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martedì 6 Dicembre 2022
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    In pratica un abitante su dieci del capoluogo iscritto… al Viola Club

     

     

     

     

     

     

    Ventinove abitanti per chilometro quadrato, un decimo della media nazionale. Dei tremila residenti scarsi, meno di mille nella frazione principale. Oltre ottanta gli iscritti al Viola Club.

     

    In poche cifre, la passione calcistica di Castellina in Chianti. Siena dista la metà di Firenze, ma le proporzioni bulgare di adesione al club (un abitante su dieci del capoluogo è iscritto al club) mettono subito le cose in chiaro: qui si parla Viola.

     

    Incontriamo la delegazione al circolo Acli, principale ritrovo del piccolo borgo che in estate raddoppia (e oltre) i propri abitanti. Riccardo, Roberto, Fernando, Sabrina, Remo, Amilcare, parlano per tutti gli altri ottanta ("Ma negli anni d'oro della Champions abbiamo superato quota centoventi").

     

    Il gruppo nasce undici anni fa. Estate 2002, Viola retrocessa in B. Poi i libri contabili in tribunale. Il fallimento. Momento catartico che, con la nascita nuova Fiorentina, mobilita le energie del tifo Viola. Alle porte di Siena, Nasce  il VC Castellina in Chianti: "Con i senesi ci si “letica” ogni tanto, ma è una rivalità che onestamente non sentiamo più di tanto. Loro la accusano indubbiamente molto più di noi".

     

    Più che altro si festeggia: "Quello sempre. Per quest'anno stiamo organizzando un bell'evento, ma dobbiamo vedere se e come sia possibile ottenere la presenza di qualche calciatore. L'ultima cena risale all'anno scorso, in estate. Abbiamo invitato gli amici del Viola Club Modena, per dare loro il nostro aiuto dopo il terremoto. La cosa più bella è che ha partecipato gran parte del paese, ben oltre gli iscritti al club. Siamo riusciti a raccogliere oltre 1.800 euro".

     

    Gruppo giovane, che conta una ventina di minorenni, fra cui un “nipotino” nato in giugno, a settembre già iscritto d'ufficio. E Castellina è un gioiellino, dove ogni tanto arriva la visita illustre che non ti aspetti. "Durante l'estate di 3 o 4 anni fa – racconta Sabrina – ad un certo punto si affaccia in paese Andrea Della Valle, in zona per un matrimonio. Gli ho chiesto una foto uscendo dal negozio, e lui è stato così gentile da aspettare che mi sistemassi un po'. Infine, dopo qualche giorno, mi sono anche vista recapitare un pacco dono pieno zeppo di prodotti ufficiali della Fiorentina. Grande stile, non c'è che dire".

     

    Sullo stile di Firenze hanno sparato in parecchi, dopo la gara con il Milan. "Ma dai – proseguono quasi in coro – quella è una provocazione partita già dalla settimana prima, con Galliani che invia un fax alla Lega per protestare contro la maratona di Firenze. Poi Tagliavento ci ha messo il suo: prima dell'espulsione di Tomovic non era volata una mosca. Ora siamo diventati i peggiori d'Italia, ma vi pare logico che abbia più eco una moneta a Galliani in tribuna degli accoltellati del derby romano? Non aspettavano altro".

     

    E i Daspo? "Uno lo hanno dato ad un settantaduenne, roba da matti. Utilizzando quel metro di giudizio, dovevano darlo anche a Chiellini, quando dalla tribuna entrò in campo nel parapiglia di Juventus-Genoa. Ecco, se c'è un appunto da fare alla società viola, magari è questo: in situazioni di attacco così evidenti, si potrebbe anche fare la voce  grossa, per difendere Firenze e la Fiorentina. Per il resto, siamo più che contenti dell'annata in corso".

     

    A fine stagione, Jovetic sì o Jovetic no? "Il ragazzo è sicuramente il miglior pezzo che abbiamo, ma è bene che vada perché è quello che vuole. Anche senza di lui, saremo forti lo stesso". E

     

    ogni domenica, continuerà la carovana di macchine per il “Franchi”. Quello di Firenze.
     

    di Leonardo Pasquinelli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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