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mercoledì 8 Dicembre 2021
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    No Vax: falsi profili social all’attacco della pagina Facebook della Asl Toscana Sud Est

    Il direttore D’Urso: “La nostra campagna vaccinale non solo continua ma s’intensifica. Chi diffonde ingiurie con un linguaggio d’odio deve essere individuato e punito dalla giustizia”

    SIENA – L’attacco è iniziato verso le 8 di sabato mattina. La pagina Facebook della Asl Toscana Sud Est è stata presa d’assalto con ingiurie e offese nei confronti dei sanitari e delle vaccinazioni.

    Ben 4.500 in pochissimo tempo, apposti in blocco, in genere scritti con caratteri cubitali, da profili che riportano lo stesso simbolo, una W rossa.

    “Le accuse più gentili – dicono dalla Asl TSE – erano di dittatura sanitaria e di nazismo. L’ipotesi è che la fonte dell’attacco sia stata una app di messaggistica istantanea che moltiplica in automatico i commenti di ingiuria e odio”.

    Il direttore generale della Asl TSE, Antonio D’Urso, ha sporto denuncia presso la polizia postale.

    “Violenza e odio stanno purtroppo diventando pratiche diffuse – dice – sia nel mondo reale che in quello virtuale”.

    “Se qualcuno pensava di intimidare la nostra azienda e i suoi operatori – afferma nettamente – ha sbagliato di grosso”.

    “Azioni come queste – rilancia – non fanno altro che sostenerci nella nostra convinzione di intensificare al massimo la campagna vaccinale”.

    “Il nostro camper – sottolinea – era oggi al mercato settimanale di Siena e sarà attivo ininterrottamente nei prossimi giorni: domani e venerdì sempre a Siena in via Massetana Romana, poi a Castelnuovo Berardenga, Abbadia San Salvatore, Chiusi, Sinalunga e Chianciano Terme”.

    “I nostri centri vaccinali – dice ancora – continuano tranquillamente nel loro lavoro. Certo, non possiamo non preoccuparci del clima generale che si sta creando e che rischia di mettere gli operatori sanitari nel mirino, virtuale, di soggetti violenti”.

    “Siamo certi – conclude – che i cittadini sapranno isolarli e che la magistratura saprà individuarli e punirli. Noi, da parte nostra, continuiamo il nostro lavoro”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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