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domenica 4 Dicembre 2022
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    Svolta storica: l’accorpamento viene ufficializzato in un convegno il 12 e 13 marzo

    Pare proprio che la Cisl riesca dove la politica si è finora arenata, dando vita a un’unica struttura sindacale per le province di Firenze e Prato. Una semplificazione per rendere il sindacato più snello, più funzionale, più vicino a lavoratori e pensionati.

     

    Avverrà il 12 e 13 marzo all’Hotel Delta Florence di Calenzano, dov’è in programma il 1° Congresso territoriale Cisl Firenze e Prato. Si tratta di una novità assoluta perché Prato, anche prima di diventare provincia, ha sempre avuto una sua struttura territoriale Cisl.

     

    La nuova Cisl di Firenze e Prato avrà oltre 73 mila iscritti (57.860 a Firenze, 15.357 a Prato) 3/5 dei quali lavoratori attivi (43.617 a fronte di 29.600 pensionati) e nasce al termine di un percorso congressuale che ha già visto tutte le categorie Cisl di Firenze e di Prato creare una struttura unica, con l’elezione di una sola segreteria. Così avverrà anche al termine del congresso territoriale Cisl, che eleggerà un solo Consiglio Generale composto di 84 membri (contro i 160 che componevano i due Consigli di Firenze e di Prato), una sola segreteria e un solo segretario generale. I segretari generali uscenti sono Roberto Pistonina per Firenze e Marco Bellandi per Prato.

     

    "La fusione – fanno sapere dal sindacato – si inquadra nella riforma organizzativa Cisl lanciata a livello nazionale e punta a rendere disponibili più operatori per i posti di lavoro e il territorio. In sostanza più soldati e meno ufficiali. Un cambiamento dettato non solo dall’esigenza di semplificazione e razionalizzazione delle strutture, ma anche da quella di migliorarne la funzionalità, alla luce delle trasformazioni del sistema economico/produttivo e di pari passo con la grande attenzione che la Cisl ha scelto di dedicare alla contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale, individuato come principale snodo dell’attività sindacale, per aumentare produttività e salario, migliorare le condizioni di lavoro, sorvegliare su salute e sicurezza".

     

    "A livello nazionale – proseguono – si passerà così da 114 strutture territoriali a 76. Nei prossimi due anni ci sarà un ulteriore processo di accorpamento che riguarderà alcune categorie tra di loro, a livello nazionale e locale, come ad esempio l’unione di Fim (metalmeccanici) e Femca (tessile, abbigliamento, chimica, farmaceutica), per dare vita ad una grande Federazione dell’industria manifatturiera".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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