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domenica 4 Dicembre 2022
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    I punti nascita dell’Asl Toscana Centro aprono l’accesso ai neo padri nei reparti di degenza

    I neo padri possono finalmente trascorrere un po' di tempo vicino ai loro piccoli e alla mamma anche durante i giorni di ricovero post parto

    FIRENZE – Da alcuni giorni i neo padri possono finalmente trascorrere un po’ di tempo vicino ai loro piccoli e alla mamma anche durante i giorni di ricovero post parto.

    E’ questa la scelta del Dipartimento Materno Infantile, diretto dal dottor Marco Pezzati, in seguito al graduale e costante calo della curva dei contagi da Covid.

    L’Azienda ha pertanto deciso di consentire l’accesso ai partner nei reparti di degenza, anche durante i giorni di ricovero post parto, in tutti i sette punti nascita aziendali: San Giovanni di Dio, Santa Maria Annunziata, ospedale del Mugello a Borgo San Lorenzo, Santo di Prato, San Jacopo di Pistoia, San Giuseppe a Empoli e SS Cosma e Damiano di Pescia.

    Con la nuova direttiva aziendale ogni ospedale ha organizzato il percorso di accesso nel rispetto delle misure di sicurezza.

    L’orario di ingresso al partner è organizzato secondo la disposizione dei posti letto per ciascuna stanza di degenza (letti pari/letti dispari); questo per evitare l’incontro tra partner di donne ricoverate nella stessa stanza e garantire un afflusso ridotto.

    Al momento il partner può restare accanto alla neomamma e al piccolo al massimo un’ora al giorno. 

    “Sostenere la presenza dei padri e la vicinanza di entrambi i genitori al neonato, significa riconoscere il loro ruolo di “capacità curante” e non di semplici visitatori” spiega il dottor Marco Pezzati.

    “Ma il tema della sicurezza – puntualizza – rimane costante e prioritario: abbiamo quindi scaglionato gli accessi dei padri in modo da evitare affollamenti nelle stanze; non è ancora consentito invece l’accesso agli altri parenti e amici. Sono certo che i genitori capiranno che la nostra priorità è conciliare i loro bisogni relazionali con quelli di salute”.

    Fin dai primi giorni della pandemia, a marzo 2020, è stato evidente che i percorsi di assistenza delle donne in gravidanza e per il parto necessitavano di una tempestiva riorganizzazione, che ha portato a prendere decisioni drastiche: l’esecuzione del tampone a tutte le donne prima del ricovero, la creazione di “reparti covid” separati e il divieto di accesso a tutti i visitatori, compresi i partner, nei reparti di degenza.

    “Si è trattato di scelte indispensabili, nel momento acuto della pandemia, ma siamo sempre stati consapevoli che il sacrificio chiesto alle donne e alle coppie è stato altissimo” sottolinea la dottoressa Arianna Maggiali, direttore Ostetricia Professionale Asl Centro”.

    “L’impossibilità di far partecipare il padre al percorso nascita nel suo complesso – ammette – ha creato molta solitudine. Non vorremmo poi indurre il concetto che la presenza del padre sia di secondaria importanza: crediamo invece che lo stabilirsi di una relazione precoce sia necessario per accrescere la fiducia nelle proprie capacità genitoriali”.

    “Per questo – conclude Maggiali – abbiamo garantito sempre l’accesso almeno alla sala parto, per assistere al travaglio, il parto e le prime ore di vita del bambino”.

    A questo link tutti gli orari di accesso in ciascun punto nascita aziendale. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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