domenica 9 Maggio 2021
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    Chianti, CNA chiede ai Comuni la Tari azzerata. E interventi sugli affitti attraverso incentivi Imu

    A preoccupare CNA anche "la forte diminuzione di nuove imprese (-27%) registrate nel 2020 rispetto al 2019". Con "crolli a Barberino Tavarnelle (-53%), Impruneta (-46%) e San Casciano (-21%)"

    CHIANTI FIORENTINO – Azzerare per il 2021 l’intero importo della Tari per pubblici esercizi, strutture ricettive, cinema, teatri, circoli ricreativi, associazioni e strutture sportive comprese le palestre ed annullarlo almeno per il periodo di chiusura delle attività con codici Ateco chiusi in zona rossa come parrucchieri ed estetisti.

    È quanto richiede CNA Chianti fiorentino ai sindaci della zona invitandoli ad imitare l’operato del Comune di Empoli: “Solo Bagno a Ripoli infatti – dice l’associazione – al momento, ha preso provvedimenti per, quanto meno, ridurre, la tassa”.

    “Sappiamo bene che da sola questa misura non basta – spiega Aldemaro Becattini, presidente di CNA Chianti – ma costituirebbe un segnale di attenzione delle amministrazioni comunali nei confronti di tutte quelle attività alle prese con la crisi legata al Covid”.

    “In un momento così complesso – riprende – sentire la vicinanza della pubblica amministrazione è importante. L’intervento sarebbe senza dubbio una boccata d’ossigeno”.

    “In un periodo di forte contrazione degli incassi come quello attuale – dice ancora il presidente della CNA chiantigiana – i costi fissi rischiano di affossare definitivamente le nostre aziende. Un’azione così decisa sulla tariffa sui rifiuti ci consente di risparmiare risorse da poter destinare alla ripartenza delle nostre attività”.

    “Le imprese artigianali attive nel Chianti – fa sapere ancora l’associazione -hanno sostanzialmente tenuto nel primo anno di pandemia diminuendo “solo” dello 0,5%”.

    Ma a preoccupare CNA è “la scomparsa della voglia di fare impresa attestata dalla forte diminuzione di nuove imprese (-27%) registrate nel 2020 rispetto al 2019”.

    “Il crollo di nuove imprese – rimarcano – ha raggiunto il suo culmine a Barberino Tavarnelle (-53%), seguita da Impruneta (-46%) e San Casciano (-21%). Quasi stabili Bagno a Ripoli e Greve in Chianti”.

    “Il Decreto Sostegni ha finalmente recepito ciò che CNA chiede da tempo – rimarca Becattini – fondi perduti in base alla diminuzione di fatturato, indipendentemente dal settore in cui l’azienda si trova ad operare, ma non ci soddisfa: si tratta di pochi spiccioli e per pochi. Il meccanismo che dà diritto al contributo, infatti, richiede una perdita di fatturato di almeno il 30%”.

    “Il risultato? Riceverà il sostegno solo un’impresa su quattro – prevede – ignorando che tutte hanno dovuto sottostare a chiusure, comprare dpi, lottare contro la mancanza di lavoro, patire la riduzione di mobilità, pagare affitti, contrastare riscossioni difficili, sopperire a mancanza di credito, affrontare il rincaro di materie prime”.

    “Cosa si sarebbe dovuto fare? Niente di trascendentale – suggerisce – adottare un meccanismo progressivo che aumenta l’entità del beneficio in base alla perdita di fatturato. In tale contesto e in attesa del Sostegni bis, un aiuto da parte delle amministrazioni locali è quanto mai importante”.

    “In attesa di un provvedimento veramente efficace da parte del governo, importante sarebbe anche prevedere incentivi locali da parte dei vari Comuni sull’Imu da concedere ai proprietari che accettano di ridurre il canone di affitto” conclude Becattini.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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