venerdì 23 Ottobre 2020
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    Radda: in quella colonica che una volta era della mafia, proseguono le attività di “Attendiamoci”

    Settimana di incontri dal 14 al 19 settembre, con la partecipazione di dieci giovani calabresi, accompagnati da don Valerio Chiovaro. Incontrati anche il prefetto di Siena e il vescovo di Fiesole

    RADDA IN CHIANTI – Proseguono le attività dell’associazione Attendiamoci, in collaborazione con il Comune di Radda in Chianti, all’interno del progetto di gestione del bene confiscato “La Scala”, avviato a dicembre 2019 e che, nonostante le difficoltà proprie della crisi epidemiologica, ha già visto il realizzarsi di numerose iniziative in linea con quanto programmato in fase progettuale.

    Dopo la partecipazione alla tradizionale Festa del Perdono di fine agosto, è stata organizzata un’intensa settimana di incontri dal 14 al 19 settembre, con la partecipazione di dieci giovani calabresi, accompagnati da don Valerio Chiovaro, co-fondatore e neo assistente spirituale dell’associazione.

    Tra le numerose attività previste dal progetto vi è infatti la specifica di una settimana di integrazione nel e con il territorio, condita da incontri, esperienze, volti, storie, all’insegna della slow life e del nuovo umanesimo: partire così da una rilettura e valorizzazione del territorio attraverso azioni finalizzate alla riscoperta delle relazioni di prossimità tipiche dei piccoli centri.

    L’obiettivo è creare mobilità e scambi di esperienze attraverso visite a gruppi giovanili, a luoghi istituzionali o storici, sperimentando la vita comunitaria con le attività residenziali previste.

    La base è il bene confiscato che Attendiamoci gestisce da ormai un anno – “La Scala” – immerso nelle colline del Chianti Classico, e che fa da appoggio ai giovani secondo lo stile proprio dell’associazione, oltre ad essere luogo di incontri con altri gruppi.

    Tra le tante le visite programmate, spiccano i due incontri istituzionali con il neo prefetto di Siena, Maria Forte, e con il vescovo di Fiesole, Mario Meini, utili a far conoscere la ventennale storia dell’associazione, con particolare riferimento alle attività nel territorio toscano, avviate negli ultimi anni e per confermare il lavoro sinergico con prefetture e diocesi.

    Non sono mancati i rapporti con alcune realtà aziendali del luogo, grazie in particolare alla collaborazione con il Comune di Radda in Chianti.

    Nelle settimane di permanenza a Radda, tra gli obiettivi progettuali c’è infatti quello di offrire un’ulteriore opportunità formativa, attraverso la conoscenza del tessuto imprenditoriale locale.

    Sono nate così le edificanti visite al Prosciuttificio Cipressi, alle Cantine di Volpaia, alla Macelleria Cecchini ed al Castello di Albola.

    Denominatori comuni: l’amore per la propria terra ed il proprio lavoro; lo spirito di sacrificio, la cura della bellezza, la grande ospitalità e la disponibilità – mai scontata – a raccontarsi ed ascoltarsi.

    Degne di nota anche le tante esperienze culturali, tra cui le visite alla Pieve di Santa Maria Novella, al Duomo di Siena, all’abbazia di San Galgano, all’Eremo di Montesiepi, al Monastero di Bose e della Fraternità, agli Uffizi, alla Certosa di Firenze ed alla Comunità di San Leolino.

    Un viaggio nel viaggio, alla scoperta delle tradizioni italiane, con quell’idea – tra i leit motiv progettuali – di fomentare la nascita di un nuovo Rinascimento, per un processo di ri-umanizzazione che, a partire dalla formazione dei giovani, dia speranza al nostro Paese.

    Infine, con la convinzione della necessità di affrontare su rete nazionale i fenomeni giovanili, non di meno importanti sono stati gli incontri con alcuni gruppi del territorio, per offrirsi reciprocamente confronto, dialogo, scambi di esperienze.

    Preziosi quindi i passaggi con il gruppo di Gaiole in Chianti, guidato da don Hector Largo, l’incontro con gli under 15 di Radda e con alcuni esponenti dell’Associazione RaddaAttiva presso il bene confiscato, e la visita di Casa in Centro a Panzano con don Alessandro Andreini, un luogo che, dopo tanta fatica per l’acquisizione, permette ai ragazzi di poter studiare e di potersi riunire.

    Si conclude così questo entusiasmante tour di formazione ed integrazione. I bagagli, dopo viaggi del genere, sono sempre più pieni e pronti per essere condivisi.

    Attendiamoci si conferma in un’attività innovativa con cui – grazie ai beni confiscati che gestisce ed alla fondamentale collaborazione degli attori locali – permette di fare esperienze che segnano ed insegnano.

    E formano nuove generazioni con valori autentici. Quelli di cui oggi si sente tanto bisogno. Altro giro, altra corsa, la storia non finisce qui.

    Questa attività è stata realizzata grazie alla partecipazione alle spese degli stessi partecipanti.
    Per sostenere attività come questa e più in generale per supportare Attendiamoci nel riutilizzo dei beni confiscati avuti in gestione, si può donare un piccolo contributo periodico. Visita www.cipermettidi.it.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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