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martedì 28 Giugno 2022
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    Taglio postazioni 118, Gandola (Forza Italia): “Nel Chianti effetti nefasti. Ultimo appello ai sindaci”

    "Obiettivo sarebbe ridurre da tre a una le ambulanze medicalizzate, oggi presenti a San Casciano, Tavarnelle e Greve in Chianti. I sindaci non hanno nulla da dire?"

    FIRENZE – “Nelle prossime settimane sarà deliberato il taglio delle postazioni territoriali delle ambulanze con il medico a bordo: e per la Piana Fiorentina e per l’area del Chianti la riforma sarà davvero nefasta. Questo è l’ultimo appello ai sindaci affinché scendano in campo per difendere il servizio. Le amministrazioni comunali non possono stare in silenzio e devono scendere in campo duramente contro la de-medicalizzazione selvaggia che la Regione Toscana intende attuare”.

    A dirlo è Paolo Gandola, consigliere metropolitano Forza Italia-Centrodestra per il cambiamento, che torna ad occuparsi dell’annoso tema della riforma dei punti di emergenza territoriali dislocati suo territorio dell’area metropolitana. 

    “Come noto – spiega il consigliere metropolitano – la Regione Toscana intende diminuire da 80 ad almeno 50 i punti di emergenza territoriale dove attualmente è presente il medico a bordo delle ambulanze. Molti di questi saranno sostituiti dalla presenza del solo infermiere”.

    “Nel Chianti – sottolinea – l’obiettivo sarebbe ridurre da tre a una le ambulanze medicalizzate, oggi presenti a San Casciano, Tavarnelle e Greve in Chianti”.

    “Come è possibile – domanda – che i sindaci non abbiano nulla da dire? Dopo le discussioni degli ultimi mesi ora la riforma, sembrerebbe pronta ad entrare in vigore. Di fatto completando lo smantellamento della rete territoriale di emergenza, con la scusa della carenza dei medici”. 

    Da Forza Italia, continua il consigliere metropolitano, proviene “un netto no a questa riforma. Sono anche gli stessi sindacati sanitari a contestare la riforma dei punti di emergenza territoriali e della riduzione del personale sanitario in tutte le fasi dei processi e dei percorsi sanitari, anche per le patologie tempo dipendenti come l’ictus, l’infarto e il trauma maggiore”.

    Gli stessi – rilancia – hanno poi lamentato come la cronica carenza di medici, non sia mai stata affrontata in maniera efficace dalle amministrazioni dei vari livelli tramite una seria politica di assunzioni e turn-over”.

    “I sindaci – conclude Gandola – non possono rimanere in silenzio e devono scendere in campo per tutelare la sicurezza sanitaria delle loro comunità”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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