spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
domenica 16 Gennaio 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Covid, Fondazione Santa Maria Nuova: “Servono spazi per cure intermedie e lockdown per no vax”

    Il presidente Giancarlo Landini: "Basta contare gli asintomatici vaccinati come malati, obbligo vaccinale tardivo (e va istituito per tutti). Omicron meno grave sono per chi ha il vaccino"

    FIRENZE – “L’ondata di pandemia Omicron è in pieno svolgimento e gli arrivi negli ospedali sono in continua crescita. Anche in questo frangente gli ospedali di Firenze e dell’Asl Toscana Centro reggono perché fanno rete e perché riescono a convertire i reparti in tempo utile. Però è innegabile che siamo sotto pressione. Non per la presenza di malati gravi. Piuttosto per la presenza di tanti malati di medio-bassa intensità. Servono posti per le cure intermedie. E non è troppo tardi per un lockdown dei no vax. Sono loro che continuano a finire in terapia intensiva”.

    Parole di Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus.

    “Per fortuna la maggior parte della popolazione è vaccinata – prosegue – E ormai sappiamo che il vaccino, pur non bloccando l’infezione, blocca la malattia grave. Non è vero che Omicron è meno grave delle altre varianti, come Delta: lo è solo perchè siamo vaccinati”.

    “E’ il motivo per cui le rianimazioni continuano ad essere piene di non vaccinati. E limitazioni di mobilità ai no vax sarebbero corrette” osserva Landini.

    Convinto che la frontiera, oggi più che mai, siano le cure intermedie: “Non è un momento di allarme per le rianimazioni, salvo che per i no vax. Piuttosto in questo momento il tema sono i posti a bassa intensità, low care, le cure intermedie Covid”.

    “Il nostro impegno è trovare strutture extraospedaliere, anche case di cura e Rsa, dove dirottare pazienti che non hanno necessità dell’ospedale e dove mettere magari anziani positivi che non possono stare a casa. Anche il circuito degli alberghi sanitari deve continuare” chiede Landini.

    “Ogni ondata pandemica ha una sua caratteristica – rimarca – in questa abbiamo molti malati positivi in ospedale per altre patologie. Bisogna dividere queste persone da coloro che hanno insufficienza respiratoria dovuta al Covid, che devono essere curati negli appositi reparti”.

    “La vaccinazione – sottolinea ancora – ha protetto dalla malattia severa anche se non ha scongiurato l’infezione. Mentre i non vaccinati, che con la variante Omicron tendono ad ammalarsi di più, rappresentano i pazienti più gravi, per i quali si rende necessario il ricovero in in rianimazione”.

    “Oggi – rilancia – i pazienti non vaccinati sono l’80-85% dei ricoverati in terapia intensiva e il 60-70% dei ricoverati nei reparti Covid. L’intervento del Governo, anche se lodevole, è timido e tardivo: occorreva rendere prima la vaccinazione obbligatoria, e obbligatoria per tutti, non solo per gli over 50”.

    “Non si esce dalla pandemia senza una vaccinazione di massa vera e obbligatoria” sostiene Landini, convinto che “non sia tardi per istituire un lockdown per i non vaccinati”.

    “Per quanto riguarda gli asintomatici penso che sia il momento di una svolta – conclude il presidente della Fondazione Santa Maria Nuova – occorre prendere atto che il paziente asintomatico che ha avuto 3 vaccinazioni non può essere considerato malato. Non deve essere tracciato nè tolto dal lavoro, specie se lavora in strutture sanitarie. Porta la mascherina Ffp2 e fa un tampone di controllo dopo 5-6 giorni, ma le norme burocratiche che valevano in una situazione epidemiologica diversa oggi non sono un aiuto ma un grosso impaccio. Più libertà, meno restrizioni e meno burocrazia per chi ha fatto 3 vaccini, è meno infettivo e non andrebbe calcolato come malato. Meno libertà e più restrizioni per i novax”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...