spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
martedì 28 Marzo 2023
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    La strage di Palazzaccio in un incredibile spettacolo italo-tedesco: in scena dal 4 luglio a San Gusmè

    SAN GUSME' (CASTELNUOVO BERARDENGA) – Bebo Storti, David Riondino, Massimo Poggio e Daniela Morozzi.

     

    Saranno loro, accanto ad altri attori italiani e tedeschi e ai Bruscellanti di Castelnuovo Berardenga, a portare in scena l’occupazione tedesca in Italia tra il 1943 e il 1945 e i drammi civili che segnarono quel periodo nella piece di teatro-documentario “Albicocche rosse” in programma a San Gusmè, borgo del Comune di Castelnuovo Berardenga, da domani, venerdì 4 a domenica 6 luglio.

     

    L’appuntamento è alle 21.30 in piazza Castelli, con una coproduzione inedita che unirà il St. Pauli Theater di Amburgo, uno dei più antichi della Germania all’esordio in Italia, e il Teatro comunale Vittorio Alfieri di Castelnuovo Berardenga.

     

    Il progetto “Albicocche rosse”. Lo spettacolo teatrale chiuderà l’omonimo progetto di collaborazione italo-tedesca realizzato sulla base di un accordo intergovernativo siglato nel 2012 tra i ministri degli esteri delle due nazioni e promosso con il patrocinio della Regione Toscana e dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, il sostegno del Ministero degli affari esteri italiano e di quello tedesco, di Hapag-Lloyd-Stiftung e la collaborazione con il Goethe-Institut di Roma e l’Istituto storico della Resistenza in Toscana.

     

    Ad aprire il progetto, lunedì 30 giugno, è stato un convegno internazionale che ha riunito storici italiani e tedeschi nel ricordo e nella riflessione di quanto avvenne in Italia oltre 70 anni fa.

     

    Il giorno dopo, martedì 1 luglio, è stata la volta di un emozionante incontro fra testimoni italiani e discendenti di soldati tedeschi, che si sono conosciuti per la prima volta, mentre fino a domani, venerdì 4 luglio sono previsti incontri fra giovani italiani e tedeschi che si confronteranno in colloqui, discussioni, interviste con i testimoni e visite a Palazzaccio per ricordare la sanguinosa estate del 1944.

     

    Lo spettacolo teatrale “Albicocche rosse” prende spunto dalla strage di Palazzaccio – compiuta il 4 luglio 1944 da soldati nazisti della divisione “Hermann Göring” in ritirata dall’Italia come rappresaglia per un attacco partigiano – e propone un collage che unirà teatro, musica dal vivo, canzoni e filmati e che sarà arricchito  anche da molti documenti originali dell’epoca.

     

    Partendo da un paese toscano “immaginario”, lo spettacolo-documentario approfondirà l’orrore dell’occupazione nazifascista in Italia, in una storia raccontata da un ragazzo di 10 anni che vive nel paese e che trova i corpi delle vittime dopo l’eccidio.

     

    Il progetto teatrale è curato da Matteo Marsan, Dania Hohmann e Ulrich Waller. Insieme a Bebo Storti, David Riondino, Massimo Poggio, Daniela Morozzi e il Cantiere del Bruscello di Castelnuovo Berardenga, saliranno sul palcoscenico Adriana Altaras, Cristiano Burgio, Gualtiero Burzi, Mauro Chechi, Luk Pfaff, Peter Jordan, Jörg Kleemann, George Meyer-Goll, Angelo Romagnoli, Hartmut Saam, Massimo Tarducci ed Elisa Vitiello.

     

    Il 4 luglio 1944 i nazisti della divisione “Hermann Göring” circondarono la casa colonica di Villa Arceno, nei pressi di San Gusmè, dove si trovavano molti sfollati con l’obiettivo di fucilare tutti i presenti.

     

    Le vittime furono nove, soprattutto donne e bambini: Azelio Baglioni, di 32 anni; Fosco Baglioni, di 11 mesi; Ivo Barbagli, di 4 mesi; Silvana Barbagli, di 7 anni; Ida Lusini, di 28 anni; Margherita Ontani, di 31 anni; Tullia Panichi, di 53 anni; Vasco Resti, di 16 anni e Santa Righi, di 32 anni.

    Informazioni. Per informazioni sullo spettacolo, è possibile contattare il numero 0577 351303 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 12.30.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...