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martedì 27 Settembre 2022
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    A livello toscano, si fonda in particolare sulle costruzioni basate sul legno

    Si chiama "Filiera Legno Edilizia Mediterranea" la nuova Rete dell'edilizia sostenibile, costituita da otto aziende toscane con il supporto del sistema Confindustria toscano.

     

    La "Filiera Legno Edilizia Mediterranea" è il risultato di un intenso periodo di incontri assistiti dalla Regione Toscana e dall’UNCEM Toscana, che nei propri documenti di programma si impegnano entrambe a sviluppare questo specifico settore dell’edilizia di qualità.

     

    La Rete rappresenta il nucleo fondante di aggregazione del distretto industriale toscano per l’edilizia sostenibile, il quale intende valorizzare le rilevanti risorse boschive presenti sul territorio regionale.

     

    "La Filiera – dichiara Francesco Campigli, presidente della rete – ha come obiettivo primario la diffusione di un sistema tecnologico innovativo che consente di realizzare edifici con struttura portante in legno e con prestazioni energetico ambientali particolarmente elevate", come ad esempio l’intervento realizzato a Montaione da Publicasa S.p.A. che ha consumi di 23 Kwh/mq. anno, corrispondenti ad un decimo dei consumi ordinari".

     

    “L’uso del legno nella struttura degli edifici è una innovazione di particolare rilievo – dichiara l’arch. Pietro Novelli, Project Manager della rete –  e può consentire di avviare un processo economico virtuoso per rilanciare tutto il settore collegato con l’edilizia di qualità in Toscana”.

     

    La "Filiera Legno Edilizia Mediterranea" è attualmente costituita da otto aziende toscane: Arredoline Costruzioni srl, Bgreen srl, BBA-Architetti & Partners srl, Campigli Legnami Sas, Ceam Control Equipment srl, I+ srl, Legnopiù srl, Epsus Musa srl. Si prevede inoltre già a settembre l’aggregazione di altre importanti realtà produttive direttamente interessate al settore delle costruzioni sostenibili.

     

    "L’esperienza di tutti i soggetti che fanno e faranno parte della Rete – conclude Campigli – consentirà di individuare con esattezza le difficoltà informative, culturali, scientifiche, procedurali e legislative che hanno ritardato la diffusione dell’edilizia sostenibile toscana".

     

    La messa a sistema delle conoscenze e delle competenze attualmente presenti nelle aziende e nei centri di ricerca toscani potrà dunque essere messa a disposizione di quei soggetti pubblici e privati che decideranno di investire sullo sviluppo di questo distretto produttivo innovativo.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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