mercoledì 14 Aprile 2021
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    Consiglio regionale: istituita la commissione speciale sui vaccini proposta dalla Lega

    Respinta la richiesta di istituzione di commissione d’inchiesta. Respinta anche la mozione della Lega per la sfiducia all'assessore alla sanità Simone Bezzini

    FIRENZE – Istituire, per la durata di tre mesi e rinnovabile una sola volta, la Commissione Speciale “per il sostegno, il monitoraggio e controllo della campagna vaccinale per la prevenzione delle infezioni da Sars-Cov-2”.

    È quanto chiede la proposta di delibera presentata dalla capogruppo della Lega, Elisa Montemagni, e approvata dal consiglio regionale con il voto contrario di Fratelli d’Italia.

    Nel corso del voto di ieri, mercoledì 7 aprile, sono stati approvati anche alcuni emendamenti proposti dal M5s, da Italia Viva e dal Pd. “Con questa commissione intendiamo metterci in gioco, dare un accelerata al piano vaccinale e tenere sotto controllo l’operato della Giunta regionale”, ha sottolineato Montemagni.

    Alla commissione sono attribuite una serie di funzioni. La prima di esse è quella di “attività di supporto e controllo circa le decisioni della giunta” in merito alla campagna vaccinale per verificarne “la coerenza tra le attività” messe in atto sia col “rispetto del Piano nazionale dei vaccini”, sia col rispetto alla risoluzione 15/2020 a suo tempo proposta dalla commissione Sanità e votata dal consiglio regionale.

    La seconda funzione individuata è quella di “supporto trasversale e collaborazione istituzionale con le commissioni permanenti” per “formulare proposte e fornire documentazione di approfondimento alle stesse” sulle tematiche e gli atti che vertono “su argomenti inerenti l’attuazione del piano vaccinale”.

    Infine, la proposta di delibera prevede che, con cadenza mensile, la commissione presenti al consiglio regionale una relazione sullo stato e sulle criticità della campagna vaccinale in Toscana e che al termine dei propri lavori presenti all’Aula una relazione conclusiva sulle attività svolte.

    Nel corso del dibattito, Marco Stella (FI), ha definito la commissione speciale “il secondo tassello di un puzzle: alla proposta di sfiducia dell’assessore segue il commissariamento della commissione sanità. Mi auguro che la commissione possa essere un luogo di lavoro utile”.

    Per Vittorio Fantozzi (FdI) questa commissione non dà risposte ai cittadini toscani, da qui il voto contrario: “Non possiamo affiancarci nel lavoro in campo sanitario, senza prima fare chiarezza su ciò che non ha funzionato”.

    Di parere opposto la consigliera Irene Galletti (M5S): “E’ uno strumento per alleggerire la commissione sanità e non per commissariarla”. Da qui il voto favorevole sulla commissione speciale, ma anche su quella di inchiesta: “Fra poco la voteremo, perché entrambe hanno una loro ragione di essere”.

    Anche secondo Giovanni Galli (Lega) non si può parlare di commissariamento ma di supporto: “Le forze politiche devono accettare questo concetto”.

    “Non siamo convinti della commissione speciale, siamo più convinti della commissione di inchiesta”, ha affermato Alessandro Capecchi (FdI), parlando di uno strumento che può nascere ibrido dal punto di vista gestionale e ispettivo: “Le commissioni speciali hanno ruolo di approfondimento, non di gestione”.

    “Non si tratta di consociativismo mascherato” ha affermato Andrea Ulmi (Lega), “vogliamo collaborare e questa commissione è un modo per superare la difficile situazione che stiamo vivendo”.

    “Noi non siamo né giudici né inquirenti – ha affermato Elisa Tozzi (Lega) – La commissione di inchiesta ha tempi che eventualmente matureranno, oggi è il tempo della responsabilità e della concretezza: diamo un segnale ai cittadini e acceleriamo la campagna vaccinale con la commissione speciale”.

    A favore della commissione speciale anche Stefano Scaramelli (Iv), che si è augurato una presidenza alta e autorevole, per provare a fare sempre meglio in un luogo dove poter esaminare tutti gli atti.

    Secondo Francesco Torselli (FdI), sembra che tutto sia ridotto a una questione lessicale ma non è così: “Prima di avviare la fase due occorre far chiarezza su ciò che non ha funzionato, l’ennesimo organismo in sanità non può accelerare il piano vaccinale”.

    “Diamo la nostra disponibilità a votare uno strumento che ci sembra una sorta di estensione della commissione sanità, quindi uno strumento di supporto per l’assessore e per la maggioranza”, ha affermato Vincenzo Ceccarelli (Pd).

    “Sono scettico che possa rappresentare una svolta sulla campagna vaccinale – ha concluso – perché dovrebbe avere la capacità di portare molte più dosi di quelle che stanno arrivando”.

    Il consiglio regionale respinge la richiesta di istituzione di commissione d’inchiesta

    L’aula, a maggioranza ha respinto la proposta di delibera che chiedeva l’istituzione di una commissione d’inchiesta per “verificare le misure messe in atto dalla giunta e dal sistema sanitario regionale, degli atti e dei criteri seguiti per contrastare la pandemia da Covid-19 e in particolare gli acquisti e forniture dei Dpi e l’organizzazione, gestione e verifica della campagna vaccinale”.

    Hanno votato a favore i gruppi proponenti (Fratelli d’Italia, M5s e Forza Italia), contrario il Pd, astenuta la Lega e non ha partecipato al voto il gruppo di Italia Viva.

    La commissione d’inchiesta, secondo i proponenti, come ha spiegato il primo firmatario Francesco Torselli (FdI) illustrando l’atto, oltre a verificare puntualmente quanto evidenziato nel titolo dell’atto, dovrebbe “contribuire in modo proattivo e propositivo” a rendere più efficiente il programma vaccinale della Regione per il presente e il futuro.

    Secondo Torselli, la commissione d’inchiesta “svolge un servizio a favore dei cittadini, perché vuole andare a capire, senza alcun fine di colpevolizzare qualsiasi persona, dove si è inceppata la macchina delle vaccinazioni”. Il consigliere ha annunciato che riproporrà l’istituzione della commissione all’Ufficio di presidenza.

    Anche per Alessandro Capecchi (FdI), la commissione d’inchiesta “può svolgere un ruolo vero di controllo che invece non può avere la commissione speciale, dove sarà difficilissimo rispettare la proporzionalità tra maggioranza e opposizioni”.

    Elisa Tozzi (Lega), ha ribadito “che in questa fase non si tratta di fare polemica, ma di far funzionare gli strumenti che abbiamo a disposizione, perché la priorità è organizzare al meglio la macchina delle vaccinazioni”.

    “La chiarezza che si deve ai cittadini non può essere byapassata”, ha detto Vittorio Fantozzi (FdI), “e per questo la soluzione migliore è la commissione d’inchiesta”.

    Sanità: sfiducia a Bezzini, il consiglio regionale respinge la mozione della Lega

    La mozione per esprimere “il proprio non gradimento nei confronti dell’assessore al diritto alla salute e sanità, Simone Bezzini, dimostratosi “inadeguato al ruolo in questo momento storico” è stata respinta a maggioranza dal consiglio regionale della Toscana.

    L’atto, presentato dal gruppo della Lega con prima firmataria la capogruppo Elisa Montemagni, ha visto i 25 voti contrari della maggioranza (Pd, Italia viva) e i 16 voti favorevoli di tutte le forze di opposizione (Lega, Fratelli d’Italia, Movimento 5 stelle e Forza Italia).

    Come si legge nella parte narrativa della mozione, “l’andamento della campagna vaccinale in Toscana è da settimane sotto la lente di ingrandimento del Governo centrale e della stampa regionale e nazionale a causa di numerose criticità e situazioni ritenute meritevoli di approfondimento e chiarimenti”.

    Secondo i dati citati dalla consigliera Montemagni, in Toscana, alla data in cui è stato scritto l’atto di indirizzo, “risultano consegnate 708.970 dosi di vaccino”, dei quali 478.370 Pfizer/BioNtech, 60.500 Moderna e 170.100 AstraZeneca, e somministrate 614.168 dosi: 432.200 prima dose e 181.968 richiami”.

    Montemagni ha poi aggiunto che, in Toscana, dei 350mila ultraottantenni ”aventi diritto al vaccino in via prioritaria, come da Piano nazionale”, solo il 12,8% di esse risulta vaccinato con ciclo completo e il 24,1% solo con prima dose.

    Riguardo alla categoria degli estremamente fragili Montemagni ha sottolineato che “si registrano difficoltà nell’andamento della campagna vaccinale e ritardi legati alle prenotazioni”, segnalando che il “portale regionale è incapace di gestire le numerose richieste” e che i vaccini disponibili vengono “esauriti pressoché immediatamente”.

    E per gli ultraottantenni “la Toscana risulta all’ultimo posto nella graduatoria nazionale per numero di vaccini somministrati”. Su questo specifico punto, la capogruppo della Lega ha precisato che “è opportuno segnalare l’utilizzo dubbio” del vaccino Pfizer, “che sarebbe stato somministrato anche ad altre categorie”.

    “Andiamo avanti con la mozione di sfiducia”, ha ribadito la capogruppo nelle dichiarazioni di voto a fine seduta. “Il tempo perso non ce lo riporterà indietro nessuno. I problemi continuano, la nostra richiesta è sì un atto politico, ma va nell’interesse dei cittadini”.

    Posizione sostenuta anche da Fratelli d’Italia, che pure, come ha ricordato Diego Petrucci, ha deciso di non sottoscrivere l’atto. “La sfiducia non sarebbe una vittoria per il piano vaccinale – ha osservato il capogruppo Francesco Torselli – ma l’assessore è tra i responsabili del disastro Toscana”.

    Sulla stessa scia anche gli interenti degli altri consiglieri del gruppo: Vittorio Fantozzi, Gabriele Veneri e Alessandro Capecchi.

    Voto favorevole al non gradimento anche dal Movimento 5 Stelle, come ha annunciato la capogruppo Irene Galletti: “La sfiducia all’assessore Bezzini serve a indicare il fallimento di un intero sistema che è da lui rappresentato. Sarebbe però ingeneroso attribuire solo all’assessore la catena delle responsabilità, quando è evidente che le decisioni, le scelte e i passaggi non sono riconducibili solo alla sua persona, ma all’intera catena di comando”.

    La sfiducia a Bezzini “è, com’è evidente un atto di sfiducia collettivo”, ha dichiarato Marco Stella (Forza Italia). “La mozione, le proposte per la commissione speciale e per la commissione di sfiducia sono tre tasselli di questo atto di sfiducia”.

    La “fiducia totale” nei confronti di Bezzini, “per le modalità del suo lavoro, l’impegno, la disponibilità al confronto” è arrivata dal capogruppo del Partito democratico Vincenzo Ceccarelli, secondo il quale, peraltro, “un cambio in questo momento vorrebbe dire creare condizioni che possono aumentare le difficoltà in una macchina che invece sta dimostrando di funzionare. Invitiamo Bezzini ad andare avanti. Con gli strumenti che abbiamo alla fine i fatti daranno ragione, daranno una risposta importante”.

    Sostegno anche dal capogruppo di Italia Viva, Stefano Scaramelli: “Respingiamo convintamente questa mozione. I cittadini ci chiedono di rappresentare la loro ansia, continueremo a farlo con spirito costruttivo e lealtà verso la maggioranza della quale facciamo parte e alla quale confermiamo il nostro sostegno adesso e per il prosieguo della legislatura”.

    Di segno opposto, invece, le dichiarazioni dei consiglieri Andrea Ulmi ed Elisa Tozzi, della Lega, che hanno sostenuto la necessità di votare la sfiducia all’assessore Bezzini.

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