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sabato 10 Dicembre 2022
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    Uffici postali aperti, ottimismo cauto dei sindaci e dei cittadini del Chianti

    Dopo la sospensiva disposta dal Tar: "Un risultato importante, ma è solo un primo passo"

    CHIANTI FIORENTINO – Passare davanti agli uffici postali e vederli aperti e operativi. E’ l’immagine positiva che questa mattina si è presentata ai cittadini e alle istituzioni, restituendo loro un cauto ottimismo sulla questione Poste e sugli esiti della campagna antichiusura.

     

    Un servizio che continua ad essere erogato nonostante il piano di razionalizzazione dell’azienda, che doveva entrare in azione questa mattina, interrotto dal Tar che ha disposto la sospensione del provvedimento di chiusura dei 59 uffici toscani, è un punto a favore dei bisogni delle comunità e di chi si sta battendo per la loro tutela.

     

    Una realtà della quale essere soddisfatti, il primo passo di una battaglia che i sindaci insieme ai comitato contro la chiusura degli uffici postali del Chianti stanno portando avanti ormai da mesi uniti, compatti insieme alla Regione Toscana, all’Anci e all’Uncem.

     

    Tra i primi ad esprimere soddisfazione sono gli amministratori e i rappresentanti del comitato civico che si sono spesi in maniera diretta e coordinata nell’organizzazione di numerose manifestazioni di protesta pacifica e sensibilizzazione finalizzate a contrastare il piano di chiusura degli uffici postali dei piccoli centri.

     

    “Siamo felici di questo primo risultato – commenta Sandro Matteini in rappresentanza della comunità della Romola, nel comune di San Casciano – La battaglia legale sostenuta dagli oltre 50 ricorsi al Tar ha segnato un punto a nostro favore dando ragione ai piccoli centri, alle frazioni del nostro territorio che rischierebbero di essere tagliati fuori, isolati da un bisogno di servizi mirati che invece è crescente, considerata la presenza consistente della popolazione anziana nel Chianti e delle tante criticità che vanno dalla mobilità locale alla connessione internet”.

     

    “Possiamo continuare a sperare – continua Carlo Nozzi di Lucolena, a Greve in Chianti, dove è prevista la riduzione drastica dell'orario di apertura –  ci preme la tutela dei diritti di una comunità che non vuole morire e può contare sulla presenza di servizi che riteniamo fondamentali per la tenuta sociale del territorio, nel caso di Lucolena abbiamo scongiurato per il momento il rischio di una forte penalizzazione in termini di orario in una località montana per la quale Poste aveva previsto la riduzione da 3 a un solo giorno di apertura, la cronaca di una chiusura annunciata per un piccolo centro distante tra i 12 e i 17 km all’ufficio postale più vicino”.

     

    Anche a San Donato in Poggio, nel comune di Tavarnelle, e a Marcialla, nel comune di Barberino Val d'Elsa, si respira un’aria distesa e soddisfatta per il no giudiziario dichiarato a chi voleva privare le piccole località della Toscana “della dignità di vivere attraverso l’accesso ai servizi”.

     

    Lo sostengono Tamara Galletti, Filippo Ninci, Francesco Nannoni, Emanuele Sbaragli, Luciano Creati, Simone Lisi.

     

    “Siamo contenti degli esiti di questa prima battaglia vinta –-dicono – gli uffici di San Donato e Marcialla svolgono un’importante funzione sociale, abbiamo bisogno del servizio postale che ricordiamo è un servizio universale e in quanto tale deve essere garantito in special modo alle fasce più deboli della popolazione”.

     

    Per i sindaci si tratta di un risultato significativo ma non definitivo, sul quale occorre continuare a lavorare.

     

    “Ringraziamo i cittadini – dicono Massimiliano Pescini, Paolo Sottani, David Baroncelli, Giacomo Trentanovi – per essersi impegnati a unire le loro voci alle nostre e aver sostenuto con determinazione questa battaglia che dovrà continuare fino a che non sarà vinta completamente, questo è il risultato di un lavoro che abbiamo condotto insieme”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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