mercoledì 8 Luglio 2020
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    I ragazzi Saharawi fanno arrivare, dal deserto al Chianti fiorentino, il loro “Andrà tutto bene”

    Costanza Sanvitale, del Comitato Selma: "Durante questo periodo ci sono arrivati molti messaggi di affetto e vicinanza dai campi profughi"

    CHIANTI FIORENTINO – Il Comitato Selma a conferma del gemellaggio che esiste tra il Chianti fiorentino ed il Popolo Saharawi, voleva portare a tutti noi i messaggi che ci arrivano dal deserto. Da dove, consapevoli del periodo di difficoltà, i ragazzi Saharawi con scritte e sorrisi ci dicono “Andrà tutto bene”.

    Ne parliamo con Costanza Sanvitale, del Comitato Selma: “Durante questo periodo ci sono arrivati molti messaggio di affetto e vicinanza dai campi profughi. C’è un legame molto stretto tra noi tutti ed il Popolo Saharawi. Sono tornata il 7 marzo dai campi, dove ho portato i lavoretti fatti dai nostri ragazzi ed ho ricevuto in cambio lettere e messaggi che arrivano dal deserto da consegnare nelle scuole, ma la quarantena mi ha bloccato, ho tutto dentro una valigia, chissà quando potremo consegnare i messaggi ai ragazzi”.

    “Anche il Popolo Saharawi sta affrontando la pandemia – continua Costanza – in questo periodo sono due volte in quarantena, da una parte la loro condizione di isolamento che dura da più di 40 anni, dove nessun governo riesce a trovare una mediazione, per far rispettare le disposizioni dell’ONU che dal lontano 1963 ha incluso il territorio Saharawi, tra le colonie da rendere indipendenti, da l’altra l’isolamento per il Covid, con le strutture sanitarie che hanno, non riuscirebbero ad affrontare gravi problemi di salute”.

    “Noi come Comitato – ci spiega – non siamo stati fermi durante questo periodo, abbiamo dato un contributo al Comune di Greve in Chianti, all’Auser di Impruneta e abbiamo partecipato ad un progetto alternativo all’accoglienza estiva dei ragazzi Saharawi, in sinergia con l’Associazione Nazionale Rete Saharawi”.

    “Siamo rimasti bloccati su alcuni progetti che avevamo avviato con le scuole – prosegue Costanza – quello di quest’anno era sull’accesso all’acqua e contro il suo spreco. Prendendo esempio da come viene utilizzata nei campi Saharawi, avevamo fatto, insieme ai ragazzi delle scuole, un decalogo per il suo corretto utilizzo. Per il prossimo anno invece stiamo pensando ad un tema nuovo, che riguarderà la costituzione vissuta dai bambini come conquista di libertà, fondata sulla storia e le tradizioni, per costruire un’umanità mondiale unita, nel rispetto delle diversità”.

    “Voglio anche ricordare – ci dice Costanza – che il 25 maggio è l’anniversario della fondazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana, detta giornata dell’Africa, in quella circostanza il Presidente del SudAfrica e dell’Uganda hanno preso posizione a favore del Popolo Saharawi per una risoluzione pacifica del loro problema”.

    “Il Popolo Saharawi rappresentano dei buoni vicini per noi – conclude Costanza – vivono in una situazione di rifugiati ormai da più di 40 anni, in una parte del deserto Algerino privo di risorse e nonostante tutto riescono a garantire istruzione, copertura sanitaria e condivisione delle poche risorse che hanno e non sono mai stati trascinati nella violenza o nel fondamentalismo. Ci uniamo al coro di voci, che chiede una risoluzione diplomatica allo stallo legislativo in cui si trovano, è inaccettabile che i governi continuino a far finta che il problema non sussista”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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