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sabato 3 Dicembre 2022
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    “Dobbiamo fermare questo piano ingiusto e penalizzante che emargina le nostre comunità”

    CHIANTI FIORENTINO – Sindaci e cittadini decisi a non abbassare la guardia sul piano di razionalizzazione di Poste.

     

    Fiaccolate, assemblee pubbliche, manifestazioni di protesta, raccolte firme per chiudere ogni conto e deposito postale, presidi intenzionati ad occupare gli uffici postali delle frazioni.

     

    Il Chianti continua a mobilitarsi contro la decisione dell'azienda di chiudere dal 7 settembre gli sportelli di Marcialla, La Romola, San Donato in Poggio e ridurre gli orari di quelli di Lucolena e Vico d'Elsa.

     

    Un caso approdato anche in Europa grazie all’iniziativa del consigliere comunale di San Casciano Sandro Matteini che si è mosso per attivare una procedura di petizione al Parlamento Europeo "che tutti possono sottoscrivere e condividere dal sito ufficiale". 

     

    “Siamo convinti di subire una grave perdita del servizio pubblico – ha dichiarato Matteini – insieme a noi, anche la Regione, Anci, Uncem e il Comune, che ha intrapreso un nuovo ricorso al Tar, la via giudiziaria rimane la nostra possibilità più concreta di fermare questa decisione insensata”. 

     

    A non darsi per vinti sono i sindaci del Chianti, ancora aperti al dialogo e al confronto su soluzioni che escludano la chiusura e soprattutto compatti e uniti nel contrastare il piano di chiusura.

     

    Per il primo cittadino di Greve in Chianti Paolo Sottani è necessario “fermare Poste e questo piano ingiusto e penalizzante che rischia di emarginare le nostre comunità e privare di un servizio fondamentale soprattutto le fasce deboli della popolazione come gli anziani, in special modo nelle località come Lucolena dove non sono presenti neanche istituti bancari e servizi pubblici di altro tipo”. 

     

    Si profila uno scenario difficile infatti per gli uffici che riducono il loro orario da 3 a 1 giorno, come Vico d’Elsa e Lucolena.

     

    “Paradossale – aggiunge Sottani – la situazione di Lucolena che è località montana e per legge dovrebbe restare aperta 18 ore alla settimana, invece verrà soffocata a sei ore, equivalente ad un solo giorno di apertura, il rischio di isolamento è elevatissimo, considerato che l’ufficio postale più vicino è a 15-20 km di distanza”.

     

    A tornare alla carica è anche il sindaco di Barberino Val d'Elsa, Giacomo Trentanovi, interessato doppiamente dai tagli di Poste per la chiusura di Marcialla e la riduzione di Vico d’Elsa.

     

    "Ho chiesto ai cittadini – dice – di fare la loro parte e sottoscrivere la disponibilità a togliere ogni risparmio da Poste e a non usufruire più dei servizi erogati dall'azienda, hanno risposto in centinaia all’appello che abbiamo organizzato con il Consiglio di Frazione in occasione della fiera annuale e della festa del patrono di Marcialla”.

     

    "La nostra battaglia – rincara il sindaco di Tavarnelle David Baroncelli – corre sul binario legale, come abbiamo fatto in precedenza, e utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione, nel rispetto della legge, per bloccare questo piano in accordo con la Regione Toscana, Anci, Uncem, i Comuni e le rappresentanze associative dei Comuni”.

     

    “Questa operazione – conclude il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini – colpirebbe una popolazione complessiva pari a oltre 3mila cittadini”.

     

    I Comuni e le comunità continuano ad organizzare iniziative di protesta in tutto il territorio e per i primi di settembre è prevista una manifestazione corale, estesa a tutta l'area metropolitana, presso la sede regionale di Poste.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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