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martedì 16 Agosto 2022
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    Coronavirus, Confartigianato Firenze: “Inps ancora in smart working, imprese bloccate dalla burocrazia”

    Il segretario Ferretti: “L’istituto boccia come irregolari le misure previste dai decreti del Governo. Gli uffici sono vuoti e non si riesce a parlare con i funzionari”

    FIRENZE – La definiscono “una situazione più che kafkiana”.

    “Il personale dell’Inps – dicono da Confartigianato Firenze – è ancora in smart working e l’Istituto non ha recepito le misure di alleggerimento burocratico e fiscale previste dai decreti del Governo”.

    “Il risultato – aggiungono – è che la documentazione presentata dalle aziende viene bollata come “irregolare”, le aziende non possono quindi lavorare e riuscire a parlare con qualcuno per risolvere il problema”.

    “Uno stato di cose – denunciano – che sta bloccando tantissime aziende che, invece, vorrebbero riprendere finalmente a lavorare, soprattutto nel campo dell’edilizia.

    “Il problema principale è quello dei Durc, il documento unico di regolarità contributiva che le aziende devono farsi rilasciare dall’Inps per poter lavorare” spiega il segretario generale di Confartigianato Imprese Firenze, Jacopo Ferretti.

    “Questa difficoltà – rimarca – riguarda potenzialmente tutte le imprese attive a Firenze nel campo dell’edilizia e della casa che sono oltre tremila”.

    “Un decreto governativo – spiega – ha previsto che venissero rimandati i versamenti Inps relativi ai contributi del mese di maggio: peccato che i sistemi dell’Inps non riconoscano questa novità e identifichino il Durc come irregolare”.

    “L’irregolarità – afferma Ferretti – potrebbe essere sanata velocemente, ma dialogare con gli uffici dell’Inps che sono ancora in smart working è difficile. Questo provoca un aggravio di tempi e costi per le imprese assolutamente inaccettabile”.

    “Per non parlare della cassa integrazione – continua ancora Ferretti – la cui erogazione è ancora indietro: 5 mila aziende e 20 mila lavoratori stanno ancora aspettando, qualcuno ha incassato maggio, nessuno giugno e luglio”.

    “Così – conclude – la ripartenza resta soltanto una bella parola”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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