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martedì 6 Dicembre 2022
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    Salvare il nostro futuro con piccoli gesti quotidiani

    Nulla è più prezioso del nostro ambiente, sebbene lo stesso continui ad essere sfigurato ed ignorato nella quotidianità frenetica delle nostre vite

    Il nostro pianeta non è infinito e, soprattutto, l’emergenza ambientale – per quanto sostituita attualmente da quella pandemica – non è certo stata risolta: eppure, basterebbero piccoli gesti per fare la differenza.

    Da un’emergenza all’altra senza sosta

    Non serve molto per renderci conto che, la nostra quotidianità, è segnata sempre più dall’alternanza di nuove emergenze: non si esauriscono gli effetti di una che, già, un’altra è pronta ad insorgere e prendere prepotentemente la scena.

    Eppure, al di là di complottismi, catastrofismi, negazionismi e quant’altro, non possiamo ignorare l’esigenza di rivedere tante piccole abitudini per ridurre la nostra impronta ecologica sul pianeta.

    Anche una banalità come la pattumiera a pedale per la raccolta differenziata per quanto possa far sorridere, in realtà, può diventare di colpo la protagonista di un’inversione di tendenza nel modo di approcciarsi alla questione dei rifiuti.

    Per quanti anni, in modo più o meno inconsapevole, si è andati avanti a gettare indiscriminatamente gli scarti di ogni tipo nelle discariche?

    Quanto tempo è trascorso prima che ci si è resi conto della necessità di valorizzare queste scorie, ottenendone qualcosa di più di una semplice – e vergognosa – montagna di rifiuti che ha sfigurato anche il nostro paesaggio?

    Fortunatamente questo modo di vivere miope e poco rispettoso del nostro futuro, pian piano, lascia spazio ad una maggior consapevolezza – da parte di molti – di poter fare la differenza nel trasformare in qualcosa di un po’ più roseo il nostro futuro.

    Tante piccole abitudini come quella appunto di non gettare tutti i rifiuti nello stesso contenitore, cominciano a fare la differenza e permettono di creare un modello di futuro più sostenibile.

    Tante piccole attenzioni quotidiane fanno la differenza

    D’altro canto, ciò che per alcuni potrebbe essere un rifiuto – magari perché un oggetto è diventato desueto o poco alla moda – per altri può trasformarsi in una preziosa risorsa, da valorizzare, dandogli nuova vita e soddisfacendo così delle particolari esigenze.

    La riscoperta della condivisione, oppure, la volontà di rivendere ciò che non si usa più sono solo alcuni esempi di ciò che la nostra società – seppure piuttosto lentamente – comincia a mettere in atto per cercare di dare una risposta alla necessità di “invertire la rotta” per evitare il punto di non ritorno.

    Dei consumi più attenti e commisurati alle nostre esigenze, che privilegino i prodotti dalla filiera corta o comunque controllata, sono la prima risposta che possiamo trovare per cercare di evitare il più possibile gli sprechi e lo sperpero di preziose risorse naturali che, ormai, si rigenerano sempre meno.

    Anche tramite le nostre abitudini alimentari possiamo fare la differenza, magari privilegiando dei cibi con un impatto ambientale un po’ più contenuto, frutto di coltivazione o allevamento di tipo responsabile, ecologico e biologico, in modo tale da valorizzare quel patrimonio positivo di cui disponiamo.

    I modelli intensivi e poco rispettosi dell’ecosistema, del resto, prima o poi ci presentano il conto salato della loro irrazionalità: o con problematiche ambientali colossali, oppure, con pericolosi rischi per la nostra salute.

    Un modello economico che tenga conto di tutto

    Lo spreco delle risorse e lo smaltimento dei rifiuti, però, sono indubbiamente tra gli indicatori più impietosi di quanto sia importante rivalutare ogni aspetto nello stile di vita a livello planetario: e le discariche sono i monumenti più eloquenti del nostro modello economico da ripensare in ogni sua parte.

    Risorse naturali ed umane, tecnologie, distanze, spazio, tempo e materia sono tutti concetti – talvolta rappresentati anche in modo astratto e poco coerente – che dovrebbero rientrare in un disegno ben più completo e razionale: cioè, quello di un progetto per un futuro in cui lo sviluppo sia più armonico e sostenibile, e non dettato dall’esclusiva valutazione di ogni cosa in termini monetari.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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