giovedì 16 Luglio 2020
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    “Con la fine del lockdown è stato riaperto… il motodromo del Chianti?”

    Spettabile redazione, con la sostanziale fine del lockdown, le strade del nostro Chianti si sono ripopolate: certo, mancano i turisti stranieri e delle altre regioni italiane (e chissà quando torneranno in numero dignitoso per dare lavoro alle molte attività che sul turismo si basano), ma già nei giorni scorsi e da stamani ancora di più, si vedono auto e moto salire e scendere le nostre colline, affrontare le curve delle nostre strade.

    Va bene così: uscire per fare due passi intorno a casa o prendere l’auto per un impegno e comunque non trovare assolutamente nessuno in giro – a qualsiasi ora di qualsiasi giorno della settimana – era una grande tristezza e pena che abbiamo vissuto per più di due mesi e speriamo che non accadrà mai più.

    Però… però insieme a quanti vengono nelle nostre terre a godere della bellezza della natura ora che siamo in primavera ed ad apprezzare i nostri borghi, il nostro vino, la nostra cucina, arrivano anche coloro che hanno preso le nostre strade per un motodromo.

    Rombanti e rumorose moto stradali da 1.000 centimetri cubi e più, perennemente in piega, perennemente alla ricerca d’adrenalina, che sorpassano anche quando spazio non c’è, che staccano all’ultimo centimetro possibile, che spesso e volentieri ti sfiorano mentre guidi tranquillo e rispettoso delle regole, o cammini sul ciglio della strada, o fai un po’ di sport sulla tua bici o attraversi la strada.

    Poi, inevitabilmente, succede che qualcuno ci perde anche la vita (l’ultimo caso, a un chilometro dal centro di Radda, l’8 febbraio scorso…. un povero ragazzo del Valdarno di nemmeno 30 anni), ma i mazzi di fiori sui luoghi delle tragedie appassiscono presto e praticamente subito dopo si ricomincia con il solito tran tran di sorpassi scriteriati, di moto lanciate a 100/120/150 km all’ora e via dicendo.

    Attenzione: il turismo in moto è bellissimo (e, dirò di più, deve essere incrementato e valorizzato perché consente di vivere intensamente il nostro Chianti e di scoprirne le sue bellezze) e la maggioranza dei motociclisti rispetta le regole e i limiti posti dal Codice della Strada ma la minoranza che esagera e mette in pericolo sé stessa e gli altri utenti della strada deve essere messa in condizione di non nuocere. Anche con controlli più stringenti e decisi.

    Chi viene a godersi con rispetto il Chianti sia benvenuto, sempre, e con qualsiasi mezzo di trasporto possiibile.

    Ma chi ha velleità corsaiole se ne vada a girare in un motodromo vero, con l’assistenza e la sicurezza del caso, che di sangue sulle nostre strade non vorremmo vederne più.

    Cordiali saluti.

    Franco Martelli

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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