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giovedì 30 Giugno 2022
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    Riflessioni del sindaco di Castelnuovo prima del voto: “Se Renzi avesse vinto le primarie…”

    Un'accurata (e accorata) riflessione pre-elettorale affidata al suo profilo Facebook, prima di annunciare il suo "silenzio" in rete. E' così che il sindaco di Castelnuovo Berardenga, Roberto Bozzi (in foto), ha commentato la campagna elettorale, senza risparmiare niente al centrosinistra e al Partito democratico. Senza tirarsi indietro neanche dal commentare, da sindaco di area senese, lo scandalo Mps (e qui si sa quanta vada a incidere sulla carne viva…).

     

    "Quali scenari – si chiede Bozzi – dopo il voto? Tutto si gioca al Senato, dove ci sono le regioni in bilico, almeno cinque". Parla di una campagna elettorale che "è stata tra le più brutte della storia repubblicana, tra scandalo Mps, dimissioni del Papa e chiacchiericcio politico".

     

    Dà meriti al M5S poiché, secondo lui, "Grillo è stato il più intelligente e ha parlato direttamente alla gente, una specie di enorme porta a porta (non quello di Vespa, ma quello che si faceva una volta per parlare con la gente) dove ha mandato messaggi certamente populisti, ma efficaci, per alcuni veri, per altri invece come grimaldello per mandare a casa gli attuali vertici dei partiti".

     

    "Il Pd – dice ancora Bozzi – partito, che più mi interessa, si è messo sulla difensiva e forte dei sondaggio pre campagna elettorale è andato avanti senza capire cosa si stava muovendo nella società".

     

    Poi guarda un po' indietro: "Questo è stato certificato dalle primarie dove Renzi era il nemico da sconfiggere (troppo di destra, troppo liberista, troppo pieno di sé, troppi amici nuovi, troppo su tutto), era troppo, punto e basta. Troppo ma purtroppo (io che lo ho sostenuto per fortuna) l'unico in grado di vincere e governare: se Renzi avesse vinto, e Bersani avesse perso, Berlusconi non sarebbe riemerso dalle catacombe, Monti non si sarebbe candidato e la Vezzali avrebbe continuato a fare la schermitrice, Fini sarebbe definitivamente scomparso dalla scena, alla notizia della candidatura di Ingroia ci saremmo fatti tutti una bella risata, Grillo si sarebbe trovato al 5% dei consensi, la Lega di Maroni non sarebbe tornata a ricattare la destra (e l’Italia) con le sue ubbie secessioniste, Tremonti non sarebbe ricomparso sugli schermi con la sua faccetta antipatica e saccente".

     

    "Per questi motivi l'Italia – conclude – non è ancora (ma lo sarà mai) un Paese normale, non rimane che lavorare per far vincere il Pd, anche se sarà dura perché nonostante i messaggi chiari i dirigenti nazionali non hanno innovato fortemente come la base, le persone volevano".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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