spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
lunedì 29 Giugno 2026
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Un produttore di Chianti Classico: “Mai un caldo del genere a giugno. Se continua così…”

    "44° C di temperatura percepita (all'ombra) in un nostro vigneto alle 15.49 - ci dice - Mai visto in 20 anni. Nemmeno a luglio-agosto. Lavoriamo fino alle 10, ho bloccato anche i trattoristi..."

    SAN CASCIANO – Le temperature torride di questa fine di giugno stanno impattando in modo importante (e non potrebbe essere altrimenti) anche sull’agricoltura.

    E, parlando di territorio del Chianti Classico, su due colture in particolare: olivo e vite.

    Qui nello specifico ci concentriamo sulla vite. Lo facciamo con una chiacchierata con il proprietario di un’azienda agricola che produce Chianti Classico, nel comune di San Casciano. 

    Che in queste ultime settimane si è trovato a operare in condizioni molto simili a tutte quelle dei colleghi in tutta l’area del Gallo Nero.

    E che guarda all’annunciato cambiamento meteo di inizio luglio con la speranza di una inversione di tendenza.

    Sperando però, come tutti, che non ci siano fenomeni impattanti (grandine in primis) per le colture.

    “44° C di temperatura percepita (all’ombra) in un nostro vigneto alle 15.49 – ci dice inviandoci la foto del cruscotto – Mai visto in 20 anni. Nemmeno a luglio-agosto”.

    Condizioni che, ovviamente, impattano anche sulle lavorazioni: “Facciamo lavorare gli operai solo al mattino dalle 6 alle 10, al massimo le 11”.

    “Ho bloccato anche i trattoristi – riprende – che sebbene abbiano aria condizionata, con queste temperature in una cabina tutta di vetro vanno in sofferenza”.

    Poi, guarda avanti: “Se continuasse così a fine agosto si dovrà vendemmiare il Sangiovese, mentre le bianche primaticce saranno pronte a fine luglio. Insomma condizioni da costa sud della Sicilia”.

    “Speriamo che a luglio ci sia una regressione del caldo – sottolinea – Le viti per ora reagiscono bene e non mostrano squilibri, se non alcune foglie bruciate dove sono stati fatti trattamenti rameici o a base zolfo nelle ore troppo calde”.

    “Le microparticelle di acqua nebulizzata in presenza di forte intensità della luce – ci spiega – hanno fatto “effetto lente” ustionando alcune foglie. Anch’esso un motivo per far lavorare i trattori solo al mattino e non nel pomeriggio”.

    “Penso sia utile far sapere queste cose – conclude – non tanto per le grandi aziende, che ovviamente le sanno, ma per coloro che hanno piccoli appezzamenti di terra. E che, raramente, si sono trovati avvolti da questa calura in giugno”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...