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martedì 23 Luglio 2024
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    Tre chiantigiani alla Biennale di arte e design alla Fortezza da Basso

    I sancascianesi Alexander Koode (Flavio Zecchi) e Annalisa Cestelli; la panzanese Manuela Morandini

    CHIANTI FIORENTINO – E’ in corso alla Fortezza Da Basso la XII Edizione Florence Biennale Art Design, similitudine e invenzione, che celebra Leonardo Da Vinci fino a domenica 27 ottobre.

     

    Nel complesso sono presenti alla manifestazione 747 espositori provenienti da 78 Paesi di tutti e cinque i continenti. Nella sezione arte espongono 484 artisti e nella sezione design partecipano 263 designer.

     

    Il Paese più rappresentato in entrambi le sezioni è l’Italia con 66 partecipanti, seguito dalla Cina con 63, e un paese esordiente asiatico, il Bhutan.

     

    Tra i 747 partecipanti siamo fieri di avere tre artisti del Chianti fiorentino: Annalisa Cestelli che si definisce "Artista del Cavolo", di San Casciano; Flavio Zecchi, nome d’arte Alexander Koode, anche lui di San Casciano; Manuela Morandini di Panzano in Chianti.

     

    ANNALISA CESTELLI

     

    Abbiamo incontrato alla Fortezza Annalisa Cestelli, ultima di cinque fratelli: innamorata del disegno, inizia il suo percorso al Liceo Artistico Leon Battista Alberti. Scopre la passione per la scultura e si diploma con 95/100.

     

    Durante gli studi lavora anche presso il negozio di generi alimentari di famiglia (al Bargino) e riesce a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2015 si laurea con lode in scultura. Sempre nel 2015 realizza il primo percorso artistico nella natura lungo il torrente Pesa nel comune di San Casciano.

     

    Vincitrice in collettiva del secondo premio per la realizzazione di un’istallazione in onore della Resistenza e Liberazione di Firenze. Esecutrice del premio in bronzo in cinque uniche copie “Poste del Granduca” presso le Piastre. Dal 26 maggio al 15 luglio ha una mostra personale al Museo Giuliano Ghelli di San Casciano, presentata dalla pittrice Elisabetta Rogai.

     

     

    Annalisa come sei arrivata alla XII Florence Biennale 2019?

     

    "Devo dire la verità, tutto questo è stato possibile realizzarlo grazie a un gruppo su Facebook Woman in Charge – WIC, ovvero un gruppo di donne alla riscossa. Che hanno fatto una raccolta fondi per me: ma non aiutano solo me, ma anche tante altre realtà, in quanto i costi per esporre alla mostra sono consistenti. Così grazie a questo crowdfunding e con lo sponsor del Castello di Bibbione di Montefiridolfi, San Casciano, eccomi qua!".

     

    Le tue opere esposte alla Biennale?

     

    "Purtroppo lo spazio non è grande, così ho portato più sculture possibili, anche se può sembrare che lo spazio sia “affollato”, ma era un’occasione unica. Ed ecco “L’allegoria della Pesa” in terracotta, che è stata apprezzata tantissimo; così come “Pan e Siringa” in terracotta, bamboo, ottone, dove ho aggiunto al flauto un cavolino; “Fiducia nella natura” in terracotta, ottone, legno; ”La Ninfa Hyades” in bronzo e marmo; “Futura (Mondo del cavolo)”, terracotta, ottone, marmo. Si tratta del mondo che costella la terra di punti luminosi di cavoli in ottone. Quest’opera l’ho voluta dedicare al gruppo che mi ha aiutato a realizzare questa Mostra senza conoscermi personalmente".

     

    Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza alla Biennale?

     

    "Mi aiuta tantissimo a entrare in questo mondo, mi ha fatto piacere avere apprezzamenti da altri artisti che sono venuti a conoscermi. Avendo passato tanti anni nel negozio dei miei al Bargino, ho lavorato per sei mesi a una fonderia d’Arte e anche questo mi ha dato molta soddisfazione. Adesso mi devo fare anche un po’ di esperienza all’estero, dove l’arte è vista con una concezione diversa rispetto all’ Italia. Un’altra cosa che mi ha fatto piacere è stata la visita del sindaco di San Casciano Roberto Ciappi, non mi aspettavo che con tutti i suoi impegni riuscisse a trovare un momento".

     

    Hai dei ringraziamenti particolari da fare?

     

    "Sì, ringrazio le WIC, a loro ho preparato un omaggio che consegnerò a chi viene alla Mostra, e il Castello di Bibbione, senza di loro non sarei arrivata qua, e naturalmente un grazie a chi verrà a trovarmi".

     

    MANUELA MORANDINI

     

    Abbiamo visitato anche le opere di Manuela Morandini, residente a Panzano in Chianti: alla Biennale sono esposte le sue pirografie che nascono su una tavola di legno (pino, abete, acacia, olivo).

     

    E nascono da un’attenta osservazione delle linee e dei cromatismi della superfice del legno, effetti coloristici che si notano maggiormente quando il legno è secco ed è stato esposto per lungo tempo agli eventi atmosferici.

     

    Nascono così paesaggi, strade, vicoli, volti, vasi di fiori.

     

     

    ALEXANDER KOODE (FLAVIO ZECCHI)

     

    Abbiamo anche incontrato Flavio Zecchi, nome d’Arte Alexander Koode, residente a San Casciano.

     

    Di lui ci siamo già interessati sul Gazzettino del Chianti, oggi lavora per un importante galleria d’Arte a Parigi e anche a Los Angeles.

     

     

    Tre giovani artisti chiantigiani che portano alto il loro nome nel mondo, così come dobbiamo essere fieri che appartengano al nostro territorio.

    di ANTONIO TADDEI

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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