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lunedì 18 Ottobre 2021
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    L’Associazione Tartufai: “In Toscana la libera ricerca del tartufo sia un diritto di tutti”

    L'associazione è nata cercare di garantire a tutti degli spazi in cui praticare liberamente la cerca del tartufo. Molti anche i chiantigiani interessati all'argomento

    TOSCANA – Dall’Associazione Nazionale Tartufai Italiani, sezione Toscana, si leva un grido. Forte e chiaro: “La libera cerca del tartufo è un diritto di tutti!”.

    Negli ultimi anni in Toscana sono sorte molte zone soggette a “raccolta riservata” agli aventi diritto (privati cittadini o soci di associazioni).

    Tale fenomeno limita la cerca del tartufo di molti appassionati: “In Toscana si stimano 6.500 tartufai che pagano la quota annuale (circa 90 euro) e di questi meno di un terzo può accedere alle “tartufaie controllate”, commentano Francesco Crispo (tavarnellino) e il dottore forestale Livio Bianchi, rispettivamente presidente e vicepresidente della sezione Toscana.

    Sezione che è nata a giugno 2021 proprio per cercare di garantire a tutti degli spazi in cui praticare liberamente la cerca del tartufo. Molti anche i chiantigiani interessati all’argomento.

    Una delle principali problematiche da subito evidenziate dall’associazione è la mancata applicazione di quanto previsto dalla normativa vigente in materia.

    “La legge nazionale (Legge 16 Dicembre 1985, n. 752) e quella regionale (L. R. 11 aprile 1995, n. 50) – a parlare sono Crispo e Bianchi – riconoscono la “cerca libera del tartufo” come punto fondamentale di questa attività”.

    “Nello specifico – spiegano – la sopracitata legge regionale stabilisce che per poter costituire un’area soggetta a “raccolta riservata” è necessario che il proprietario o il conduttore del fondo fornisca “documentazione idonea a comprovare il titolo della proprietà od altro diritto di legittimazione alla conduzione dell’area” (L. R. 11 aprile 1995, n. 50, art. 6, comma 1.1.b.): appare chiaro che in ambito demaniale non sia possibile ottenere tale diritto”.

    Altra questione: uno degli ambienti elettivi per il tartufo bianco sono i corsi d’acqua ed è proprio là che si concentrano in Toscana le “tartufaie controllate”.

    A nome di tutti i tartufai, che si sono visti sottrarre il territorio tartufigeno più produttivo, la sezione Toscana chiarisce: “L’articolo 144 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, comma 1 – ultima disposizione e quindi attuale legge in materia – dispone che “Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato”.

    Ai fini di una corretta individuazione del reticolo idrico demaniale regionale della Toscana si fa riferimento a quanto disposto dalla Legge regionale 79/2012: “Il reticolo aggiornato e attualmente vigente – visualizzabile qui – è stato approvato con delibera di Consiglio 28/2020”, proseguono dalla sezione Toscana.

    “La nostra associazione da subito si è organizzata per segnalare agli organi di controllo alcune delle situazioni “anomale” presenti in varie zone della Toscana – dicono Crispo e Bianchi- Sono stati effettuati alcuni esposti in provincia di Firenze, Siena ed Arezzo: per adesso le indagini sono in corso e non conosciamo il loro esito”.

    “Parallelamente abbiamo inviato richieste di chiarimento sia alla vicepresidente regionale Stefania Saccardi (con la quale abbiamo avuto un incontro ad agosto) sia al direttore del settore agricoltura e sviluppo rurale della Regione Toscana Roberto Scalacci – aggiungono – senza avere ad oggi nessun tipo di risposta su come e se intendono ripristinare la legalità nelle aree demaniali erroneamente inserite all’interno di aree di “raccolta riservata””.

    “Visto l’avvicinarsi dell’inizio della stagione di raccolta del tartufo bianco (fissato per la Toscana il 10 settembre) – concludono, non senza rammarico, dalla Sezione Toscana – i soci dell’associazione stanno discutendo se fare azioni dimostrative come andare a cercare tartufi nelle aree demaniali (corsi d’acqua censiti nel reticolo idrografico) inseriti all’interno di riserve”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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