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domenica 2 Ottobre 2022
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    Gli imprenditori di Life in Chianti: “Black out elettrico, prenotazioni cancellate, rimborsi, merci distrutte…”

    "Ci auguriamo che E-distribuzione agisca affinché non si ripeta. E prenda in coscienziosa e responsabile considerazione, tutte le richieste di rimborso danni che aziende e cittadini avanzeranno"

    GREVE IN CHIANTI – Il black out elettrico iniziato alle 10.30-11 di giovedì 18 agosto, con il passaggio anche nel nostro territorio del cosidetto “downburnst”, la tempesta di vento e pioggia, è stata una delle spine più difficili da togliere di tutta questa vicenda.

    Ancora a distanza di 24 ore e oltre moltissimi, privati cittadini e operatori commerciali, o del turismo, negozi, non avevano visto riattivare la linea elettrica.

    Con i comprensibili disagi del caso. Tantissime anche le segnalazioni giunte alla redazione del Gazzettino del Chianti, prontamente girate a Enel.

    A bocce (quasi ferme), ovvero a luce tornata quasi ovunque, Life in Chianti, l’associazione che riunisce molti imprenditori del settore ricettivo, del turismo, della ristorazione e del commercio, fra Greve e altri comuni del Chianti (fiorentino e senese), fa un bilancio di quanto accaduto.

    “Negli ultimi giorni – inizia Life in Chianti, per bocca del suo presidente Alessio Pesucci – il nostro territorio è stato subissato da forti temporali, le infrastrutture sono state messe alla prova, e in molti casi hanno messo nudo problematiche, irrisolte da tempo”.

    “Cittadini ed imprese – prosegue – hanno subito ed in alcuni casi stanno ancora subendo situazioni che non erano accettabili decenni or sono, figuriamoci adesso. L’interruzione dell’energia elettrica, spesso ha comportato anche la mancanza di acqua, dato che molti necessitano di pompe per distribuirla negli appartamenti”.

    “Tra i turisti non ci sono solo giovani aitanti – continua Pesucci – che si adattano anche a situazioni difficili, ma spesso persone anziane, bambini e donne in dolce attesa, che necessitano di attenzione continua e diete specifiche”.

    “Lo scenario che molti gestori si sono trovati ad affrontare è facilmente intuibile – precisa – Prenotazioni cancellate, e rimborsate, merci distrutte, ospiti al limite della crisi di nervi, per i disservizi che non tutti hanno accettato, quindi un danno di immagine, che costerà anni di lavoro per ricostruire”.

    “Paghiamo l’energia come fossimo dal gioielliere – rimarca – Paghiamo gli oneri di distribuzione, anche per le linee che non hanno subito aggiornamenti da decenni, e subiamo le scelte di e-distribuzione che decide chi è cliente di serie A e chi di serie B”.

    “E’ giunto il momento di mettere i contribuenti al centro delle scelte delle aziende che erogano servizi pubblici – incalza Pesucci – anche perché nel nostro Paese i costi di questi servizi sono tra i più alti dei paesi industrializzati, ma spesso il servizio erogato presenta lacune inaccettabili”.

    “Ci auguriamo che E-distribuzione agisca rapidamente – conclude – affinché situazioni simili non si ripresentino, e che prenda in coscienziosa e responsabile considerazione, tutte le richieste di rimborso danni che aziende e cittadini avanzeranno, senza appellarsi a pretestuosi cavilli contrattuali, visto anche che opera in regime di monopolio”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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