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martedì 23 Aprile 2024
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    Truffa falsi carabinieri, è raffica di testimonianze. Chiesanuova: “Mia suocera, 93 anni, l’ha sventata così”

    Il racconto della nuora di questa signora, che non si è fatta raggirare da falsi appuntati e falsi marescialli dell'Arma

    CHIESANUOVA (SAN CASCIANO) – E’ una vera e propria raffica di testimonianze quella che arriva alla redazione del Gazzettino del Chianti sulle truffe (o sui tentativi di truffa) da parte di falsi carabinieri. 

    In questo caso la raccontiamo perché questa storia, accaduta alcuni giorni fa, ci dice che anche a 93 anni si può avere la lucidità per smascherare i truffatori.

    A raccontarcela è la nuora di questa 93enne, che vive in una villetta bifamiliare a Chiesanuova.

    “Noi al piano di sopra – inizia il racconto – mia suocera al piano di sotto: durante il giorno noi siamo tutti fuori, quindi lei è sola”.

    La tecnica utilizzata è sempre la stessa: chiamata al fisso, “appuntato” dei carabinieri che le passa il “maresciallo”. Chiedono se ha un figlio, se vive a Firenze.

    Una volta che alcuni dati collimano parte la storia dell’incidente stradale, del ferito grave, del rischio di processo per direttissima, della richiesta di soldi o gioielli come cauzione, dell’emissario pronto a venire a prenderli a casa da lei.

    “Mia suocera ha 93 anni – prosegue la nuora – ma è vispa e intelligente, ancora guida, si è insospettita. Non ha contanti in casa, loro insistevano e volevano andare subito, per i gioielli”.

    Si fanno dare il numero del cellulare, la chiamano anche lì tenendola pure sul fisso: quindi senza possibilità di contattare nessuno.

    Le passano addirittura a telefono quello che avrebbe dovuto essere l’altro figlio, il fratello di quello coinvolto nel falso incidente: “Una voce – continua il racconto – che le diceva di dare loro quello che chiedevano, che lui stava intanto andando in tribunale”.

    Ma la signora ha mangiato la foglia: “Gli ha anche detto che il figlio, quello coinvolto nel falso incidente, era un assicuratore in pensione. E che quindi non aveva dubbi che avesse una buona assicurazione per coprirlo. Lo ha detto anche al “fratello”: non ti preoccupare!”.

    “Uno parlava molto bene in italiano – ci spiega la nuora quando le chiediamo se i truffatori avevano inflessioni particolari – il falso maresciallo, ma le dava la sensazione di uno straniero che aveva imparato bene l’italiano. Due invece avevano una parlata con una cadenza dell’Italia del sud”.

    “Ci hanno provato fino alla fine – conclude il racconto – e sicuramente qualcuno era anche appostato fuori, pronto a intervenire in caso lei avesse detto che era pronta a consegnare qualcosa. Ma è stata intelligente. E una volta attaccato… ha chiamato i carabinieri”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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