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martedì 7 Febbraio 2023
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    Allestito dall’Azienda sanitaria fiorentina a Santa Maria Nuova: tutti i dettagli

    FIRENZE – È stato anche (e non raramente dicono gli esperti) motivo di divorzio, ragione per cui uno dei due coniugi, prevalentemente lei, abbia chiesto l’interruzione di quel legame che, come i diamanti, ci si era ripromessi sarebbe stato per sempre.

     

    "Mio marito russa come un trombone", avrebbe detto lei all’avvocato mettendo la firma sotto alla procura.

     

    Allontanato uno dei due sposi dal talamo per eccesso di rumore e impossibilità di dormire, la rarefazione degli affetti o l’interruzione delle effusioni ha finito per incrinare il sacramento per i credenti, il patto civile per i laici.

     

    E tutto per colpa di un disturbo di cui secondo gli epidemiologi soffrirebbe in modo discontinuo quasi il 45% della popolazione, percentuale che scende al 25% in chi come chiude gli occhi inizia a ronfare.

     

    Questione tutt’altro che divertente al di là della comprensibile caricatura che del fenomeno rumoroso vien fatta a cominciare da fumetti e cartoni animati, scanditi dall’onomatopeico "ronf ronf", che non sono le fusa del gatto.

     

    Questione, anzi, da prendersi molto sul serio, se si pensa che non di rado dietro a un semplice russamento (Simple Snoring) si può nascondere una più preoccupante Sindrome respiratoria del sonno.

     

    In questi casi c’è una riduzione variabile del flusso aereo inspiratorio a cui seguono cali di ossigeno nel sangue (episodi di ipopnea o apnea) e risvegli subclinici.

     

    L’esame strumentale diagnostico è la Polisonnografia, che permette anche di valutare il livello di gravità espresso secondo un indice di apnea-ipopnea: (AHI).

     

    Episodi di calo di ossigeno nel sangue possono essere presenti anche in soggetti assolutamente normali; vari studi hanno evidenziato che l’indice AHI è superiore a 0 fino al 76% dei russatori  ma addirittura fino al 64% dei non-russatori.

     

    Fra l’altro il fenomeno del russamento è riscontrabile nel 30% degli uomini e fino al 20% delle donne. L’indice AHI oltrepassa il valore di 15 con maggior frequenza nei russatori, sia uomini che donne.

     

    L’apnea notturna è elevata negli obesi arrivando a evidenziarsi fino al 40% e nei soggetti affetti da ipertensione arteriosa essenziale, con percentuali che vanno dal 22% al 60% in entrambi i sessi.

     

    Peraltro l’apnea notturna è un fattore di rischio di malattia coronarica. E' spesso associata ad una pericolosa sonnolenza diurna. Le forme severe possono seriamente compromettere lo stato di salute.

     

    All’ospedale di Santa Maria Nuova, presso l’unità di Otorinolaringoiatria diretta dal dottor Paolo Porzio, è in funzione un ambulatorio che, in stretta collaborazione con l’unità di Pneumologia del dottor Walter Castellani con sede al Palagi, si occupa espressamente di accertamento e cura dei disturbi apnoici nel sonno e del russamento.

     

    Si tratta di un servizio attivato dall’Azienda sanitaria di Firenze che fornisce un percorso coordinato con un approccio multidisciplinare in cui si articolano a seconda dei casi le diverse competenze specialistiche: pneumologi che, otorinolaringoiatriche, neurologiche, odontoiatriche, dietologiche, cardiologiche e internistiche.

     

    Il ruolo dell’Otorinolaringoiatra risulta di centrale importanza sia in fase di diagnosi che di cura.

     

    L’ambulatorio è attivo il lunedì mattina e consente innanzitutto la valutazione del problema e quindi la scelta del percorso terapeutico anche per quanto riguarda le eventuali opzioni chirurgiche.

     

    Nel corso del 2013 si sono rivolti all’ambulatorio più di 250 pazienti, a più della metà dei quali, dopo una scrupolosa valutazione clinico-strumentale, è stato consigliato un trattamento.

     

    Sia il russamento che le apnee ostruttive del sonno sono caratterizzate da quadri di variabile collassamento delle prime vie aerodigestive con conseguente ostruzione.

     

    La cura per tali problemi si può avvalere di dispositivi meccanici che generano un flusso di aria a pressione positiva durante il sonno o di interventi chirurgici, con vari  livelli di invasività, necessari per la correzione dei distretti anatomici risultati coinvolti nei meccanismi ostruttivi.

     

    La valutazione otorinolaringoiatrica permette di identificare le sedi responsabili del fenomeno ostruttivo offrendo poi possibili soluzioni chirurgiche che, a seconda del grado di complessità, garantiscono successi fino al 90 % dei casi.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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