giovedì 16 Luglio 2020
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    “Aumento mortalità in Toscana nel periodo di pandemia da Covid-19: più contenuto rispetto ad altre regioni”

    Rapporto dell'Agenzia regionale di sanità: "9,4% a marzo e 10,7% ad aprile. Minor impatto rispetto alla media nazionale e agli eccessi osservati nelle regioni del nord"

    FIRENZE – “Dall’analisi della mortalità in Toscana nei primi mesi quattro mesi del 2020 emerge che l’impatto della pandemia sulla mortalità generale dei toscani è stato contenuto9,4% a marzo e 10,7% ad aprile, rispetto alla media nazionale e agli eccessi di mortalità osservati nelle regioni del Nord, più colpite dal virus”.

    Lo spiega l’Ars, Agenzia regionale della sanità, nel terzo aggiornamento sulla mortalità nella nostra regione in periodo di pandemia da Covid-19.

    “Durante i mesi della pandemia – scrive Ars nella prefazione – si sono susseguite le analisi e la diffusione dei dati sugli eccessi di mortalità osservati nel 2020, soprattutto nelle aree maggiormente colpite dal virus. Infatti, il confronto della mortalità generale nei primi mesi del 2020 con quella osservata negli anni precedenti risulta essere un indicatore di estremo interesse per la valutazione dell’impatto di Covid-19 sulla mortalità della popolazione”.

    “Soprattutto nella fase iniziale di diffusione della pandemia – rimarca Ars -è possibile che si sia verificata una sottostima dei decessi attribuiti a Covid-19, poiché non tutti i decessi per questa infezione potrebbero essere stati identificati correttamente per mancanza di certificazione da tampone nei soggetti deceduti a domicilio o nelle residenze per anziani. Inoltre, l’impatto dell’epidemia sulla salute della popolazione in termini di mortalità generale, soprattutto nelle aree dove i sistemi sanitari sono stati particolarmente stressati dalla pandemia, potrebbe essere stato in parte aggravato da fattori indiretti come, ad esempio, il ridotto accesso ai servizi di emergenza-urgenza per eventi cardiovascolari (infarto o ictus) o per la minore attenzione ai malati cronici”.

    “Paradossalmente – sostiene Ars – potrebbe anche essersi verificato un effetto opposto, ovvero un’attenuazione di alcuni decessi dovuta alle restrizioni imposte dalle misure di distanziamento sociale e di chiusura delle attività (riduzione delle morti da incidenti stradali e nei luoghi di lavoro, riduzione dell’inquinamento atmosferico). Per questi motivi, l’analisi dei dati di mortalità generalecioè per tutte le cause e non solo per Covid-19, è importante perché, oltre a descrivere i pattern temporali e geografici della mortalità del 2020 in Toscana, fornisce anche una stima della mortalità Covid-19 “nascosta” e indiretta“.

    Metodi

    Questa analisi rappresenta il terzo aggiornamento che l’Agenzia regionale di sanità della Toscana produce sull’analisi della mortalità in Toscana nei primi mesi del 2020 e si basa sia sui dati che Istat dal 1 aprile aggiorna periodicamente e rende disponibili sul proprio sito web, sia sui dati recuperati mediante una “survey” ad hoc che Ars ha avviato in parallelo alla fornitura dei dati Istat.

    La conduzione di questa “survey”, finalizzata alla richiesta dei dati di mortalità ai singoli uffici anagrafici dei 273 comuni della Toscana, è motivata dalla necessità di integrare il campione di comuni forniti da Istat, per aumentare il più possibile la rappresentatività delle stime a livello regionale.

    Nel precedente report ARS era stata fornita una fotografia della mortalità al 31 marzo 2020, e nello studio erano inclusi 221 comuni (copertura pari all’89,9%).

    In questo report sono presentate le analisi aggiornate e relative al periodo 1 gennaio-30 aprile: i comuni inclusi sono 265, sul totale di 273 comuni, che costituiscono il 99,5% della popolazione totale regionale.

    Risultati

    Nel periodo che va dal 1 gennaio al 30 aprile 2020 nei 265 comuni toscani si sono verificati 15.885 decessi totali (per qualsiasi causa, non solo per Covid-19).

    Complessivamente, nel primo quadrimestre del 2020 sono stati registrati 47 decessi in meno (-0,3%) rispetto alla media 2015-2019.

    Considerando però separatamente i mesi, si osserva un aumento dei decessi nei mesi di marzo e aprile del 2020 rispetto alla media del periodo 2015-2019, rispettivamente del +9,4% (373 decessi in più) e +10,7% (378 decessi in più).

    Complessivamente – spiega Ars – nei mesi di marzo e aprile i decessi in più sono stati 751, pari ad un incremento percentuale del 10%. Nei primi due mesi del 2020, come già evidenziato nel precedenti report, la mortalità era stata più bassa rispetto agli anni precedenti. Un fenomeno che può ritenersi attribuibile al ridotto impatto in questi mesi dei fattori di rischio stagionali (condizioni climatiche ed epidemie influenzali, più miti rispetto agli anni scorsi)”.

    “Considerando le decadi dei mesi di marzo e aprile – si evidenzia – si nota come il picco dell’eccesso di mortalità generale sia stato registrato nei primi dieci giorni di aprile (+20,1%), mentre nell’ultima decade di aprile, la mortalità nel 2020 torna al di sotto dei livelli attesi. Questo andamento negli ultimi giorni di aprile potrebbe essere attribuito a due fattori principali, da un lato a una possibile sottostima dei decessi 2020 a causa delle segnalazioni tardive dei decessi avvenuti fuori dal comune di residenza, dall’altro al fatto che l’epidemia possa aver anticipato dei decessi che si sarebbero verificati nei mesi successivi tra le popolazioni più fragili (grandi anziani con pregresse malattie croniche). Complessivamente, nel periodo di picco che va dall’11 marzo al 20 aprile i decessi in più sono stati 845 (+16,9%)”.

    Variazioni % dei decessi per decadi nei mesi di marzo e aprile (265 comuni della Toscana

    fig 1
    Nel recente report realizzato da Istat e ISS viene analizzato l’andamento della mortalità in Italia dal 1 gennaio al 31 marzo, con una rappresentatività sufficientemente elevata, 86,4% del totale della popolazione italiana, e per la Toscana la copertura è pari all’89,1%.

    “Per la Toscana – rimarca Ars – l’aumento della mortalità generale nel mese di marzo 2020 rispetto al 2015-2019 è pari al 13,8%, a fronte di una media italiana del 49.4%. Il valore decisamente più alto è osservato in Lombardia (+186,5%), mentre in Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata e Lazio, la mortalità a marzo 2020 è stata più bassa dell’atteso. Da notare che per la Toscana, l’estensione del campione mediante la survey ARS da 229 comuni Istat a 265 comuni totali, l’eccesso di mortalità a marzo è passato dal 13.8% (come riportato nel report Istat/ISS) al 9,4%“.

    “In Toscana – riprende ancora l’Agenzia regionale di sanità – l’aumento della mortalità 2020 a marzo e aprile è più consistente tra gli uomini (si tratta di 496 decessi in più, +14,1%) rispetto a quanto osservato nelle donne (255 casi in più, +6,4%). L’andamento giornaliero dei decessi nel 2020 e dei decessi medi nel periodo 2015-2019 (medie mobili calcolate su 5 giorni) mostra per le donne eccessi di mortalità caratterizzati da un ritardo rispetto a quanto osservato nel trend della popolazione maschile. Del resto anche l’andamento dei decessi Covid-19 ripropone un pattern temporale diversificato tra i due generi, mostrando per le donne una mortalità Covid-19 in crescita nel mese di aprile, presumibilmente attribuibile ai decessi nelle Rsa”.

    Stratificando per classe d’età, “la mortalità nei più giovani (età minore di 40 anni)  – sotolinea Ars – è stata inferiore ai valori attesi, sebbene le numerosità siano molto basse (13 decessi in meno nel mese di marzo ed 1 decesso in meno ad aprile). I più anziani hanno fatto registrare gli incrementi maggiori, con andamenti diversi nel corso dei due mesi: l’incremento maggiore è stato osservato nella classe d’età 66-75 anni nei primi 10 giorni di aprile. Anche nella classe d’età 76-85 anni il picco si è avuto nella prima decade di aprile, mentre nei più anziani (età maggiore di 85 anni) gli andamenti degli eccessi di mortalità sono più omogenei e più consistenti nel periodo 21 marzo–20 aprile”.

    In Toscana la distribuzione geografica degli eccessi di mortalità si è modificata da marzo a aprile.

    “Mentre a marzo – dice Ars – il maggior incremento di mortalità si osserva nell’Asl Nord Ovest (147 decessi in più, +30,6% nell’ultima decade), in aprile – ed in particolare nei primi dieci giorni – il picco di mortalità si osserva nella Asl Centro (162 decessi in più, +34.4%) (Figura 14). La Asl Sud Est si conferma l’area meno colpita in entrambi i mesi.

    Confronto tra mortalità generale e mortalità Covid-19 in Toscana

    Nel periodo dal 9 marzo (primo decesso Covid-19 in Toscana) al 30 aprile, i decessi Covid-19 in Toscana erano 842, di cui 830 erano avvenuti nei comuni inclusi in questa analisi.

    “Al netto delle fluttuazioni dovute alla bassa numerosità della casistica – rimarca Ars – dal 9 marzo alla seconda decade di aprile gli eccessi di mortalità sono stati superiori a quelli certificati Covid-19. Nel mese di marzo i decessi Covid-19 hanno rappresentato il 57% dell’eccesso, nella prima decade di aprile l’88%, nella seconda decade di aprile il 103%, cioè spiegano in toto l’eccesso di mortalità riscontrato. Nella terza decade di aprile, come già descritto, la mortalità generale è sostanzialmente rientrata nei valori attesi, e in alcuni giorni scesa al di sotto di essi”.

    Conclusioni

    “La survey Ars – conclude l’Agenzia – ha consentito di raggiungere una rappresentatività quasi del 100% del territorio regionale, al netto di possibili sottostime, soprattutto per gli ultimi giorni di aprile, dovute alle segnalazioni tardive dei decessi occorsi fuori del comune di residenza. Risulta di fondamentale importanza proseguire il monitoraggio della mortalità 2020, anche in caso di diminuzione/azzeramento dei decessi Covid-19 ufficiali, considerando i possibili effetti a medio-lungo termine che la pandemia potrebbe aver causato sulla tempestività delle cure ai pazienti affetti da altre patologie, come tumori e altre malattie croniche. Una valutazione più approfondita sarà possibile quando saranno disponibili anche le informazioni sulle singole cause di morte e sul loro contributo agli eccessi di mortalità”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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