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sabato 3 Dicembre 2022
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    Dimesso l’ultimo paziente dal Covid Center di Careggi: che ha chiuso i battenti

    Nella seconda fase della pandemia ha assistito 974 pazienti, su un totale di 2.913 pazienti Covid-19 ricoverati a Careggi dall’inizio della pandemia, nel marzo del 2020. Percentuale di guariti dell'85%

    FIRENZE – È stato dimesso l’ultimo paziente del Covid Center di Careggi, il “padiglione bolla” preparato nell’aprile del 2020 in previsione della seconda ondata pandemica e attivato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani alla fine dello scorso ottobre.

    “Da quel momento ad oggi – ricorda il direttore Generale Rocco Damone – la struttura ha assistito 974 pazienti su un totale di 2.913 pazienti Covid-19 ricoverati a Careggi dall’inizio della pandemia, nel marzo del 2020″.

    “Mentre la campagna di vaccinazioni, con il salto di qualità di queste settimane, ci sta aiutando a dare la spallata finale al virus – commenta il presidente della Regione Eugenio Giani – la chiusura del Covid center di Careggi è  una splendida notizia e, insieme, la conferma che abbiamo scelto una strategia che si è rivelata vincente”.

    “Quando – ricorda – nell’ottobre dello scorso anno, abbiamo inaugurato questa struttura, nel momento in cui la curva della pandemia si stava nuovamente impennando, abbiamo scommesso sul lavoro di squadra fra Azienda, Estar, operatori sanitari e sulla capacità di coordinamento e organizzazione che hanno consentito di gestire al meglio una malattia così grave e complessa, senza peraltro venir meno alle necessità dei pazienti colpiti da altre patologie che, in un’Azienda grande e polispecialistica, con tante attività d’eccellenza come Careggi, hanno comunque avuto sempre una pronta risposta”.

    “Oggi – conclude il presidente regionale – nonostante la fatica, le sofferenze fisiche e psicologiche, il dolore per le vittime a cui va il mio ricordo, credo che tutti gli operatori di questo ospedale possano dire di essere usciti arricchiti dal punto di vista professionale ed umano, da questa terribile esperienza. Pronti a riprendere l’attività ordinaria con la competenza, l’attenzione e la qualità di sempre”. 

    “Nella seconda e terza ondata – prosegue Damone – dallo scorso settembre ad oggi, sono stati complessivamente ricoverati 2.305 pazienti a Careggi e  oltre il 40% di questi  è stato assistito nel Covid Center. La struttura dotata di livello assistenziale ordinario ed intensivo ha accolto 167 ricoverati all’interno del Padiglione nei 16 letti di terapia intensiva e oltre 800 pazienti nei 57 posti letto ordinari, per un totale di circa 10mila giornate di ricovero complessive”.

    “Gli esiti del Covid Center di Careggi segnano una percentuale di guarigione di circa l’85% – precisa Damone – in linea rispetto alla gravità della pandemia con una mortalità del 16%”.

    “Grazie alla lungimiranza del presidente Giani – conclude Damone – che ha creduto fin dai primi momenti in questa strategia organizzativa, il Covid Centerha consentito di preservare oltre alle attività oncologiche e alle urgenze anche molte altre prestazioni ad alta complessità e di garantire il necessario supporto all’Area Vasta, nei momenti di maggiore diffusione del virus”.

    Carlo Nozzoli, direttore del Dipartimento DEAS, sottolinea “la dedizione del personale, medici, infermieri e operatori sociosanitari che hanno lavorato in grande armonia riuscendo a coordinare competenze provenienti da diversi percorsi e strutture dell’ospedale, confermando che in questo spirito di collaborazione è la chiave del successo contro le grandi malattie”. 

    “Abbiamo costruito una grande squadra – ricorda il dottor Giovanni Cianchi, che è stato responsabile clinico della terapia intensiva del Covid Center diretta dal dottor Adriano Peris – 12 anestesisti supportati dagli specializzandi che è riuscita a fronteggiare una malattia molto grave, diventata sempre più pericolosa con il passare del tempo e aggressiva verso pazienti sempre più giovani, siamo professionalmente rafforzati da questa esperienza, ma resta il dolore per le persone che non abbiamo potuto salvare”.

    Il dottor Alessandro Morettini, in qualità di responsabile organizzativo del Covid Center, ha apprezzato “la capacità di reazione dell’Azienda di fronte all’emergenza Covid, con una risposta organizzativa efficace, grazie ai vari professionisti che si sono impegnati in un lavoro faticoso e non privo di rischi. Pensiamo di aver imparato molte cose, a utilizzare tecniche e farmaci nuovi e abbiamo migliorato la capacità di lavorare insieme”.

    “Come infermieri – aggiunge Lara Giuntini, coordinatrice infermieristica della terapia intensiva del Covid Center – ci siamo confrontati con colleghi provenienti da esperienze professionali diverse e questo ci ha arricchito dal punto di vista professionale e umano. Di fronte ad una malattia molto grave che ha fatto tante vittime i successi che siamo riusciti a ottenere ci hanno ripagato della fatica fisica ed emotiva in questi lunghi mesi di lotta al Covid in terapia intensiva”.

    Anna Maria Cristino infine, responsabile delle degenze mediche del Covid Center, nell’ambito del coordinamento della caposala Giuseppina Gallo, ringrazia i colleghi per l’impegno a fianco dei pazienti e ricorda “questo periodo di grande lavoro pensando ai malati, in particolare a quelli che non è stato possibile salvare, per il sacrificio di tanti operatori e per onorare la memoria di queste persone è importante tornare alla normalità seguendo le necessarie regole di prudenza per la prevenzione del contagio”.  

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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