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martedì 27 Settembre 2022
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    “Chiantigiana: forte preoccupazione per lo stato del trasporto pubblico e la previsione del suo sviluppo futuro”

    Legambiente Chianti fiorentino: " Un progetto che sembra partorito da chi sui nostri mezzi pubblici non ci è mai salito. Deve essere completamente revisionato"

    CHIANTI FIORENTINO – Il circolo di Legambiente Chianti fiorentino esprime “forte preoccupazione per lo stato del trasporto pubblico, e la previsione del suo sviluppo futuro, lungo la Chiantigiana e le aree limitrofe”.

    “Con l’avvio della nuova gestione del trasporto pubblico regionale da parte di Autolinee Toscane – prosegue il circolo ambientalista – avvenuta a novembre dello scorso anno dopo anni di attesa carichi di buone aspettative, ci auguravamo che, trascorso un necessario periodo di rodaggio, lo stato del trasporto pubblico nei nostri territori subisse un progressivo miglioramento”.

    “Invece – proseguono – a distanza di oltre 9 mesi dall’avvio della nuova gestione, la situazione può dirsi persino peggiorata rispetto alla gestione, pur carente, del precedente operatore (ACV bus)”.

    “Solo per citare uno dei disagi ancora presenti e ben noti a chi, per scelta o per necessità, usa ancora il mezzo pubblico – rimarcano – vi è il mancato ripristino del tracciamento della posizione in tempo reale dei mezzi in transito, ben funzionante con il precedente gestore ed ancora non ripristinata appieno con il nuovo. Funzione questa fondamentale in un territorio dove l’intervallo tra il transito dei vari mezzi è anche di un’ora e in cui il ritardo delle singole corse può arrivare talvolta a mezz’ora”.

    “A fronte di uno stato del trasporto pubblico che da decenni fa del nostro territorio la cenerentola dell’area metropolitana fiorentina – rilanciano – ci si aspettava che le scelte del nuovo Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, recentemente approvato dal consiglio dell’area metropolitana, portassero ad un decisivo miglioramento della situazione. Invece leggiamo dalla stampa dell’approvazione dello studio di fattibilità del cosiddetto Bus Rapid Transit, come la soluzione a tutti i problemi di trasporto pubblico della nostra area”.

    “Tanti sono i punti che suscitano forte preoccupazione – puntualizzano – ed una necessità, secondo noi, di significative modifiche del progetto. Innanzi a tutto i capolinea: Greve in Chianti (con buona pace degli abitanti di Panzano, oltre 1.000, che dovranno arrivare con propri mezzi a Greve) e Rovezzano (con buona pace di chi dovrà andare, e sono molti, a nord della città, dovendo cambiare altri due mezzi; uno per arrivare alla fortezza da Rovezzano ed uno per arrivare a Firenze nord)”.

    “Poi le fermate intermedie – precisano – Solo Strada e Grassina, tutte le altre soppresse con buona pace degli abitanti di Greti, Passo dei Pecorai, Chiocchio, Ferrone, Santa Cristina, solo per citare le frazioni maggiori, che dovranno prendere la propria auto per arrivare al nuovo parcheggio scambiatore di Strada, peraltro posto lungo la variante e non più in centro al paese, come in ogni paese civile ci si aspetterebbe per una fermata del mezzo pubblico. Viste le distanze in gioco, sarebbe come se si progettasse una nuova linea di metropolitana senza fermate intermedie tra i due capolinea: una follia”.

    “Ancora, il tempo di percorrenza – rilanciano – chiunque, leggendo il nome “Bus RAPID Transiti”, potrebbe pensare ad un tempo di 30-40 minuti per arrivare alla periferia di Firenze da Greve, come si fa con l’auto. Invece ci vorrà un’ora e otto minuti, grazie al passaggio di tutti i mezzi dall’ospedale di Ponte a Niccheri e dall’abitato di Bagno a Ripoli, con le necessarie manovre di inversione di marcia di un mezzo articolato da 18 metri”.

    “Poi le opere accessorie – dicono ancora – impressionate il numero di tratti della Chiantigiana che dovranno essere allargati; gli importi economici richiesti, invece che creare danni ambientali ed uso inutile di risorse, potrebbero servire per migliorare la viabilità esistente e le aree di sosta e di attesa dei mezzi che in molti casi ancora mancano di pensiline”.

    Quindi, prosegue la riflessione Legambiente Chianti fiorentino, “il costo del biglietto: vogliamo sperare che, a fronte del necessario cambio di mezzi che dovranno affrontare gli utenti diretti a Firenze, il costo del biglietto si mantenga uguale all’attuale e valga per l’intera tratta.
    Infine, ma l’elenco potrebbe essere ancora lungo, il costo dell’intera opera: oltre 32 milioni di euro che, se investiti per migliorare il trasporto pubblico esistente, da subito, con interventi sulle tariffe, sulle corsie preferenziali, sulle pensiline, sulla frequenza dei mezzi e sul loro numero, porterebbero davvero ad una svolta, rendendo il mezzo pubblico finalmente più vantaggioso rispetto a quello privato”.

    “La nostra preoccupazione – spiegano – per questo progetto che sembra partorito da chi sui nostri mezzi pubblici non ci è mai salito (altrimenti saprebbe che ora per andare da Greve a Firenze Sud ci vuole meno di quanto ci metterà il BRT!) è quindi molto alta. Aggravata dal fatto che questo tipo di opere, la storia ce lo insegna, restano quasi sempre nel cassetto, per la miriade di vincoli, problemi, contenziosi, cambi di idee, che intervengono prima della loro realizzazione. E questo comporterà un lungo periodo di limbo in cui le risorse per migliorare il nostro trasporto pubblico saranno congelate. Ma nel frattempo i politici di turno avranno fatto la loro “bella” figura a presentare i progetti”.

    “Come circolo di Legambiente Chianti fiorentino – concludono – chiediamo quindi una revisione radicale del progetto che tenga conto delle reali esigenze degli attuali e futuri utenti del trasporto pubblico del nostro territorio. Da parte nostra siamo disponibili ad un confronto e ci impegniamo ad elaborare una serie di proposte migliorative o sostitutive di questo brutto progetto”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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