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martedì 15 Giugno 2021
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    Il Comune di Stazzema aderisce alla Carta antifascista del Chianti fiorentino

    La rete antifascista, unica esperienza toscana, si rafforza e attiva un percorso istituzionale con il sindaco apuano per il coinvolgimento dei giovani

    CHIANTI FIORENTINO – La Carta antifascista del Chianti, fondata nel dicembre 2019, estende e rafforza la propria rete istituzionale in Toscana.

    Entra a far parte del primo nucleo dei soggetti promotori, tra amministrazioni comunali, organizzazioni sindacali e sezioni Anpi del Chianti, il Comune di Sant’Anna di Stazzema.

    Il sindaco Maurizio Verona ha ufficializzato l’adesione al documento e agli obiettivi che lo caratterizzano in occasione del 76mo anniversario della Festa della Liberazione.

    Un comune non banale, quello di Stazzema, luogo di uno degli eccidi più brutali da parte nazista. Un’adesione ufficializzata in un giorno speciale.

    “Ispirata ai valori della Costituzione italiana – ha dichiarato il sindaco Maurizio Verona –  ai diritti inalienabili della dignità della persona, alle pratiche democratiche che confermano al popolo la sovranità e il diritto di partecipare alla vita pubblica, la Carta antifascista del Chianti è un documento che condividiamo a pieno nei contenuti e nelle azioni che invita a mettere in atto”.

    “Insieme, impegnandoci per la democrazia come testimoni e detentori dei valori della Resistenza tra cui pace, equità sociale, libertà, uguaglianza di diritti, – aggiunge -saremo più forti nell’applicare i principi costituzionali e aumentare l’efficacia degli strumenti di prevenzione e contrasto ad ogni forma di rinascente fascismo e discriminazione economica, sociale, etnica, di genere”.

    Il sindaco di Stazzema aveva avuto l’occasione di conoscere l’esperienza della Carta e il sistema di rete e azioni comuni contro il fascismo e le discriminazioni, lanciata nel Chianti, partecipando ad un incontro on line che i firmatari del documento avevano organizzato alcune settimane fa per esprimere solidarietà al primo cittadino, ideatore dell’Anagrafe nazionale antifascista.

    Sant’Anna di Stazzema, frazione del Comune dell’alta Versilia, fu teatro di uno degli eccidi più efferati che la storia del secondo conflitto mondiale abbia conosciuto. In questa piccola località montana il 12 agosto 1944 furono massacrate 560 persone di cui 130 bambini per mano nazifascista.

    La Carta antifascista è stata sottoscritta dai Comuni di San Casciano, Greve in Chianti, Barberino Tavarnelle, Impruneta, Bagno a Ripoli le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil del Chianti e le sezioni Anpi di Bagno a Ripoli, Impruneta, Mercatale, Barberino Tavarnelle.

    “L’iniziativa –  sottolineano i promotori – era stata messa in piedi per condividere il nostro ingresso nella comunità virtuale dell’Anagrafe antifascista e ‘consegnare’ idealmente al sindaco Verona le oltre 2500 firme raccolte nei nostri territori, a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare, Norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti“.

    “Siamo felici – concludono – che l’assemblea pubblica, alla quale seppur a distanza hanno partecipato numerosi cittadini, abbia offerto al sindaco di Stazzema l’opportunità di conoscere il nostro progetto, unico in Toscana, riconoscersi negli obiettivi e accoglierli formalmente con un un’adesione istituzionale”.

    Un percorso di unità e amicizia, quello avviato con il Comune di Stazzema, volto ad affermare la cultura dell’inclusione e della fratellanza, che inizia a compiersi con un’azione tesa a valorizzare e promuovere l’incontro tra i giovani.

    “Stiamo organizzando un evento – concludono – in programma nelle prossime settimane, che renderà protagonisti i giovani del Chianti e di Stazzema per la partecipazione e la condivisione di un’esperienza di scambio e confronto sul tema della memoria”.

    Le finalità della Carta antifascista

    I firmatari si impegnano a non concedere l’utilizzo di spazi pubblici ai soggetti che organizzano iniziative che richiamano la storia fascista e richiedono ai Prefetti di agire in modo analogo, nel rispetto di quanto previsto dalla Carta costituzionale.

    Inoltre si attivano per la diffusione dei contenuti della Costituzione Italiana negli uffici comunali, dotati di una copia del documento, e l’organizzazione nelle scuole, nel rispetto delle misure di prevenzione e contenimento del contagio, di percorsi educativi e cicli di incontri con il supporto di testimoni diretti, studiosi ed esperti del periodo storico del secondo conflitto mondiale.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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