduzione dei parlamentari si risparmierebbero 500 milioni di euro in 5 anni. Falso! Gli economisti dell’Osservatorio sui Conti Pubblici italiani hanno calcolato una cifra molto minore, 57 milioni l’anno, pari allo 0.007% della spesa pubblica e soltanto il 2.5% delle spese annuali di Camera e Senato”.

    “Ma è giusto – rivendicano – mettere tanta attenzione ai risparmi quando si parla di un’istituzione come il Parlamento?”.

    “Le spese per far funzionare la democrazia non sono mai sprechi ma investimenti affinché siano garantiti diritti e libertà fondamentali” afferma nuovamente il primo cittadino di Castelnuovo Berardenga.

    “Se vogliamo davvero ridurre i costi della Parlamento – suggerisce – riduciamo le indennità, le prebende dei nostri rappresentanti e dei tecnici che ruotano intorno alle istituzioni, ma non il numero dei rappresentanti”.

    “Con il taglio lineare del numero dei parlamentari – riprende la nota – sarà maggiore l’influenza dei capibastone e dei capicorrente di tutti i partiti e movimenti portando ad un peso maggiore gli “yes woman” and “yes man” in Parlamento”.

    “Se vogliamo rendere il Parlamento autorevole e responsabile verso i cittadini – conclude il
    consigliere di maggioranza Fausto Giganti – occorre pretendere un sistema elettorale in cui
    i partiti, sui quali grava la responsabilità di indicare i candidati alle elezioni, siano spinti a
    scegliere persone capaci che dovranno mantenere rapporti continuativi con gli elettori per
    tutto il corso della legislatura e rinnovare la fiducia acquisita con la fatica quotidiana e con i
    contatti personali che sono il pilastro della democrazia.»

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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